VITERBO – Presso l’Università della Tuscia, nel corridoio di monofore, è possibile visitare, fino al
31 dicembre 2026, una mostra collettiva di arte contemporanea.
“Si insegna, si ricerca e si lavora, la bellezza contribuisce alla qualità della vita comune, rafforza il senso di appartenenza e rende gli spazi condivisi più luminosi, aperti, abitabili e ricchi di possibilità.”
La mostra “Artisti n Opera” nasce in un luogo che possiede già, nella sua stessa storia e nella sua architettura, una straordinaria forza evocativa. I| complesso di Santa Maria in Gradi, oggi sede del Rettoratc dellUniversità degli Studi della Tuscia, è uno degli spazi più significativi della città di Viterbo: un luogo attraversato nei secoli da funzioni diverse, da spazio religioso e comunitario a luogo di reclusione, fino alla sua rinascita come sede universitaria
Con “Artisti in Opera”, il corridoio delle Monofore dell’Università della Tuscia diventa così un luogo di incontro e di scoperta per studentesse e studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo, visitatori e ospiti dell’Ateneo. Le opere accompagnano la vita ordinaria dell’Università e trasformano il passaggio quotidiano in un’occasione di pensiero, sensibilità e condivisione.
Questa stratificazione di memorie rende ancora più intenso il significato della mostra. Esporre arte contemporanea nel corridoio delle Monofore non significa semplicemente collocare opere in uno spazio di passaggio, ma farle dialogare con un edificio che custodisce storia, bellezza, trasformazione e restituzione alla comunità. Santa Maria in Gradi ci ricorda che i luoghi non sono mai neutri: parlano, accolgono, interrogano; chiedono di essere abitati con rispetto, intelligenza e cura.
Ecco l’elenco deli artisti che hanno dato vita a questa collettiva: Gloria Lauro, Federico Paris, Maddalena Mauri, Lidia Bachis, Tommaso Cascella, Klaus Karl Mehrkens, luliana Edmona Buruian, Natino Chirico, Cornelia Stauffer e Pietro Perrone. Essi hanno portato nell’ Ateneo una pluralità di sguardi e di visioni. Le loro opere testimoniano la capacità dell’arte di leggere il presente, di coglierne le inquietudini e le trasformazioni, ma anche di aprire varchi verso possibilità nuove.
Accogliere una mostra di pittura contemporanea all’interno dell’Università significa introdurre nella quotidianità dello studio e del lavoro una presenza capace di generare attenzione, emozione e benessere. L’arte non decora semplicemente lo spazio: lo attraversa, lo trasforma, ne amplia le possibilità di senso. Le opere interrompono lautomatismo dei percorsi abituali, invitano alla sosta alla riflessione, aprono uno spazio di libertà dello sguardo. In un Ateneo, dove si studia, si
Ogni quadro offre una visione, ma non la esaurisce: la affida allo sguardo di chi osserva, alla sua sensibilità, alla sua memoria, alla sua capacità di lasciarsi interrogare. Per questo, davanti a un’opera, ciascuno può riconoscere una traccia del proprio vissuto e, talvolta, ritrovare anche un riflesso inatteso di sé.
Come sostiene Tiziana Laureti, Rettrice dell’Università degli Studi della Tuscia, infatti:” L’Ateneo non è solo un luogo di formazione e ricerca, ma anche un luogo di cultura, dove tante persone si incontrano e l’arte, come la musica, ha il potere di mettere insieme e unire persone di diverse generazioni.”

“Artisti in opera”, collettiva di arte contemporanea all’Università della Tuscia
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