Bilancio di fine anno della Filca Cisl di Viterbo, Fabio Turco: “Il settore delle costruzioni è fortemente in crisi ed il 2014 sarà ancora un anno di sofferenza”

L’edilizia lancia l’ennesimo grido d’allarme, ma sembra che nessuno risponda. E’ tragico il dipinto che ci delinea Fabio Turco, sindacalista della Filca Cisl (nella foto), fabio-turcoin merito alla situazione dell’edilizia in Italia e, nello specifico , nel Viterbese. “L’edilizia continua ad andare in calo e questa emorragia non si ferma – afferma Turco – Le ore lavorate sono molte di meno, le imprese chiudono e dal 1 gennaio anche la cassa integrazione in deroga

avrà nuove normative. Sembra che le aziende che già ne hanno fatto uso non possano più richiederle. In più, anche gli ammortizzatori sociali sono finiti. La situazione è drammatica”.

Turco spiega che per cantierizzare ad esempio una villa c’è un iter burocratico da seguire che alla fine dura un anno e mezzo. “E nel frattempo i lavoratori cosa fanno?” – si chiede.

E se il 2013 è stato un anno pessimo per l’edilizia, il 2014, secondo il sindacalista della Filca Cisl, sarà “ancora di sofferenza”. “Qualche speranza c’è con il cantiere della Superstrada – aggiunge Turco – se partirà nel 2014, ma anche in questo caso si parla di lavoro che non durerà stabilmente e poi sono tutte imprese che vengono da fuori.

Non c’è un piano strategico per far ripartire il settore delle costruzioni – incalza il sindacalista – quando tutti sanno che questo settore si porta dietro con sé molti altri.

” L’edilizia . ricorda Turco – è stata da sempre utilizzata in momenti di crisi come volano per far ripartire l’economia. E’ vero che la nostra amministrazione comunale si è insediata da poco – prosegue- ma bisogna fare qualcosa. In questo momento bisognerebbe attivare tutti i centri di spesa, chi ha disponibilità economiche da investire, come ad esempio la Asl.

Siamo in emergenza e dobbiamo lavorare in maniera diversa, trovare delle sinergie insieme perché questo settore abbia una ripresa, visto che porta con sé un grande indotto”.

Turco dà poi un dato evidentissimo di questa crisi: il 2013 si chiude con 500 mila posti di lavoro in meno in tutta Italia.

“Le imprese che hanno chiuso nel Viterbese sono tantissime – aggiunge – L’unica cosa da fare- insiste il sindacalista della Filca Cisl – è rendersi consapevoli che è il settore delle costruzioni che può rimettere in moto l’economia.

Abbiamo un patrimonio che è stato costruito in tanti anni con imprese storiche del Viterbese che rischia di essere perso se non si interviene in questo settore”. Del resto Turco ricorda che la crisi non è di quest’anno, ma è dal 2008 che le costruzioni sono in allarme.

“E’ un settore poi in cui chi viene licenziato – precisa il sindacalista – è difficile che poi possa essere ricollocato”. Per Turco è compito della politica accelerare qualche situazione da cantierizzare. Ed in questa crisi ci si trova anche il privato che ha difficoltà per l’accesso al credito, visto che le banche hanno stretto i cordoni per la concessione di mutui.

La situazione, quindi, è nerissima – ribadisce Turco – ed il brutto è che non vediamocostruzioni la luce. Ancora stiamo nella galleria buia e ciò ci mette paura. E chi sta in crisi sono persone italiane, che hanno una dignità e che non sanno come fare per andare avanti.

I suicidi di tanti imprenditori – esplode Turco – sono proprio dovuti alla perdita di questa dignità”.

Ma quali sarebbero le prime cose da fare per ripartire? “Non dobbiamo fare grandi cose, ma impegnarsi nel nostro piccolo, lavorando in maniera diversa, mettendoci vitalità, alternative. So che tutto ciò è difficile e siamo veramente preoccupati per il 2014. Bisogna investire economicamente e con idee diverse per far ripartire questo settore e con sé l’intera economia”.

   

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