Cervo a Parma per un convegno sul suo amico Jon Fosse, candidato al Nobel

Per una volta Gian Maria Cervo ha smesso i panni del drammaturgo e ha indossato quelli di relatore per parlare, insieme ad alcuni accreditati studiosi, critici Jon-Fossee registi teatrali italiani (tra cui Luigi Allegri, Laura Mariani, Manuela Bambozzi, Alessandro Machia e Marcantonio Lucidi), del suo caro amico e collega Jon Fosse, l’autore teatrale norvegese più rappresentato nella storia dopo Ibsen, introdotto in Italia da Quartieri dell’Arte nel 2001. Il convegno “Le vie italiane a Jon Fosse”, organizzato dall’Università degli studi di Parma il 12 novembre scorso al

Palazzo della Pilotta, ha restituito in maniera prismatica la straordinaria figura del drammaturgo scandinavo. Nonostante in Italia sia rappresentato meno che negli altri paesi europei Fosse è stato nella scorsa edizione uno dei candidati più accreditati per l’onorificenza più ambita tra gli intellettuali, il Nobel per la letteratura. Lo stile unico e originale lo contraddistingue come un protagonista della scena attuale che si fa portatore di un teatro nuovo e rigoroso caratterizzato da un’ironia sottile e spiazzante che scardina il presente e materializza i fantasmi delle inquietudini più profonde dell’animo umano. “Jon ha una saggezza umana e drammaturgica strabiliante – ha detto a margine del convegno Gian Maria Cervo –. Me lo ricordo nella Chiesa di S. Maria della Salute a Viterbo mentre teneva per noi di Quartieri dell’Arte un recital in norvegese delle sue poesie dando il tempo col piede destro a quella sua lingua ipnotica, un po’ musicista, un po’ sciamano”. In una grande sala gremita di studenti Gian Maria Cervo ha ripercorso la stagione avvincente, intorno alla metà degli anni ’90, in cui il teatro testuale è tornato al centro del dibattito teatrale ed è emersa la scrittura di Jon Fosse. Un intervento che egli stesso ha definito polivocale, nel quale ha alternato riflessioni filosofiche e racconti personali di esperienze condivise con molti illustri colleghi. Nel messaggio informale di saluto giunto ai convegnisti da Jon Fosse un inciso è stato dedicato ad un affettuoso saluto a Gian Maria Cervo.

   

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