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Assemblea regionale Ucsi Lazio: confronto su IA, presenza ecclesiale e advocacy culturale in vista del XXI Congresso nazionale (VIDEO)

di WANDA CHERUBINI-

ROMA- Si è svolta questo pomeriggio, presso l’Aula 1 della Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale dell’Università Pontificia Salesiana di Roma, l’Assemblea regionale dell’Ucsi Lazio, convocata per eleggere i sei delegati che rappresenteranno la regione al XXI Congresso nazionale dell’Ucsi, in programma a Torino dal 23 al 25 gennaio 2026.

L’incontro, molto partecipato, è stato anche un momento di confronto sui temi che accompagneranno il percorso verso l’appuntamento nazionale. Per l’Ucsi di Viterbo erano presenti, oltre alla presidente Wanda Cherubini, Stefano Stefanini, Federico Usai, Mariella Zadro, Mario Mancini, past president, Claudia Testa. L’assemblea si è articolata in tre gruppi di lavoro:
1. Comunicare nell’era digitale e dell’intelligenza artificiale,
2. La presenza sociale ed ecclesiale dell’Ucsi,
3. Advocacy culturale e formazione nel panorama mediatico e artistico.

Nel primo gruppo, dedicato a comunicazione e IA, si è riflettuto sulle opportunità e i rischi delle nuove tecnologie, che possono rendere più accessibile la conoscenza ma anche disumanizzare le relazioni. Centrale il tema della responsabilità dei giornalisti cattolici nel custodire empatia, ascolto e prossimità, mantenendo al centro i “volti” e la verità della testimonianza.

Il secondo gruppo ha affrontato il ruolo ecclesiale dell’Ucsi: non un’associazione professionale, ma un soggetto inserito nella vita della Chiesa. Tra le priorità: ampliamento della base associativa, coinvolgimento dei giovani, radicamento nei territori e partecipazione attiva al cammino sinodale.

Il terzo gruppo, dedicato all’advocacy culturale, ha analizzato la funzione dell’Ucsi come coscienza critica nei media, promotrice di etica, formazione e sensibilità culturale oltre la logica del mercato dell’attenzione. Si è discusso di come incidere negli ambiti professionali, editoriali e accademici con autorevolezza e spirito costruttivo.

L’incontro è iniziato con i saluti del presidente regionale Ucsi, Maurizio Di Schino, che ha sottolineato l’importanza di questo momento di incontro per l’associazione in vista del prossimo congresso nazionale di Torino.

La presidente Ucsi Viterbo, Wanda Cherubini, ha sottolineato l’importanza di ritrovarsi come comunità di professionisti che condividono un’idea alta della comunicazione, fondata su relazione, responsabilità e testimonianza.

Don Stefano Cascio, consulente ecclesiastico Ucsi,  ha invitato a riscoprire l’identità dell’Ucsi come luogo di discernimento comunitario, richiamando l’urgenza di “custodire l’umano” di fronte ai rischi della digitalizzazione e dell’IA, e incoraggiando una presenza ecclesiale viva, non centrata sulle iniziative ma sulla capacità di accompagnamento. Ha affermato: ” Uno dei temi centrali è il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nella comunicazione. Strumento potente e ormai pervasivo, l’IA può favorire l’accessibilità e amplificare voci marginalizzate, ma può anche generare omologazione e allontanamento dai volti reali delle persone. Ai giornalisti cristiani viene ricordata una vocazione imprescindibile: testimoniare la realtà con uno sguardo incarnato, empatico, non delegabile alle macchine. La sfida è integrare le opportunità dell’IA senza perdere profondità, verità e tenerezza. L’UCSI è richiamata alla sua natura di soggetto ecclesiale inserito nel cammino sinodale della Chiesa. Non semplice osservatore esterno, ma parte attiva del discernimento comunitario. Da qui l’urgenza di rafforzare la presenza nei territori e nelle diocesi, coinvolgendo in modo autentico soprattutto i giovani professionisti, valorizzandone creatività e sensibilità. L’obiettivo è trasformare gli iscritti in protagonisti di cambiamento. La comunicazione cristiana – ha sottolineato don Stefano- non si limita a fornire informazioni: è un servizio culturale al bene comune. In un mercato dell’attenzione frammentato e competitivo, l’UCSI è chiamata a educare lo sguardo del pubblico, promuovere temi rilevanti nel dibattito pubblico, e coniugare formazione e impegno associativo. Bisogna rafforzare un’advocacy etica, evangelica e non ideologica, capace di incidere con autorevolezza nei contesti professionali e accademici. L’Assemblea – ha concluso don Stefano- non rappresenta soltanto l’elezione di sei delegati, ma una scelta di identità collettiva: decidere che tipo di UCSI si vuole essere e quale contributo offrire alla Chiesa e alla società italiana in una fase complessa ma ricca di opportunità”.

Ermanno Giuca ha illustrato il lavoro delle “antenne Ucsi”, sei colleghi incaricati di ascoltare territori e professionisti in vista del Congresso nazionale, per raccogliere contributi e tracciare una sintesi nazionale.

Alberto Colaiacomo ha introdotto il momento di confronto che ha visto i presenti distribuirsi sui tre gruppi di lavoro per far emergere proposte in vista del congresso nazionale, indicazioni che saranno poi raccolte in un documento condiviso.

Il presidente nazionale Vincenzo Varagona ha inviato un video messaggio dove ha evidenziato i frutti dell’ultimo quadriennio dell’associazione – tra cui corsi formativi e nuove pubblicazioni – e la necessità di rinnovare il volto dell’associazione, rafforzando il dialogo con le istituzioni di categoria, le scuole e le Chiese locali.

Infine, don Fabio Pasqualetti, decano della Facoltà di Scienze della Comunicazione Sociale, ha offerto una riflessione sull’intelligenza artificiale, evidenziando le implicazioni economiche, sociali e politiche dei nuovi sistemi, i rischi di nuove forme di sfruttamento e il possibile ampliamento del divario tra chi può permettersi l’accesso alla tecnologia e chi ne resta escluso. La domanda chiave, ha sottolineato, riguarda il modo in cui la Chiesa e i comunicatori cristiani sceglieranno di rapportarsi a questi strumenti.

L’assemblea si è conclusa con l’elezione dei sei delegati regionali e un momento conviviale. Ecco le sei persone elette al Congresso nazionale:
Luca Antonelli;
– Alberto Colaiacomo;
– Annamaria Graziano;
– Giacomo Mele;
– Giulia Pigliucci;
– Francesco Unali.
Riserve in caso di subentri:
– Ermanno Giuca;
– Maurizio Di Schino.

Nell’organigramma nazionale, del Lazio ci sono anche i past president Paolo Scandaletti, Andrea Melodia e Vania De Luca.

Per l’Ucsi Lazio, l’incontro ha rappresentato non solo un passaggio organizzativo, ma soprattutto un’occasione per interrogarsi sul futuro dell’associazione, sul suo ruolo nella Chiesa e nella società e sul contributo che potrà offrire al prossimo Congresso nazionale.

 

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