Bicicletta e spiritualita’: in 1200 al Ciclopellegrinaggio al Santuario del Divino Amore

Tanti cicloamatori e semplici amanti della bicicletta hanno affollato il tradizionale Ciclopellegrinaggio al Santuario del Divino Amore a Roma. Il binomio bicicletta-spiritualità è risultato ancora una volta vincente e il successo non è mancato Ciclopellegrinaggio-Divino-Amore-2013-la-partenza-dal-velodromo-olimpico-Eurper merito dei 1200 ciclopellegrini che hanno preso parte all’evento organizzato dal Bici Club Divino Amore, sotto l’egida della Federciclismo Lazio e del Coni, in memoria del suo storico fondatore ed ex

presidente del comitato regionale della FCI Domenico Maurizi cui ricorreva quest’anno il ventennale della sua scomparsa. Con partenza dal Velodromo Olimpico dell’Eur di buon mattino, i ciclisti ad andatura turistica hanno attraversato in successione Viale Cristoforo Colombo, Porta Ardeatina, Porta San Sebastiano, Via Appia Antica, le Catacombe di San Callisto, la Chiesa del Domine Quo Vadis e le Fosse Ardeatine per complessivi 25 chilometri fino al piazzale dell’oratorio del Divino Amore antistante la Torre del Primo Miracolo dove è stato servito un caldo e ben fornito ristoro a tutti i ciclopellegrini che hanno pedalato tutti insieme in allegria e nella più totale sicurezza. È seguita la benedizione augurale ai presenti impartita da Don Patrizio Campos, intervenuto per conto del nuovo Rettore del santuario capitolino Don Fernando Altieri, cui ha fatto seguito la Santa Messa celebrata nel nuovo santuario.

A dare valore aggiunto all’edizione 2013 del ciclopellegrinaggio la presenza di Leonardo Giordani con a fianco suo padre Angelo, la madre Renata, il figlio Lorenzo (nel 2014 sarà giovanissimo nella categoria federale G5 con la Borgonuovo di Prato), la moglie Lisa, il suocero Libero (portacolori della Agliana Ciclismo), le sorelle Maria Elvira e Lucilla (quest’ultima ex campionessa italiana giovanile della pista). Coraggioso attaccante, esempio Ciclopellegrinaggio-Divino-Amore-2013-organizzatori-autorità-le-famiglie-Maurizi-e-Giordanidi serietà e di fedeltà nel lavoro di squadra, il portacolori della Vini Fantini-Selle Italia ha salutato ufficialmente il professionismo nel santuario a lui molto caro e al quale aveva donato la maglia di campione del mondo under 23 conquistata a Verona nel 1999.

L’atleta romano doc, classe 1977, con 76 vittorie in carriera dai giovanissimi agli under 23, trasferitosi con la famiglia a Pistoia, ha voluto donare il casco indossato nella stagione agonistica appena conclusa, con la scritta “Ringrazio la Madonna per avermi protetto in questi anni, Leonardo Giordani 8-12-2013”.

La speciale classifica di merito, riservata alla società con il maggior numero di partecipanti, è andata al Tor Sapienza-Cerbiatto del presidente Enzo Annucci con 36 presenze. In seconda posizione, si sono classificati i “centurioni” (24) giallorossi dell’A.S Roma Ciclismo di Lorenzo Baldesi, capitanati per l’occasione dagli instancabili Nazzareno Asci e Gabriele Diaferia. Terzi i portacolori dell’Elettrofonteiana (una quindicina al via del raduno) che annoverano nel proprio organico Alberto Comanducci, Vittorio D’Ingillo, Franco Cacci ed Eugenio Capodacqua, firma de La Repubblica e plurimedagliato tra i giornalisti ai campionati mondiali per i rappresentanti della carta stampata e del web. Premiazione speciale per Suor Cristina Damonti, gestrice dell’oratorio e della Casa Famiglia del santuario che ha ricevuto, dalle mani degli organizzatori, due biciclette da passeggio di marca Lazzaretti e Capobianchi. Menzione particolare e un riconoscimento anche all’atleta più giovane Alessia Silvestri (quinta partecipazione consecutiva) e per Ferdinando Marsiglioni, tra i più anziani al via, nonchè storico collaboratore del Velo Club Primavera Ciclistica (dove lo stesso Giordani militò nella categoria esordienti secondo anno nella stagione 1991 con tre vittorie) presieduto, ad oggi, da Andrea Novelli ed Eugenio Bomboni in qualità di presidente onorario.

