di REDAZIONE-
VITERBO- La decisione della Corte d’appello di Roma sul caso della cosiddetta “cena dei veleni” è arrivata ufficialmente anche in consiglio comunale. Nel corso della seduta del 16 dicembre, la sindaca di Viterbo Chiara Frontini ha informato l’aula del rinvio a giudizio che la riguarda insieme al marito Fabio Cavini, dopo che i giudici capitolini hanno ribaltato il precedente “non luogo a procedere” disposto dal gup di Viterbo.
La quarta sezione della Corte d’appello ha accolto il ricorso presentato dal pubblico ministero Massimiliano Siddi, disponendo il processo per i fatti avvenuti durante la cena a casa Bruzziches. Contestualmente, però, i giudici hanno riqualificato l’accusa: il procedimento riguarderà il reato di minaccia aggravata e non più quello di minaccia a corpo politico.
Proprio su questo aspetto si è concentrato l’intervento della sindaca, che ha parlato sia alla maggioranza sia all’opposizione, definendo il passaggio come un atto formale di trasparenza nei confronti dell’assemblea. Frontini ha dichiarato di rispettare la decisione della Corte d’appello e di essere pronta ad affrontare il processo con serenità, sottolineando come sia decaduta l’accusa più grave. Al momento, non sono ancora state fissate le date dell’udienza.
La prima cittadina ha infine ribadito la propria fiducia nell’esito del dibattimento, affermando di essere convinta che nel corso del processo verrà riconosciuta la sua non colpevolezza, mentre l’attività amministrativa proseguirà regolarmente.








