Il Centro di ricerca per la pace ed i diritti umani ha ricordato Mario Onofri

VITERBO – Approssimandosi il 13 giugno, terzo anniversario della scomparsa di Mario Onofri, presso il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo si è tenuto lunedì 11 giugno 2018 un incontro di commemorazione dell’indimenticabile amico, del compagno di tante lotte nonviolente, dell’artista e ricercatore della verità, della persona sempre generosamente impegnata nel recare aiuto ad ogni essere umano di aiuto bisognoso.
E’ stata rievocata la sua figura di artista e di studioso, di viandante meditabondo e fraterno, di sperimentatore e di contemplativo che incontrò e seppe intimamente comprendere tanto i popoli, le tradizioni e i modi di vita più antichi del mondo quanto le esperienze estetiche, comunicative e costruttive più aggettanti e ricche di futuro; di persona essenziale e solidale, accudente e condividente, che nell’incontro con le persone più sofferenti così nell’India della fame e della sapienza ancestrale come nelle periferie metropolitane e nella provincia urbana e rurale d’Italia sapeva trovare e recare verità e amore, ascolto e conforto; di militante politico libertario e nonviolento per la liberazione dell’umanità da ogni schiavitù, da ogni alienazione, da ogni menzogna, da ogni oppressione.
Una breve notizia su Mario Onofri
Mario Onofri è deceduto a Viterbo, la sua città, il 13 giugno 2015, aveva 64 anni. Era un uomo dolce e mite, sapiente e generoso. Fotografo, artista, viandante e ricercatore, studioso e testimone, militante per i diritti umani, amico della nonviolenza, sollecito sempre nel recare aiuto alle persone sofferenti, alle persone oppresse. E’ stato uno dei migliori compagni di lotte di quanti a Viterbo si sono battuti e ogni giorno si battono contro i poteri criminali e contro il regime della corruzione, contro la devastazione della natura e della cultura, contro la guerra e contro la violenza, contro il razzismo e contro il maschilismo, contro lo sfruttamento e l’oppressione; per la vita, la dignita’ e i diritti di tutti gli esseri umani; per la liberazione dell’umanita’ intera; in difesa di quest’unico mondo vivente. Anche grazie all’azione di Mario Onofri la nonviolenza è in cammino. All’indomani della sua scomparsa scrissero di lui alcuni degli amici e compagni di lotte che più gli furono vicini: “Grande artista, fotografo e visionario, dagli anni ’60-’70 Mario ci ha donato luminose visioni di persone e luoghi con i suoi scatti – di grande perizia tecnica – intrisi di bellezza e malinconia, dolcezza e saggezza, espressione di un cuore e di un occhio sapientemente sensibili e sempre alla ricerca di quei caratteri e paesaggi autentici ed evocativi che sapeva cogliere esprimendo la profonda essenza della vita, dell’umanita’, della storia e della natura. Grande viaggiatore, profondo conoscitore dell’India, Mario Onofri lascia un grande patrimonio artistico e documentario, storico ed umano, che – dal bianco e nero al colore – ci permettera’ di rivedere, senza mai banalità, la metamorfosi socio-culturale e paesaggistica di Viterbo impressa in cinquant’anni di fotografie. Oltre all’altra sua grande passione, quella dell’India, di questo meraviglioso paese di cui era innamorato e del quale ha magistralmente colto e restituito la poesia, i colori e la magia”. Ricordandolo nel primo anniversario della scomparsa di lui è stato scritto: “artista e ricercatore, militante nonviolento per la pace, i diritti umani, la difesa dell’ambiente e della civilta’. Era un uomo buono, mite, gentile, di garbo levissimo e finissima ironia, di profondi elevati pensieri, di immensa generosità. Intellettuale dai molti interessi e di molte esperienze, infaticabile viaggiatore e natura contemplativa, acutamente consapevole della fragilita’ di ogni persona e della volatilita’ di ogni esistenza – e per questo vieppiu’ soccorrevole e accudente -, attivista costantemente impegnato per la vita, la dignita’ e i diritti di ogni essere umano, per la liberazione delle oppresse e degli oppressi, per l’amoroso rispetto del mondo vivente tutto. Ne ricordiamo le qualità di artista visivo, di antropologo del presente, di testimone del tempo e dei luoghi, delle relazioni e dei mutamenti, dei movimenti collettivi e delle esperienze culturali che con intensa partecipazione visse e documentò; lo ricordiamo fedele alle amicizie fino all’abnegazione, tenero e luminoso confortatore nelle distrette, saggio gioioso e meditabondo nel convivio; lo ricordiamo compagno di lotte e di ragionamenti necessari, strenuo ricercatore della verita’, la verita’ che libera, la verita’ che ama, la verita’ che e’ prendersi cura delle altre persone e del mondo vivente, compassione operosa e universale fraternità. A chi ha avuto il privilegio grande di essergli stato amico lascia un tesoro di ricordi iridescenti, e un’esortazione a perseverare nell’impegno per la liberazione di ogni essere umano, affinchè tutti possano godere di una condivisa felicita’, in una solidarieta’ che ripudia e contrasta e sconfigge ogni violenza, e l’intero mondo vivente abbraccia in un rivolgimento amoroso che è insieme comprensione di sè e del tutto. Lascia anche un’opera vasta e preziosa, in massima misura tuttora dispersa e inedita, un regesto di immagini salvate dalla fuga del tempo il cui pregio artistico e documentario – ed ermeneutico, e morale quindi – è cospicuo, e che occorre dunque finalmente raccogliere, pubblicare e valorizzare a beneficio dei presenti e dei venturi, dono estremo di un uomo giusto all’umanita’”.
Al termine dell’incontro, nel ricordo di Mario Onofri, ancora una volta è stato espresso l’impegno comune delle persone partecipanti ad opporsi ad ogni violenza; l’impegno comune contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni; l’impegno comune in difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani; l’impegno comune in difesa di quest’unico mondo vivente.

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