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Capodimonte, approvato il Conto Consuntivo dell’anno 2024

CAPODIMONTE (Viterbo) – “Rendiconto 2024: l’arte di non spendere bene”. Questo l’incipit della nota informativa targata lista di minoranza Comune di Capodimonte al termine della seduta di Consiglio Comunale in cui il è stato approvato il Conto Consuntivo dell’anno 2024 predisposto dal Sindaco Mario Fanelli e dal suo entourage.

“Non abbiamo votato a favore”, sottolineano, “non per spirito di polemica, ma per coerenza con la nostra idea di Ente pubblico. Un voto che non vuole essere una semplice opposizione “di principio “, ma una richiesta di cambio di passo: servono più programmazione, più coraggio nelle scelte, più trasparenza e più capacità di tradurre le risorse disponibili in azioni concrete e visibili. E’ un atto fondamentale. E Quello che salta subito agli occhi sono gli investimenti mancati e i contributi persi per l’inefficienza: un’altra occasione sprecata per rilanciare il paese.

Il Consiglio Comunale è chiamato ad analizzare ed approvare il rendiconto relativo all’esercizio finanziario 2024. Un documento fondamentale perché rappresenta la fotografia effettiva della gestione economica – finanziaria del nostro Ente: non più previsioni o intenti, ma la verifica del risultato concreto delle politiche messe in atto e, soprattutto, ci consente di valutare come sono state effettivamente impiegate le risorse pubbliche a fronte delle previsioni fatte. Nel rendiconto non troviamo solo numeri: troviamo scelte politiche, priorità, indirizzi che riflettono una visione della cosa pubblica profondamente distante da quella che, come gruppo, rappresentiamo. Abbiamo analizzato con attenzione i documenti contabili e ci sentiamo in dovere di sollevare alcune considerazioni. In primis, ancora una volta si è rinunciato ad investire in modo concreto sui servizi essenziali.

La spesa sociale è stata contenuta, la voce cultura, sempre evocata a parole, è stata ridotta ad una serie di iniziative spot, senza progettualità di lungo periodo, la manutenzione ordinaria delle infrastrutture è stata trascurata. L’amministrare la cosa pubblica non può essere solo l’elargizione di contributi a pioggia. Si nota che anche in questo esercizio sono rimaste risorse inutilizzate che potevano essere impiegate per servizi fondamentali come il sostegno al sociale, alla scuola o alle attività produttive locali, soprattutto in una fase storica dove le difficoltà dei cittadini sono ancora più evidenti. Dal prospetto riassuntivo emerge, infatti, un avanzo di amministrazione con una parte vincolata di €. 469.994,49 destinati a specifici utilizzi e quindi non liberamente disponibili per nuove progettualità. Questa è una circostanza che denota incapacità di spendere le risorse disponibili in tempi utili e rapidi. La parte disponibile, invece, è pari a €.319.317,70, di quasi 100.000,00 €. maggiore di quella degli anni precedenti, e ciò è ancora più grave.

Questi numeri denotano che l’avanzo di amministrazione non è il frutto di una gestione virtuosa, ma il risultato di risorse stanziate e mai impegnate. E mentre i cittadini aspettano risposte, si accumulano fondi inutilizzati. Non mi sembra che questa sia l’efficienza né tantomeno il modello di buona amministrazione che necessita alla nostra comunità. Non sembra neppure che si possa dire che avete speso con attenzione ed oculatezza, evitando sprechi, privilegiando le urgenze e rinviando tutto ciò che, a vostro giudizio, poteva aspettare. Pensare a dei marciapiedi nel centro storico è forse sognare, pensare di asfaltare tutte le buche e le strade dissestate in poco tempo è forse pensare in grande. Io la considero normale amministrazione per il bene dei cittadini. Un discorso a parte merita la gestione dei residui: con un riaccertamento si è addivenuti ad una cancellazione dei residui attivi pari ad €. 2.323.207,93 e dei residui passivi pari ad €. 616.937,97. Tutto questo è segno di una difficoltà cronica e debolezza nell’incasso dei crediti comunali e scarsa capacità e ritardi nell’esecuzione di spese previste, e di rinuncia a progetti messi in cantiere, programmati e poi abbandonati. Se da un lato si evidenzia una corretta tenuta meramente contabile, dall’altro risulta carente la gestione dinamica delle risorse, elemento essenziale per un Ente che vuole essere, o dovrebbe essere, anche motore di sviluppo locale. Riteniamo che il rendiconto debba essere, prima di tutto, un atto di trasparenza e responsabilità politica. Ma questo documento, al contrario, appare come un esercizio contabile freddo ed autoreferenziale, che nasconde più di quanto non riveli.

Si conferma, inoltre e purtroppo, come avviene ormai da tre anni a questa parte, un approccio poco partecipativo. I cittadini ed il Consiglio Comunale sono stati tenuti poco coinvolti nelle scelte più importanti: ci si è limitati a ratificare decisioni già prese in Giunta, mutuati da imput che vengono dall’esterno, senza un vero confronto preventivo. Occorre ribadire che l’Amministrazione non cerca neanche di provare ad arginare i grossi problemi di questo Comune che, come già più volte sollecitato, riguardano la mancanza di opportunità economiche che causano una chiusura delle attività ed un conseguente spopolamento e, soprattutto, la marginalizzazione del territorio. E hanno dimostrato che il loro è un modo vecchio di amministrare la cosa pubblica che non premia le capacità e le competenze individuali”.

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