Carlo Vincenti, artista e poeta, ricordato a Viterbo a 40 anni dalla morte

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – Carlo Vincenti, il poliedrico artista di arte visiva e poeta viterbese, a quarant’anni dalla morte, è ricordato a Viterbo con la personale “Opere primi anni ’70” presso la Galleria Miralli (6-30 giugno) e con un piccolo e prezioso volume di poesie dove le parole scritte “debbono essere lette col pensiero in una prospettiva di silenzio e immagini a incastri”.

La raccolta di poesie “Dal repertorio uno data alle stampe per la prima volta nel 1975, è stata presentata, ieri 9 giugno, in una nuova edizione arricchita da immagini (GBEditoriA), presso la RinascimentiAmo Gallery in piazza San Simeone dove, tra i tanti ospiti illustri, è intervenuto per i saluti istituzionali anche l’assessore alla cultura Antonio delle Iaconi.

Prota, Bentivoglio, Vincenti

L’opera è stata presentata da Ginevra Bentivoglio mentre letture a incastri estrapolate dalle pagine del libro, sono state affidate alle voci di Alfonso Prota e Fabio Vincenti che, nel loro vagabondare tra le parole che “debbono scorrere libere sotto gli occhi”, hanno svelato il mosaico di pensieri dell’autore con “il silenzio di questa poesia letta col pensiero penetrasse sempre diversamente nell’interiorità – giocando ambiguità – evocazioni di contenuti di per sé assenti e insieme presenti”, e le parole, una volta enunciate, restano nel cuore del pubblico silente. Applausi.

Tra i presenti anche il drammaturgo Gian Maria Cervo, pronto per la nuova rassegna di teatro che inizierà ad agosto.

NOTA – Carlo Vincenti ha lasciato più di 60mila opere, quasi una per ogni abitante. Della vasta quantità di lettere, scritti e poesie emerge la grande importanza che assume, nella sua opera, la scrittura. Per l’artista essa diviene, ben presto un simbolo, l’espressione della propria emotività. Firmerà le opere della maturità, giocando con le lettere e le parole (VescoVI), anagrammando proprio un frammento di una sua poesia. La scrittura è un mezzo per riordinare quel repertorio di immagini che si aggirano dentro la sua mente. Nel linguaggio poetico e nella scrittura, Vincenti cerca di trovare risposta al bisogno di rendere il suo operato accessibile a chiunque vi si voglia avvicinare, pensando che il significato di un’immagine accostata a una parola possa risultare di più semplice comprensione.

Nel volumetto, con l’introduzione del fratello Fabio Vincenti (www.carlovincenti.it) è stata posta una postfazione di Ginevra Bentivoglio e dell’architetto Enzo Bentivoglio che ricorda Carlo Vincenti suo amico di studi.

 

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