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Carnevale di Civita Castellana, al via la raccolta firme contro le nuove misure di sicurezza

di REDAZIONE-

CIVITA CASTELLANA (Viterbo)- Civita Castellana si mobilita alla vigilia del Carnevale 2026. In vista della prima sfilata, in programma domenica 8 febbraio, prende il via una raccolta firme promossa da cittadini, associazioni e realtà storicamente legate alla manifestazione. L’iniziativa è rivolta al prefetto di Viterbo, Sergio Pomponio, e nasce come forma di protesta contro le nuove e più rigide misure di sicurezza previste per l’evento, giudicate dai promotori eccessive e penalizzanti per una tradizione profondamente radicata nell’identità cittadina.

Al centro della petizione c’è il timore che i provvedimenti imposti possano snaturare il Carnevale civitonico, trasformando una festa popolare in un evento percepito come un problema di ordine pubblico. Nel documento, diffuso nelle ultime ore, i firmatari esprimono forte preoccupazione per l’introduzione di obblighi ritenuti sproporzionati, come l’utilizzo di vernici ignifughe per i carri allegorici o la loro pesatura, misure che – sottolineano – non erano mai state richieste negli anni precedenti. Una novità che, secondo i promotori, solleva interrogativi e alimenta un senso di ingiustificato allarme.

Non mancano critiche anche alle limitazioni previste per le attività commerciali, con l’ipotesi di strade blindate e chiusure anticipate di negozi e pubblici esercizi. Secondo il testo, tali restrizioni finiscono per alimentare un clima di paura, facendo passare il messaggio che il Carnevale possa favorire disordini, violenze o comportamenti illeciti. Un’interpretazione considerata offensiva per chi lavora durante i giorni di festa e per l’intera comunità.

La petizione evidenzia inoltre quella che viene definita una mancanza di fiducia nei confronti delle forze dell’ordine locali, ritenute implicitamente incapaci di garantire la sicurezza senza ricorrere a misure di “militarizzazione” e repressione collettiva. Un approccio che, secondo i firmatari, rischia di arrecare danni economici e di immagine alla città.

I promotori respingono con decisione l’idea che il Carnevale possa essere assimilato a un contesto di degrado o pericolo, rivendicandone invece il valore culturale e sociale. Viene ricordato l’impegno di centinaia di cittadini che, per mesi, dedicano tempo e passione alla realizzazione di carri e costumi, animati dal desiderio di offrire giorni di allegria e partecipazione condivisa.

Nel documento si sottolinea come il Carnevale rappresenti, al pari della tradizione ceramica, delle eccellenze agroalimentari e del patrimonio storico-artistico, uno degli elementi identitari più forti di Civita Castellana. Da qui l’appello al prefetto Pomponio affinché scelga la strada del dialogo e della collaborazione con chi vive e organizza la festa, evitando di “addomesticare” a forza una manifestazione che da sempre appartiene alla città. Il testo si chiude con un invito simbolico al prefetto a partecipare in prima persona alle sfilate per conoscere da vicino il Carnevale civitonico.

A sostenere pubblicamente la raccolta firme anche il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Valerio Biondi, che ha invitato cittadini e commercianti ad aderire all’iniziativa per difendere la dignità della tradizione e della comunità locale. Nei prossimi giorni saranno organizzati punti fisici per la raccolta delle adesioni, con l’obiettivo di dare voce a un dissenso che chiede rispetto, dialogo e proporzionalità.

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