Civita, Castellana, Fratelli d’Italia: “Consiglio comunale: sconfitta della cittadinanza”

Riceviamo da Fratelli d’Italia Civita Castellana e pubblichiamo: “Usciti dal Consiglio Comunale del 21/11/2013, ci si è subito resi conto di una sola amara edcivita-castellana-piazza indiscutibile verità: a perdere è stata la cittadinanza civitonica. A seguito delle dimissioni dei due consiglieri del PD, infatti, nessuno dei rimanenti, delegati dei cittadini, ha riflettuto

sulla gravità della situazione creatasi e meglio conosciuta come parentopoli: per trovare un lavoro bisogna avere un familiare o uno sponsor con un incarico politico. Non basta ai consiglieri recitare il mea culpa per sollevarsi dalle proprie responsabilità. Non basta neanche ai gruppi di maggioranza ascoltare le eventuali quanto tardive motivazioni che hanno portato alle dimissioni. Il tutto facendo finta di niente.

La rabbia nei cittadini onesti è rimasta, e vedere approvati tutti i punti all’ordine del giorno, senza neanche accennare allo scandalo di parentipoli, sa tanto di beffa quanto di “inciucio”. Certo, se i cittadini ne escono con bruciante sconfitta e delusione, il PD locale ne esce con le ossa rotte, nonostante il tentativo di riassemblare i cocci e sbandierando ai quattro venti una falsa morale e perbenismo che ancora una volta dimostrano di non conoscere e soprattutto di non avere. All’approssimarsi delle imminenti elezioni comunali, crediamo sia opportuno, ora più che mai, che la Giunta Angelelli si renda conto di essere arrivata al capolinea, e di dover leccare le proprie ferite fuori dal Palazzo comunale, non ostinandosi a governare un paese che ormai non e’ più’ rappresentato da certi personaggi sfrontati e non al servizio di tutti ma solo di pochi fortunati (parenti o amici stretti). FdI si stringe intorno ai cittadini onesti, ai padri di famiglia, ai cassaintegrati, ed a tutti coloro che non vogliono e non ammettono di dover possedere una tessera di partito per poter sfamare i propri cari.

Vogliamo una politica giusta fatta da persone per bene ed onorabili!”

   

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