Civita Castellana, Cinque Stelle sulla S.A.T.E. :”Alla Sate in scena la cattiva replica delle celeberrimo film “Sette spose per sette fratelli”

Riceviamo dal Movimento Cinque Stelle di Civita Castellana e pubblichiamo: “E’ passata ormai una settimana da quando abbiamo suggerito al Sindacomovimento-5-stelle-logo di rispondere ai cittadini del perché alla Sate siano state assunte così tante persone. Lo abbiamo fatto poiché riteniamo che gli stipendi erogati al nuovo personale abbiano contribuito sensibilmente al folle incremento

della Tares che i cittadini dovranno pagare nei prossimi giorni. Cogliamo l’occasione per puntualizzare che assumere non è certo un fatto negativo, ma in un’azienda a maggioranza pubblica questo esercizio deve essere svolto garantendo la piena trasparenza, assicurando le stesse possibilità ai candidati e soprattutto illustrando le conseguenze nelle tasche dei civitonici. Ogni euro speso dalla Sate, infatti, viene finanziato dalla cittadinanza attraverso la Tares. Al quesito, dopo giorni di attesa, non abbiamo ricevuto purtroppo alcuna replica dall’amministrazione. Nella speranza di ottenere una risposta, incalziamo il Comune con un nuovo interrogativo, un secondo elemento che, come il primo, riteniamo corresponsabile dell’elevato tributo richiesto ai cittadini per il 2013. Perché il governo della Sate è composto di ben sette consiglieri di amministrazione e perché dunque vengono spesi dei compensi per ben sette persone? La Sate nel 2012, lo ricordiamo, ha “fatturato” poco meno di 2,5 milioni di euro, un valore della produzione, lo ripetiamo, ottenuto quasi esclusivamente dalle tasse richieste ai cittadini di Civita Castellana. Nessuna azienda privata, con un bilancio come quello della Sate, si doterebbe mai di sette consiglieri. Perché? Perché costano, naturale! Solo le realtà societarie molto più sviluppate, con fatturati superiori a 10/15 milioni di euro e magari con la presenza di numerosi soci sarebbe costretta a nominare tanti consiglieri. Gli imprenditori sono sensibili ai costi e non sbagliano a farlo. Il Comune, invece? Leggendo attentamente i nomi delle persone che compongono il consiglio di amministrazione della Sate, dati che ricordiamo sono pubblici, probanti ed inconfutabili, non è poi difficile associarne alcuni a tesserati o addirittura a capo di segretere di partiti politici appartenenti alla vincente coalizione elettorale del 2009. Un fatto grave, un episodio che conferma come l’azione e l’ingerenza politica del Comune si estende anche fuori del municipio… Una nuova circostanza che casualmente ricorda quella di parentopoli, un’esperienza appena vissuta che non ha dato certo lustro alla nostra cittadina. Del C.d.A., inoltre, fa parte anche una persona che alla carica ricoperta nella Sate, ne aggiunge altre sette in altre realtà societarie. Una persona molto occupata, a quanto pare. Occupata e… interessata!

Molte di queste aziende infatti commerciano in prodotti o erogano servizi di cui la Sate, società per azioni, potrebbe averne necessità. Conflitto di interessi? Non vogliamo insinuare nulla, non è nel nostro stile. Non abbiamo prove e dunque niente di più aggiungiamo… Il Sindaco, lui sì invece, dovrebbe fornire chiarimenti. Dovrebbe farlo per tante ragioni, prima tra tutte perché la Sate la pagano i cittadini e non il mercato. Anche quest’anno i civitonici faranno fronte ai loro doveri, adesso però sono arrabbiati e indignati. Lo sono perché hanno capito che la Sate, al contrario delle aziende private, non si cura del controllo dei costi e delle spese, non le interessa: tanto pagano i cittadini, fino all’ultimo euro! A quanto ammontano i salari di oltre quaranta dipendenti? Quanto costano ben sette consiglieri ogni anno? Cos’è e quanto è estesa parentopoli a Civita Castellana? Il conflitto di interessi esiste soltanto in Parlamento o è presente anche nelle provincie italiane? Adesso, signor Sindaco, le domande diventano tante… Noi aspettiamo pazienti le risposte… Conservare la calma, come cittadini, mentre siamo invitati a pagare così tanto per la gestione dei rifiuti appare sempre più difficile…”.

   

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