VITERBO- La cassa integrazione nella Tuscia ha registrato un incremento del 35,4 per cento. Il dato emerge dallo studio del servizio Lavoro, Coesione e Territorio della Uil che confronta i primi nove mesi del 2025 con lo stesso periodo del 2024.
Nel dettaglio, se da gennaio a settembre dello scorso anno le ore autorizzate nella provincia viterbese erano state 539.261, quest’anno sono state 730.044, registrando cosi un aumento di quasi 191mila ore. “In numeri che riguardano il nostro territorio – spiega Giancarlo Turchetti, Segretario generale della Uil di Viterbo e dell’alto Lazio – confermano le croniche difficoltà del nostro tessuto produttivo. Quando infatti cresce la cassa straordinaria, che in tutta la regione ha superato 28milioni di ore (erano state 13milioni nei primi nove mesi dello scorso anno), significa che le difficoltà non sono più congiunturali, ma strutturali”.
Un monte ore simile al nostro possiamo ritrovarlo nella provincia di Sondrio (790.764), in quella di Trieste (696.534), a Grosseto (794.388) oppure a Catanzaro (697350). Mentre all’interno dei confini regionali, soltanto Rieti ha registrato una lieve flessione (-12,8%), a Frosinone l’incremento è stato del 74,3 per cento, a Roma dell’89,9 per cento, a Latina del 59 per cento.
Dallo studio emerge che nei primi nove mesi del 2025 le ore di ammortizzatori sociali autorizzate dall’Inps in tutta Italia hanno superato quota 429milioni, con un incremento del 18,6 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024. E circa 281mila tra donne e uomini sono stati coinvolti in cassa integrazione a zero ore.
“Lavoratrici e lavoratori pagano ogni giorno di più la mancanza di una politica industriale in grado di governare i processi di trasformazione economica – conclude Turchetti – Da tempo la Uil sostiene che uno scenario così complicato può essere affrontato soltanto se governo e istituzioni mettono in campo una strategia complessiva per il lavoro in grado di legare indissolubilmente politiche industriali, formazione, politiche attive del lavoro, incentivi e tutela dei redditi”.









