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“Artisti, antiquari, falsari: Ceramisti. Breve ma curiosa storia della lunga attività ceramica ad Acquapendente”. Conferenza di Renzo Chiovelli

FARNESE (Viterbo)- Giovedì 27 marzo, alle 16.30, presso la sala conferenze del Comune di Farnese,
Palazzo Ceccarini-Chigi, si svolgerà la conferenza del Prof. Renzo Chiovelli, “Artisti, antiquari, falsari: Ceramisti. Breve ma curiosa storia della lunga attività ceramica ad Acquapendente”. È un grande piacere e un onore accogliere a Farnese il Prof. Renzo Chiovelli, studioso di chiara fama nell’ambito della storia dell’architettura, della teoria e pratica del restauro architettonico, dell’analisi delle tecniche costruttive, in special modo medievali, Il Prof. Chiovelli è laureato in Architettura presso la Facoltà di Architettura dell’Università di Roma “La Sapienza” (cum laude). Specializzato presso la Scuola di specializzazione per lo studio e il restauro dei Monumenti dell’Università di Roma“La Sapienza” (cum laude). Ha conseguito il Dottorato di Ricerca (PHD) in Conservazione dei Beni Architettonici presso il Politecnico di Milano, con il massimo di profitto. È stato docente in varie università italiane, tra cui l’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, l’Università degli Studi della Tuscia in Viterbo e la “Sapienza” Università di Roma. Ha condotto corsi incentrati sulla “Storia delle città italiane” presso il consorzio USAC (University Studies Abroad Consortium), costituito da trentatré università statunitensi con capofila University of Nevada. Attualmente è docente di Caratteri costruttivi dell’edilizia urbana per il restauro (dall’A.A. 2020/21), presso la Scuola di Specializzazione per i Beni Architettonici e del Paesaggio della “Sapienza” Università di Roma. Inoltre è presidente del CISSaS (Centro Internazionale di Studi sul Santo Sepolcro). Ha pubblicato oltre centocinquanta scritti tra volumi monografici, curatele, saggi e contributi a convegni nazionali e internazionali. Come architetto, ha svolto continuativamente la professione, specialmente nel campo delle opere pubbliche relative al restauro architettonico, con incarichi da parte di Soprintendenze e Amministrazioni Comunali.
La sua conferenza è incentrata sulla fortuita circostanza del rinvenimento, nei locali sotterranei dell’ex convento duecentesco di Sant’Agostino in Acquapendente, di una sorta di stanza, in parte edificata con una tecnica muraria adottata localmente tra l’inizio del Duecento e la metà del Quattrocento, in cui erano state gettate alcune centinaia di maioliche arcaiche decorate in verde-ramina e bruno-manganese, oltre ad altri oggetti ceramici ed in vetro. Buona parte del materiale si presentava integro o mostrava di essersi fratturato al momento in cui era stato gettato nel deposito, facendo supporre che vi sia stato buttato in occasione di una delle varie ondate di pestilenza che si susseguirono durante o dopo la cosiddetta Peste Nera del 1346-’52. Le maioliche, per forme e decorazioni, mostrano di provenire da case o palazzi privati di famiglie notabili, così come dallo stesso convento agostiniano. Edifici i cui abitanti evidentemente vennero contagiati dalla pestilenza e da cui le maioliche domestiche dovettero essere state prelevate e gettate nel deposito sotterraneo come forma di prevenzione sanitaria per cercare di evitare l’ulteriore diffusione dell’epidemia. La varietà di forme aperte e chiuse, così come l’eccezionalità dei decori, che presentano stemmi gentilizi, motivi vegetali e zoomorfi, scene figurate con iscrizioni, tra le quali spicca un ampio bacino decorato con figure in atteggiamento galante e dalle ricche vesti trecentesche, da spunto per confronti con altre maioliche arcaiche presenti in importati musei italiani. Da questo fortunato ed eccezionale rinvenimento ha preso avvio una circostanziata revisione dell’attività ceramica aquesiana del passato e di quanti ne sono stati protagonisti, partendo dagli artisti, per passare agli antiquari, fino ai falsari, che hanno esportato e fatto conoscere questo prodotto, o le loro ‘contraffazioni’, anche nei maggiori musei esteri. La conferenza, organizzata dall’Ufficio Cultura del Comune con la Direzione scientifica del Museo Civico “Ferrante Rittatore Vonwiller”, ha il patrocinio del Comune di Farnese, della Riserva Naturale Regionale Selva del Lamone, dell’Associazione Socio-Culturale Farnese e Tuscia viterbese e del Centro per gli Studi Criminologici, Giuridici e Sociologici di Viterbo. Per informazioni: museocivico.farnese@virgilio.it

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