Boxe, i fratelli Di Luisa pronti per una settimana di fuoco. Al PalaTiziano due eventi super

di EMANUELE FARAGLIA –

VETRALLA (Viterbo) – A volte hai voglia di prendere a pugni la vita. Ma la vita può essere un gomito piegato che ti spezza la mano e allora addio sogni di gloria. E’ quello che è capitato ad Alessio De Falco quando ancora saliva sul ring per il titolo italiano. Un’altra epoca. Ora De Falco ha aperto una palestra ed è il maestro di Andrea Di Luisa , pugile campano viterbese d’adozione che, venerdì 23 febbraio 2018 al Palazzetto dello Sport romano di Piazza Appolodoro,  parteciperà al Campionato Mondiale per la Pace, evento voluto dal Vaticano ed incasso da destinare alle popolazioni terremotate di Messico ed Italia.

Il match principale vedrà infatti affrontarsi in 12 riprese l’ex Campione Europeo Emiliano Marsili ed il sudamericano Victor Betancourt, mentre tra le altre sfide spicca quella del boxer napoletano che si allena proprio nella palestra Invictus Gym e che abbiamo intervistato a pochi giorni dalla sfida.

“E’ un match di mantenimento con avversario ancora da stabilire – dice Di Luisa – più avanti, a marzo aprile, combatterò per il titolo, per ora sono carico al 100%, come condizione però sono al 60/50%, ancora devo smaltire qualche chiletto…”.

Andrea Di Luisa e Alessio De Falco

L’evento di fine febbraio va in ogni caso ben al di là del mero significato sportivo. Si parla di pace, termine spesso abusato o usato a sproposito. Ed allora chiediamo a Di Luisa: cosa è per lei la pace?

“E’ star bene con te stesso e poi col prossimo. Ultimamente abbiamo in testa solo la guerra. Pensiamo solo alle cose negative. Come la storia del bambino che accoltella una maestra, ma dove si è visto mai?!? Forse ci vorrebbe una guerra mondiale per avere di nuovo la pace… La boxe , in tutti questi anni, mi ha dato la pace, soprattutto la pace interiore quando torno a casa dopo una giornata a picchiare ed incassare”.

Al suo fianco il fratello minore, Diego, pure lui pugile, “na famiglia ‘e scemi” scherza Andrea . Ma tanto scemi forse non sono se, oltre a salire su un ring e boxare ai più alti livelli, entrambi dimostrano un rispetto per la nobile arte che non è facile riscontrare ai giorni nostri. Diego ha una palestra a Montefiascone, in via Paternocchio, la Dea Accademy, dove assieme alla fidanzata insegna pugilato e danza. E semplice non è , così come è faticoso mantenersi in forma senza tecnici preparati, allenatori in gamba, maestri che ti sappiano guidare: “E’ molto difficile – afferma il super welter 32enne con un record di 7 vittorie ed una sconfitta – nessuno sa insegnare, a parte Alessio che è un buon livello, non esistono altre strutture. Noi a Montefiascone, ad esempio, cerchiamo di offrire un livello più alto del normale, ma non è da tutti, in giro ci sono tanti ciarlatani, persone che non capiscono nulla di boxe e si inventano istruttori”.

Diego salirà sul ring sempre a Roma il 16 febbraio in una riunione in cui Orial Kolaj e Mustafa Chadloui si contenderanno il titolo vacante del Campionato Unione Europea pesi mediomassimi . Da stabilire, invece , l’avversario di Andrea.

La cornice, in entrambi i casi, sarà la stessa: il PalaTiziano di Roma, dove, oltre a Marsili e Betancourt per il Campionato Mondiale per la Pace , saliranno sul ring anche Alessandro Goddi ed il polacco Kamil Szeremeta (Europeo Pesi Medi) e poi il peso piuma Giovanni Tagliola, il peso leggero venezuelano Samuel Gonzalez, il super medio Ivan Zucco e l’ex campione d’Europa dei pesi superpiuma Devis Boschiero.

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