di MARIELLA ZADRO –
Come da programma , il primo di aprile alle ore 18:14 (le 00:24 di oggi 2 aprile in Italia) al Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida, il lancio della missione Artemis II.
Il via alle operazioni è stato gestito dal centro di controllo “Rocco Petrone”, intitolato all’ingegnere italo-americano che ebbe un ruolo chiave nel programma Apollo.
L’equipaggio composto da quattro astronauti: il comandante Reid Wiseman della Nasa, il pilota Victor Glover, anche lui della Nasa e prima persona di colore a volare oltre l’orbita terrestre, la specialista di missione Christina Koch (Nasa), prima donna a volare verso la Luna, L’altro specialista di missione è Jeremy Hansen, dell’agenzia spaziale canadese Csa, il primo non americano a volare verso la Luna.
Una missione particolare, che arriva a 54 anni dall’ultima missione Apollo del 1972, infatti, non toccheranno il suolo lunare e per dieci giorni li porterà nell’orbita lunare.
Con loro viaggia anche Rise, l’indicatore di gravità: è un pupazzetto colorato destinato a fluttuare all’interno della capsula nel momento in cui ci sarà assenza di peso.
Anche il rientro molto innovativo:” La capsula Orion, spiegano i tecnici, affronterà l’atmosfera terrestre a circa 40.000 km/h, avvolta in una palla di plasma mentre il suo scudo termico largo 5 metri sopporterà temperature fino a 2.760 gradi Celsius. Sarà la velocità di rientro più alta mai registrata da un veicolo con equipaggio, superiore a quella delle missioni Apollo”.





