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Arte, simboli e spiritualità: inaugurata alla Rocca Albornoz l’antologica di Angelo Russo “Radici e visioni” (VIDEO)

di WANDA CHERUBINI-

VITERBO- È stata inaugurata questo pomeriggio, nella suggestiva cornice del Museo Nazionale Etrusco Rocca Albornoz, la grande mostra antologica dedicata all’artista viterbese Angelo Russo “Radici e visioni”. Un’esposizione intensa e profondamente simbolica, che raccoglie venticinque opere scultoree, pittoriche e grafiche, ripercorrendo oltre trent’anni di attività – dal 1991 al 2025 – e offrendo al visitatore un vero viaggio nell’interiorità dell’autore.

La mostra, inserita nel calendario degli eventi ufficiali del Giubileo 2025 promosso dal Comune di Viterbo, si presenta come un itinerario che guida lo spettatore attraverso i simboli e la spiritualità che da sempre caratterizzano la ricerca di Russo. Le opere mettono in dialogo luce e ombra, opposti che non si respingono, ma si completano, invitando a un percorso di introspezione verso un “centro” in cui tutto acquista significato.

Ad accogliere il numeroso pubblico erano presenti diverse autorità cittadine, tra cui il vicesindaco Alfonso Antoniozzi e la consigliera comunale Alessandra Croci, delegata alla Via Francigena e al Giubileo. Entrambi hanno sottolineato il valore dell’arte come esperienza personale e universale: “L’arte parla in modo diverso a ciascuno di noi”, ha affermato Antoniozzi, “e gli artisti vanno ringraziati per il coraggio di raccontare se stessi”.

La direttrice del museo, Sara De Angelis, ha espresso soddisfazione per l’ospitalità della mostra, ricordando il lungo legame tra Russo e la tradizione della Macchina di Santa Rosa. In apertura del percorso espositivo campeggia infatti la statua originale della Santa, portata a spalla dai facchini per sette anni sulla Macchina “Sinfonia d’Archi”, progettata dall’artista.

Russo, visibilmente emozionato, ha ringraziato organizzatori, sponsor e istituzioni e la casa editrice Serena che ha curato il catalogo della mostra, ricordando come la sua ispirazione affondi le radici nella parrocchia della Crocetta, dove Santa Rosa visse. Ha raccontato anche l’innovazione tecnica di Sinfonia d’Archi, realizzata con materiali allora sperimentali come polistirolo compresso e vetroresina.

Tra i temi centrali dell’esposizione emergono elementi simbolici ricorrenti, dal motivo della farfalla, simbolo di rinascita, all’opera Anima Alchemica, che richiama il pensiero junghiano sulla trasformazione interiore delle parti più oscure dell’essere umano. Spicca anche la rilettura del mito di Pinocchio, protagonista di una serie dedicata alla metamorfosi interiore.

Presenti all’inaugurazione anche l’onorevole Enrico Panunzi, legato da lunga amicizia all’artista, e l’ideatore della Macchina “Dies Natalis” Raffaele Ascenzi, che ha ricordato gli anni in cui portò a spalla Sinfonia d’Archi.

La curatrice Laura Principi ha illustrato la scelta di costruire un itinerario tematico centrato su spiritualità, fede e simbolismo, in sintonia con l’Anno Giubilare. Le opere esposte, molte delle quali inedite, sono distribuite tra la sala principale e tre sale laterali, dove trovano spazio lavori di grande forza espressiva come Peccato originale, Onda d’arte, Balletto al tramonto e Lo sguardo seducente.

Principi ha definito l’arte di Russo “immediata, luminosa e intrisa della sua stessa vita”, sottolineando come uomo e artista coincidano nella stessa tensione verso la ricerca spirituale e simbolica.

L’inaugurazione si è conclusa con un momento di grande partecipazione, animato dalla presenza dei facchini di Santa Rosa e dalla musica del maestro Alessandro Achilli al pianoforte e del Soprano Roberta Nardi. La mostra si propone come un’occasione unica per riscoprire un percorso creativo che, attraverso arte e spiritualità, è profondamente legato all’identità di Viterbo e al suo patrimonio simbolico.

La mostra sarà visibile  fino al 6 gennaio 2026.

 

 

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