“Caro Francesco ti scrivo”, ecco la lettera di Bonatesta a Bergoglio

Pubblichiamo la lettera aperta scritta da Michele Bonatesta a Papa Beroglio.  

Santità, voglia perdonare l’ardire di chi si rivolge a Lei consapevole di rivolgersi ad una persona non comune, ad una persona che ha dimostratopapa-francescoOk di voler rompere schemi del passato quando e dove la Chiesa veniva sentita come ‘qualcosa a parte’, quasi una controparte anziché… parte di noi. Essì, Santità: il Suo modo di fare, il Suo modo di parlare, il Suo modo di stare tra di noi, il Suo modo di rapportarsi con la gente comune, fa sì che ognuno di noi avverta l’inconsueta sensazione di non avere a che fare solo con una persona, per l’appunto… ‘ fuori dal comune ‘, ma… di avere davanti un amico.

 

Epproprio, Santità: un amico. Un amico particolare, inconsueto, tutto vestito di bianco ma… pur sempre un amico. Un confidente, Un fratello maggiore. Un confessore. Una persona, insomma, che non provoca disagio, che non mette timore ma stimola reverenza, stimola rispetto, produce… Amore. Essì, Santità: Lei…

Lei produce Amore anche in chi – di solito – cerca di nascondere la propria fragilità esibendo all’esterno una scorza che in realtà non gli appartiene. Tutto questo, Santità, lo dico nel tentativo di spiegare prima a me stesso e poi a Lei il perché ed il percome ho trovato il coraggio di scriverLe ed ho deciso di farlo con questa… lettera aperta. Una lettera aperta, Santità, che vuole essere innanzi tutto un invito. Un invito a venire nella Sua città, a Viterbo, già… città dei Papi, il 3 settembre 2014. Il prossimo anno cioè.

Il 3 settembre, quando Viterbo festeggia la sua Santa Patrona, Santa Rosa. Il 3 settembre 2014, quando per la prima volta il trasporto della Macchina di Santa Rosa potrà fregiarsi del titolo di ‘ patrimonio intangibile dell’umanità ‘. Titolo riconosciutogli proprio quest’anno dall’Unesco, Santità. Si, lo so, Santità Illustrissima: è già stata invitata ad assistere a questo evento, a questo trionfo della fede dei viterbesi nei confronti della loro piccola Santa Rosa. L’ha già invitata, istituzionalmente, chi è giusto che La inviti. Sicuramente il sindaco di Viterbo. Probabilmente S.E. il Vescovo di Viterbo.

E tutti sono, tutti siamo in trepida attesa di conoscere la Sua decisione, tutti speranzosi di poter leggere quanto prima una Sua lettera di assenso, l’assenso ad assistere al trasporto della Macchina di Santa Rosa il 3 settembre del prossimo anno. Perché, allora, Lei si starà chiedendo questo nuovo invito, per di più da parte di chi non ha certo titoli per invitarLa ? E’ presto detto, Santità. Perché… perché il mio ‘ invito ‘ è… solo un pretesto. Un pretesto per poterLe scrivere, apertamente, come mio solito quando porto avanti idee che ritengo meritevoli di essere sostenute, un pretesto – dicevo – per dirLe che… Viterbo e Santa Rosa l’aspettano il 3 settembre in quanto è quella la data della tradizione secolare del trasporto della Macchina di Santa Rosa e non altre.

Eggià, perché… perché c’è chi vorrebbe invitarLa magari per un ‘ trasporto straordinario in altra data ‘ della Macchina di Santa Rosa. Un’altra data per una ‘ processione patrimonio dell’ umanità ‘ che non sarebbe certo quella che i viterbesi si sono passati di padre in figlio nei secoli, per l’appunto. Se Lei dovesse accettare di venire a Viterbo, Santità, è evidente che verrebbe per Santa Rosa, per quello che Santa Rosa rappresenta per la città, per quello che la fede dei viterbesi in Santa Rosa può significare per la Chiesa. Non verrebbe, insomma, solo per vedere il ‘ Campanile che cammina “. Uno spettacolo che – se avulso dal contesto della fede e della tradizione – non può avere lo stesso significato che ha la sera del 3 settembre di tutti gli anni. Ecco, Santità, perché dicevo che il mio invito costituisce, in realtà, solo un pretesto. Un pretesto per ricordarLe che tutti noi viterbesi l’aspettiamo per poter avere un momento di preghiera con Lei, per Lei e per tutti noi, con Lei e con Santa Rosa, per Lei per Santa Rosa e per tutti noi. Un pretesto, Santità, per dirle che noi La preghiamo di volerci concedere questo giorno da segnare nel calendario degli avvenimenti straordinari per la città di Viterbo, ma… il 3 settembre. Il 3 settembre 2014, Santità. Non in un altro ‘ giorno straordinario,, Santità.

Il giorno ‘ straordinario ‘ per noi viterbesi è già – da sempre – quello del 3 settembre. Il giorno che i viterbesi dedicano al trasporto della loro Santa Rosa. Se Lei, Santità, deciderà di unirsi a noi il 3 settembre, quel giorno già ‘ straordinario ‘ diventerà ancor più… straordinario. Santa Rosa, la fede dei viterbesi nei confronti di Santa Rosa, non hanno bisogno di due eventi straordinari. Ne basta uno. Basta il 3 settembre. Ne parli, Santità, anche con il Vescovo di Viterbo, S.E. Lino Fumagalli e vedrà che ci darà ragione. L’aspettiamo, allora, Santità. Viterbo l’aspetta, Santità. Santa Rosa l’aspetta, Santità. Il trasporto della Macchina di Santa Rosa l’aspetta, Santità. Il 3 settembre l’aspetta, Santità. Il… 3 settembre 2014, Santità !!! O no ?

Con Amore, Michele Bonatesta

   

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