“Egidio17” raccoglie una promessa sul futuro del Museo Civico di Viterbo

(m.a.g.) – VITERBO – Lunedì 27 giugno, “Egidio 17” ha sfidato la Nazionale azzurra e ha mantenuto inalterato il programma degli appuntamenti che si svolgono nell’ambito del Caffeina Festival.  La cittadella di Caffeina ha infatti sospeso ieri gran parte gli eventi concomitanti con la partita della Nazionale per dare precedenza agli ottavi di finale degli Europei di calcio.

Anche questa volta la strategia culturale dell’Associazione Egidio17, capitanata dallo storico dell’arte Antonio Rocca,  ha dato i suoi frutti. Tutti gli incontri sono andati a segno,  con una affluenza di pubblico di tutto rispetto nella serata del 25 giugno dedicata  a  Costantino d’ Orazio   il quale,  con il suo libro “Io sono fuoco”   ha  indagato gli aspetti più personali e autobiografici della vita di Michelangelo Buonarroti.

Ieri sera  è stata  invece la volta di un dibattito a più voci sul passato ma soprattutto sul futuro del Museo Civico di Viterbo Rossi Danielli.

Le relatrici : Maria Ida Catalano ( Professore Associato di Storia del Restauro e Storia della Critica d’Arte   presso l’ Università degli Studi della Tuscia);   Paola Pogliani (Ricercatore dell’  Università degli Studi della Tuscia:  Museologia e critica d’arte e del restauro);  Manuela Romagnoli (Docente  di Tecnologia del Legno e Utilizzazioni Forestali presso l’ Università degli Studi della Tuscia) e Ivana Bruno (Professore Associato di Museologia e critica artistica e del restauro dell’ Università  degli Studi di Cassino e del Lazio  meridionale) si sono soffermate sulla necessità di  rendere  vitale e fruibile il Museo Civico di Viterbo e di portare avanti una collaborazione rigorosa e strutturata tra l’Università degli Studi della Tuscia e il Comune di Viterbo in maniera da supervisionare e tutelare i processi di diagnostica,   e conservazione delle opere – molte  delle quali di grande importanza storico-artistica –  conservate nel Museo stesso.

“Fondamentale – ha sottolineato Ivana Bruno – è prevedere    un adeguato livello di ‘comunicazione’  dei futuri eventi e  processi di valorizzazione delle opere e della struttura.  Antonio Rocca ha chiuso poi  gli interventi delle relatrici facendo appello a quel ‘demos’ ossia a quei cittadini di Viterbo che con la loro  partecipazione possono sollecitare le istituzioni affinché la città si riappropri – attraverso i suoi luoghi – della  sua  storia  anche e soprattutto, attraverso una struttura, quale quella del Museo, attualmente  per nulla  inserita  nel tessuto socio-culturale della città

Molto sentite le domande e gli interventi del pubblico, che hanno confermato la necessità per Viterbo di ‘vivere’ il proprio Museo Civico secondo modalità   consone a quanto avviene nelle principali città italiane ed europee dove il Museo è luogo di  cultura  e di incontro.

Come promesso, l’Assessore alla Cultura  Antonio Delli Iaconi, ha  raggiunto la platea al termine del dibattito, confermando la volontà del comune di Viterbo di  suggellare  una collaborazione scientifica, già iniziata,  con l’Università degli Studi  della  Tuscia con il recente  restauro di varie opere d’Arte,   per dare al Museo Civico di Viterbo, quei  connotati scientifici  che tale  istituzione attualmente  lamenta.

Va  soprattutto  a Egidio17,  il merito di aver strappato, nero su bianco, questa promessa.

 

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