di REDAZIONE-
VITERBO- Dopo la raffica di chiusure dei mesi scorsi, torna progressivamente alla normalità la situazione dei barber shop di Viterbo. Tra la fine di maggio e i primi giorni di giugno, tredici attività, distribuite tra il centro storico e le zone periferiche della città, erano state temporaneamente sospese al termine dei controlli congiunti della Polizia locale e del Nucleo ispettorato del lavoro dei Carabinieri.
Alla base dei provvedimenti era emersa un’irregolarità comune: l’assenza del responsabile tecnico abilitato, figura obbligatoria per legge per poter esercitare l’attività di acconciatore. Il Comune aveva quindi disposto la sospensione immediata dei saloni, richiamando le esigenze di tutela della salute, dell’igiene pubblica e dei consumatori.
I titolari dei barber shop interessati hanno avviato le procedure necessarie per mettersi in regola. In diversi casi la soluzione è arrivata attraverso la nomina e l’assunzione di personale qualificato, con contratti a tempo pieno e indeterminato.
Una volta ricevuta la documentazione e verificato il possesso dei requisiti professionali previsti dalla normativa, gli uffici comunali hanno potuto procedere con la revoca delle ordinanze di sospensione e autorizzare la ripresa delle attività.
Le prime riaperture sono arrivate all’inizio di luglio, con il barber shop di via Leonardo Murialdo, seguito a metà mese dall’esercizio di via Saffi. Negli ultimi giorni di luglio è stato poi revocato lo stop per il salone di piazza della Rocca, mentre prima di Ferragosto è arrivato il via libera anche per l’attività di piazza San Faustino.
Non tutti i titolari, però, hanno accettato i provvedimenti comunali. Cinque barber shop hanno infatti deciso di impugnare l’ordinanza dirigenziale del 27 maggio davanti al Tar, chiedendone anche la sospensione.
Il Comune ha ricevuto il parere favorevole dell’ufficio legale alla costituzione in giudizio e ha stanziato 8mila euro per sostenere la difesa dell’ente nel contenzioso.
A disciplinare il settore è la legge quadro 174 del 2005, che stabilisce i requisiti necessari per svolgere l’attività di acconciatore. Ogni esercizio deve avere un responsabile tecnico in possesso di una specifica qualifica professionale, conseguita attraverso un percorso formativo riconosciuto e il superamento degli esami previsti.
Quando il titolare di un’impresa individuale non possiede personalmente l’abilitazione, è quindi necessario nominare un responsabile tecnico qualificato che faccia parte dell’organico dell’azienda.
La vicenda dei tredici barber shop viterbesi si avvia così verso una nuova fase: da una parte le attività che hanno scelto di adeguarsi alle prescrizioni e stanno progressivamente riaprendo, dall’altra i titolari che hanno deciso di affidare la questione alla giustizia amministrativa.








