Claudio Strinati a Palazzo dei Priori: “La 5° Biennale d’Arte Contemporanea? Un bilancio in progress”

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – “Quando un’opera d’arte comunica qualcosa e non si svilisce mai, è eterna”, parola del grande critico d’arte Claudio Strinati intervenuto ieri, 29 settembre, al Palazzo dei Priori, in vista della chiusura della Biennale d’Arte Contemporanea di Viterbo (2 giugno-27 ottobre 2018), giunta alla quinta edizione coinvolgendo  6 città, 18 sedi, 130 artisti. Un intervento  autorevole  che viaggia tra le pieghe della storia dell’arte e si tramuta tra gli applausi in una lezione magistrale.

Questi i fatti. Nell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, la V Biennale di Arte Contemporanea ha avuto il suo epicentro nella città di Viterbo, nelle sedi di Palazzo dei Papi, Palazzo dei Priori, Museo del Colle del Duomo, Museo Civico e Gran Caffè Schenardi e per la prima volta si è estesa lungo un itinerario di importanti siti etruschi come Orvieto, Tolfa, Lubriano, Grotte di Castro e Arlena di Castro, costituendo così un’occasione ulteriore di confronto della creatività contemporanea con le molteplici realtà che costituirono un tempo parte dell’antica Etruria. Tema di questa Biennale: “Etruria tra Oriente ed Occidente: Segni, Simboli, Spiritualità dal passato verso un possibile futuro”.

L’Evento Biennale, in più, rientra nel calendario di importanti giornate per l’Arte: Giornata del Contemporaneo di AMACI (13 ottobre) e Giornate del FAI (13-14 ottobre) e l’esposizione dei ritrovamenti archeologici che confermano la sua origine etrusca (IV-III sec. A.C.) come insediamento sulla storica via di comunicazione tra Orvieto, Bagnoregio e Ferento.

La Biennale ha ricevuto un importante riconoscimento dal Mibact, il Marchio dell’Anno Europeo per il Patrimonio culturale 2018.

Il Sindaco in conferenza sulla Biennale (foto MAG)

Detto questo, torniamo alla conferenza di ieri che si è svolta nella Sala Regia di Palazzo dei Priori dinanzi al sindaco Giovanni Arena che ha precisato: “La Biennale ha portato l’arte moderna a Viterbo riuscendo a mettere insieme trazione e luogo storico. Un evento che questa Amministrazione terrà presente e di sicuro si ripeterà nel futuro”.

All’incontro ha partecipato anche l’assessore Laura Allegrini che ha apprezzato la vivacità dell’arte contemporanea a Viterbo  e il direttore artistico della Biennale, Laura Lucibello. Ha coordinato Elena Piferi. Con il prof Claudio Strinati è intervenuta anche la moglie, Annarosa Mattei, raffinata scrittrice.

Claudio Strinati appena presa la parola entra subito nella storia e analizza le affinità tra l’arte antica e quella moderna, partendo dagli affreschi parietali della Sala Regia (Baldassarre Croce, 1588), le opere di Filippo Cavarozzi (Cappella Palatina, 1599), senza dimenticare Sebastiano del Piombo (Museo Civico), “l’opera d’arte è del passato ma è presente come l’arte contemporanea”.

Claudio Strinati alla Biennale (foto MAG)

E sciorina pillole di sapienza: “Chi produce arte è portato a pensare di essere il più grande (Narcisismo) per amore dell’Umanità”.  “Il tema della Biennale – spiega – è la radice comune e remota nel mondo etrusco di un viaggio sul territorio. Lo stesso tema portato in una Biennale a Roma, non avrebbe funzionato. La campagna romana era una palude, le tracce di ricerca storica e ancestrale non si trovano più. I Castelli Romani erano luoghi di villeggiatura della nobiltà dell’epoca.   Oggi, nella civiltà moderna, questi territori sono denominati periferia, luoghi rattristanti e deprimenti. A Viterbo invece il centro storico ha mantenuto la propria fisicità. La Biennale ha evidenziato questo”.

E conclude dicendo: “In questa Biennale mi sembra di aver notato che esperienze artistiche ci sono. Arte visuale che dialoga con il tempo. Ci auguriamo che rimarranno nel tempo. L’impegno degli artisti di oggi è invece volto a rimarcare il contrario. Oggi tendiamo a deporre le nostre memorie su un supporto economico (dvd)  ma più fragile della carta e del papiro.  La Biennale di Venezia,  sebbene visitarla è un’impresa incomparabile tra caldo, gente, materiali astrusi,  questa dialoga con i visitatori. E’ eterna e contenuta, come le tombe etrusche e i loro dipinti, destinati alla contemporaneità. La Biennale non importa come viene fatta, l’opera d’arte è del passato ma anche del presente. La responsabilità è di conservare a Viterbo qualcosa che  sfidi l’eternità. Quando un’opera d’arte comunica qualcosa e non si svilisce mai, è eterna. La Biennale di Viterbo è costruttiva e di grande sviluppo, e poi se avrà il respiro dei curatori e la benevolenza dell’Amministrazione, metterà un tassello per l’eternità. La  Biennale ha avuto alcune opere ragguardevoli e figurative e mi sembra di aver notato che esperienze artistiche ci sono, arte visuale che dialoga con il tempo. Bilancio in progress”.

Al termine della conferenza il direttore artistico Laura Lucibello presisa: “Chiudo la Biennale il 27 di ottobre con l’ultima opera che viene donata al Comune di Arlena di Castro. Il catalogo non può essere stampato prima di allora. La Biennale è stata posizionata fra i ruderi del Borgo fantasma di Celleno, un posto magico. Il bilancio della manifestazione? Visibilità e un successo incredibile. Per fare un esempio, la Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto che ospita la Biennale ci ha chiesto di prorogare la mostra al 6 di ottobre perché è la Giornata di apertura dei Palazzi Storici, con visite guidate.  Stessa cosa per il Museo Faina ed anche per la Società privata Vetrya, fuori Orvieto. Anche lì un alto livello di visitatori. La giornata di oggi con il nuovo Sindaco che ha accolto favorevolemte l’iniziativa, a consuntivo, possiamo dire che abbiamo dimostrato di aver dato al territorio un prodotto elevato. Già stiamo cominciando ad imbastire la prossima Biennale del 2020. Finora è andata avanti solo ed esclusivamente con i nostri fondi personali. Non abbiamo ricevuto nessun tipo di finanziamento”.

NOTA –  In onore di Claudio Strinati, un volume d’arte – “L’Arte di vivere l’arte”, libro edito per festeggiare il suo compleanno, progetto editoriale firmato da 52 tra studiosi dell’arte, esperti di musica, letteratura, storia, teatro e collezionismo. Il volume è curato da Pietro di Loreto e pubblicato da Etgraphiae,  ed è un tributo alla figura di Claudio Strinati, oggi direttore scientifico della Fondazione Sorgente Group dopo una carriera da docente universitario, Soprintendente di Roma e infine Direttore Generale del Ministero dei Beni Culturali.

 

 

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