È stato l’articolo 18 del nuovo regolamento di polizia urbana a catalizzare il confronto più acceso in Prima Commissione, fino alla sospensione della seduta. Al centro della discussione, un tema concreto e delicato per esercenti e amministratori: l’uso e la manutenzione dei servizi igienici nei locali che somministrano alimenti e bevande.
La bozza iniziale del regolamento si presentava con toni particolarmente rigidi. Il testo prevedeva infatti l’obbligo per i gestori di mantenere i bagni in condizioni adeguate di igiene, manutenzione e decoro, imponendo inoltre la gratuità dell’accesso alla clientela. In caso di violazioni erano previste sanzioni amministrative comprese tra i 50 e i 150 euro, oltre a eventuali ulteriori penalità stabilite da altre normative. Una formulazione che, nel corso del dibattito, è stata profondamente rivista.
Il primo punto critico emerso in commissione ha riguardato la definizione di “clientela”. Stabilire chi abbia effettivamente diritto a utilizzare i bagni non è un dettaglio secondario per chi gestisce un’attività commerciale. A sollevare la questione è stata la consigliera del Gruppo misto Letizia Chiatti, che ha richiamato la normativa vigente, sottolineando come il gestore sia legittimato a consentire l’uso dei servizi esclusivamente ai clienti e non ai semplici passanti.
Ampio spazio è stato dedicato anche al tema delle responsabilità legate alla manutenzione. Una parte della commissione ha ritenuto eccessivo addossare ulteriori oneri agli esercenti, già alle prese con un contesto economico complesso. Il consigliere di Fratelli d’Italia Matteo Achilli ha evidenziato come spesso i danni ai servizi igienici siano causati dall’utenza e come i tempi tecnici per gli interventi di riparazione possano esporre ingiustamente i gestori al rischio di sanzioni. Da qui la richiesta, avanzata da alcuni, di eliminare del tutto l’articolo per ripensarlo in una sede normativa più appropriata. Alla proposta di stralcio si è opposto il presidente della commissione, Luigi Gioisi, che ha difeso la necessità di mantenere la norma, pur aprendo a una sua riformulazione. Secondo Gioisi, l’articolo andava corretto ma non cancellato, rimandando eventuali approfondimenti più ampi al regolamento sul commercio.
Dopo un confronto serrato, è stato raggiunto un compromesso. Il testo approvato risulta più essenziale e meno punitivo nella forma, pur confermando l’impianto sanzionatorio. La nuova versione stabilisce che i servizi igienici siano messi a disposizione esclusivamente della clientela e prevede multe da 50 a 150 euro in caso di mancato rispetto degli obblighi di manutenzione e igiene. Eliminati i riferimenti più generici al “decoro”, resta però nero su bianco il diritto dei commercianti di riservare l’uso dei bagni a chi consuma.
Una modifica che prova a bilanciare le esigenze di ordine e igiene pubblica con le difficoltà operative degli esercenti, segnando un primo passo verso un regolamento più aderente alla realtà quotidiana dei locali.