Per la Federciclismo Lazio sono intervenuti il presidente Antonio Pirone, il presidente onorario Bruno Vallorani, il coordinatore tecnico Antonio Zanon, il responsabile del settore amatoriale e cicloturistico Nicolangiolo Zoppo a fianco del componente Nicola Biondi, il responsabile della mobilità ciclabile Gianfranco Di Pretoro e il consigliere FCI Latina Enrico Lo Sordo. Tanti gli ospiti e gli amici del mondo ciclistico laziale presenti che hanno avuto uno stretto legame con Domenico Maurizi: suo figlio Raimondo in compagnia della moglie e giornalista di Rai Sport Monica Matano, la voce tecnica del ciclismo di Rai Sport Gigi Sgarbozza, l’ex professionista Tullio Rossi, l’ex presidente FCI Lazio Angelo Caliciotti, il commissario di gara internazionale UCI Rodolfo Biancalani, il poeta del ciclismo ed attore di teatro Gino Serra, per l’A.S. Roma Ciclismo Umberto Proni, Gualtiero Massi e l’atleta non vedente Cinzia Coluzzi (ex tricolore ed azzurra del paraciclismo), il presidente dell’Asd Centro Avviamento Pista Forano Fulvio Fazolo, l’ex vice presidente FCI Roma Giancarmine Iannotti, Mario Caldaro (titolare dell’omonimo negozio di biciclette nel quartiere capitolino di Centocelle dove scoprì il talento di Leonardo Giordani) e la “penna” del ciclismo e dello sport laziale e nazionale Giovanni Maialetti nel ruolo di portavoce del “gemellaggio” con il Santuario della Madonna del Ghisallo (in Lombardia) del Rettore Don Luigi Farin e con il Centro Spirituale del Ciclismo al Convento della Castellina (in Toscana) del Priore Padre Raffaele Duranti.

LE INTERVISTE Leonardo Giordani, nel 1999 iridato under 23 e vincitore del Giro delle Regioni, professionista dal 2000 al 2013 con un secondo posto alla Coppa Agostoni nel 2005 e il decimo al Giro del Lazio nel 2002 con arrivo a Nettuno: “Sono contento per quanto ho fatto per il ciclismo come uomo squadra ma in alcuni frangenti mi è mancata la fortuna. Continuerò a dare il mio contributo al ciclismo in un altro modo oltre a crescere mio figlio Lorenzo che corre in bici nella categoria giovanissimi. Ho voluto donare il mio casco come segno di ringraziamento alla Madonna che mi ha protetto in questi 14 anni di professionismo. Uno dei magoni amari della mia carriera è stato sicuramente quel Giro del Lazio di 11 anni fa sul traguardo di Nettuno in cui sono partito da solo all’ultimo chilometro. Ci tenevo e come a vincere quella corsa ma non potevo fare nulla con un Bettini protagonista di una volata lunga 350 metri e con tutta la sua forza esplosiva fino a farmi riprendere a 50 metri dalla linea di arrivo”.

Raimondo Maurizi, vice direttore di Rai Sport: “Voglio ricordare l’affetto e la stima nei confronti del santuario e di chi lo ha rappresentato in questi ultimi anni a cominciare da Don Pasquale Silla. Tutto merito di mio padre Domenico che si faceva chiamare da tutti gli amici e da tutti i ciclisti “Mimmo”. Il suo intento era di quello di portare i corridori fin qui al santuario perché devoti alla Madonna e al tempo stesso voleva creare un momento di aggregazione nel miglior spirito sportivo. Mio padre si è distinto per essere riuscito a portare fior di campioni che hanno donato la propria bicicletta come Eddy Merckx, Francesco Moser e Gino Bartali”. Antonio Pirone, presidente della Federciclismo Lazio: “Domenico Maurizi è stato ed è ancora il simbolo di questo ciclopellegrinaggio come doveroso omaggio alla sua personalità per quanto ha dedicato al ciclismo nella nostra regione. Un ringraziamento al Bici Club Divino Amore che si è prodigato con impegno e passione permettendo che, manifestazioni importanti come queste, siano ospitate in questo splendido contesto del santuario, molto legato ai grandi campioni del ciclismo, ereditando l’operato del compianto Mimmo Maurizi. Noi del comitato regionale Lazio della Federciclismo siamo sempre vicini a questo tipo di eventi che servono a far avvicinare tanta gente alla pratica delle due ruote ma è importante pedalare in sicurezza e rispettare il codice della strada”. Settimio Ciucci, organizzatore dell’evento in rappresentanza del Bici Club Divino Amore: “E’ stata un’edizione da ricordare non solo per l’addio alle corse di Leonardo Giordani. La giornata di sole e l’ennesimo record di partecipanti sono stati gli ingredienti in più che hanno gratificato il lavoro di decine di volontari fatto con passione in sinergia con il Rettore del Santuario Don Fernando Altieri. Ed è proprio a loro che rivolgo un particolare ringraziamento”.

POESIA “IL CICLISTA IN PELLEGRINAGGIO AL DIVINO AMORE” Pellegrinaggio al Divino Amore per dire grazie con tutto il cuore alla Madonna, ai Santi e a Dio d’essere in bici con tanti anch’io. Per ritrovarsi a fine stagione con il gregario e col campione per augurarsi l’un l’altro ogni bene e di incontrarsi l’anno che viene lungo le strade con la speranza di gareggiare con nuova baldanza e di raggiungere con la vittoria soddisfazione, applausi e gloria. Pellegrinaggio di gioia e di fede per riunire l’ateo e chi crede per dare a tutti un caro saluto e al neofita il benvenuto. Con la speranza che al ciclista sian propizie la strada e la pista per gareggiare, per passeggiare, per divertirsi, per pedalare. Perché pensieri di gioia in testa abbia ognuno, qui si fa festa. Pellegrinaggio al Divino Amore per dire grazie con tutto il cuore alla Madonna, ai Santi e a Dio d’essere in bici con tanti anch’io (Gino Serra)

   

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