di REDAZIONE-
VITERBO- Dopo anni di impegno a favore delle persone più fragili, la Casa dei Diritti Sociali della Tuscia si prepara a chiudere definitivamente il 3 novembre. Nata in via San Pietro e successivamente trasferita in via del Pavone, l’associazione è stata per lungo tempo un punto di riferimento per centinaia di famiglie in difficoltà, offrendo beni di prima necessità, abiti, giocattoli, stoviglie e piccoli elettrodomestici a chi non poteva permetterseli.
Grazie al contributo di oltre 150 cittadini e attività commerciali viterbesi, nel corso degli anni sono stati donati panettoni, costumi di Carnevale, materiale scolastico e molti altri oggetti utili. La Casa ha anche promosso iniziative di inclusione sociale, come corsi di lingua italiana e la Giornata della lingua madre, per favorire l’incontro tra culture diverse.
Gli spazi della Casa dei Diritti Sociali erano organizzati come un piccolo bazar solidale, dove i beneficiari potevano scegliere liberamente ciò di cui avevano bisogno, in un ambiente accogliente e rispettoso della dignità di ciascuno.
La presidente Chiara De Carolis ha spiegato che i volontari stanno cercando di affidare i vari servizi ad altre associazioni del territorio, così da garantire continuità agli oltre 400 beneficiari — italiani e stranieri, famiglie e senzatetto — che ogni giorno si rivolgevano allo sportello di via del Pavone. Alcune attività, come i corsi di italiano e la Giornata della lingua madre, saranno prese in carico dall’Associazione universitaria cooperazione e sviluppo (Aucs), mentre si cercano ancora enti disponibili per la distribuzione di vestiti e oggetti per la casa.
Tra i quindici volontari si valuta anche la possibilità di fondare un nuovo ente per proseguire l’esperienza di solidarietà. La chiusura è dovuta principalmente a difficoltà lavorative e alla mancanza di tempo per gestire un’attività così complessa.




