Bagnaia e i suoi preziosi tesori sabato in TV a “Paese che Vai”

BAGNAIA ( Viterbo) – Bagnaia e i suoi preziosi tesori, tra cui la splendida Villa Lante, in TV a “Paese che Vai”. Sabato 12 novembre, alle ore 11, sul canale nazionale 264 DDT di Cusano Italia TV.
Una bellissima puntata condotta da Pina Giordano con la speciale partecipazione di Sergio Cesarini.

Bagnaia, alle pendici del Monte Cimino e sul percorso della via Francigena, è uno dei borghi più affascinanti della Tuscia grazie ad un centro storico dalle emozionanti atmosfere d’altri tempi,
Un centro ricco di storia che conserva ancora le sue origini medievali nel caratteristico borgo di pietra, con i palazzi, le torri, le antiche mura, diverse chiese, dipinti e sculture.
Si trova nel cuore dell’antica Etruria meridionale, un’area di grande interesse sia naturalistico che culturale. Il terreno è caratterizzato da rocce vulcaniche, pieno di acque e boschi rigogliosi, con numerose varietà di vegetali molto tenaci, soprattutto faggi, querce e castagni secolari.
 
Bagnaia mantiene nella sua forma attuale la testimonianza della propria storia: nella parte più a monte sorge la zona più antica, con il nucleo medievale aggrappato ad uno sperone roccioso di forma ovale. Più in basso si allunga la parte più moderna, sviluppata a ventaglio intorno al tridente cinquecentesco, un sistema di tre strade che collegavano il borgo medievale con Villa Lante.
 
E proprio nella villa possiamo ammirare il meraviglioso parco con i suoi giardini all’italiana, le sue bellissime fontane e le due bellissime palazzine Gambara e Montalto. Un luogo molto caro al Re Carlo III d’Inghilterra (allora Principe) che espresse il desiderio di poter dormire all’interno del gioiello di Bagnaia e a renderlo possibile fu la mediazione del Presidente del Consiglio. Fu un evento che destò non pochi grattacapi agli organizzatori perché la residenza cinquecentesca era ormai disadorna. Venne sistemata in fretta e furia per potere fare dormire il Principe giunto a Bagnaia insieme a venticinque studenti della Scuola Estiva di Architettura Civile, nata proprio per volontà del  Principe di Galles.
 
Villa Lante di Bagnaia, è uno dei più famosi giardini italiani manieristici del XVI secolo. Ideata da Jacopo Barozzi da Vignola, la sua costruzione cominciò nel 1511 ma fu portata a termine intorno al 1566 su commissione del cardinale Gianfrancesco Gambara. Tuttavia la villa non ha acquisito questo nome se non quando, nel XVII secolo, passò nelle mani di Ippolito Lante Montefeltro della Rovere.Villa Lante si compone di due palazzine, pressoché identiche, anche se costruite da proprietari diversi in differenti periodi. Fu il cardinale Gianfrancesco Gambara a dare il proprio nome alla prima. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1587, gli successe il nipote di papa Sisto V, il cardinale Alessandro Peretti di Montalto, che completò il progetto e costruì la seconda.
I giardini costituiscono l’attrazione principale di Villa Lante, con i loro spettacolari giochi d’acqua, cascate e fontane.
Entrando dall’arco bugnato dell’entrata principale, ci si ritrova in un quadrato, perfettamente regolare dove il bosso è plasmato e modellato a formare motivi decorativi che circondano piccole fontane e sculture. Il tratto più caratteristico di questo parterre è la complessa fontana posta al suo centro, formata da quattro bacini, separati da cammini transennati, con i parapetti decorati con pigne di pietra ed urne decorative che intersecano l’acqua. Nel cuore del complesso, un bacino centrale contiene la celebre Fontana dei Mori del Giambologna.
Sopra il parterre principale il visitatore può inerpicarsi attraverso querce, lecci e platani, scorgendo fontane e sculture che si aprono attraverso inaspettati scorci. Si arriva quindi al primo dei giardini a terrazza ascendenti: qui, alloggiata tra due scalinate in pietra, vi è la Fontana dei Lumini, una fontana circolare a gradini. Su una terrazza successiva vi è un enorme tavolo di pietra con acqua che scorre nel suo centro. In questo posto, il cardinal Gambara intratteneva i suoi ospiti.
Al di sopra vi è la quarta terrazza, contenente la catena d’acqua, elemento che il Vignola aggiunse a molti giardini del XVI secolo. Visibile anche a Villa Farnese e Villa d’Este, questo ruscelletto scende in cascata al centro dei gradini per concludersi in fondo alla terrazza. Al livello superiore vi sono ancora fontane, grottini, e due piccoli casini che, come i loro omologhi più grandi sulla terrazza inferiore, hanno un disegno particolare, probabilmente anch’esso del Vignola, con logge aperte sorrette da colonne di ordine ionico. Esse reggono il nome del cardinale Gambara scolpito sulla cornice. Uno dei casini dà accesso a un piccolo giardino segreto di siepi e topiarie.
Tra i numerosi ospiti della trasmissione anche l’archeologa Lara Anniboletti, funzionario responsabile di Villa Lante.
Il programma (in onda dalle 11 alle 12.30) si può seguire anche in Streaming online/app.
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