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Codici: “Zona 30” a Roma, l’associazione boccia il provvedimento perché ignora i dati reali

ROMA – L’associazione Codici esprime la propria ferma opposizione all’introduzione del limite
di 30 chilometri orari nel centro storico di Roma. Il provvedimento è entrato in vigore
oggi. Per Codici si tratta di un atto puramente propagandistico, privo di fondamento
tecnico e dannoso per i cittadini romani.
“Contrariamente a quanto sostenuto dall’amministrazione capitolina – afferma Ivano
Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, questa misura non nasce da un’analisi
accurata della sicurezza stradale, ma si configura come un’iniziativa ideologica che
segue acriticamente mode urbanistiche senza considerare le specificità del territorio
romano e le esigenze reali dei cittadini. Il riferimento al modello Bologna non regge.
Le condizioni urbanistiche, il tessuto viario e le dinamiche di mobilità della Capitale
sono profondamente diverse da quelle del capoluogo emiliano, rendendo qualsiasi
paragone fuorviante e scientificamente scorretto. Non solo. A nostro avviso i dati
relativi alla sicurezza stradale non vengono analizzati in maniera corretta e oggettiva,
ma vengono utilizzati per giustificare questo provvedimento. Le statistiche vengono
presentate in modo selettivo e parziale, omettendo elementi fondamentali per una
valutazione oggettiva. Un altro aspetto da tenere in considerazione è quello dei limiti
attuali. Il 49% delle strade interessate dal provvedimento aveva già il limite di 30 km/h.
Inoltre, diversi studi hanno dimostrato che nella Capitale la velocità media è di 20
km/h. Mentre l’amministrazione capitolina pubblicizza presunte riduzioni di
inquinamento ed incidenti, vengono deliberatamente ignorati gli effetti negativi
concreti che questo provvedimento avrà sui cittadini. Pensiamo soltanto all’aumento
del disagio per chi lavora, in una città dominata dal traffico. Roma non ha bisogno di
provvedimenti ideologici e propagandistici, ma di investimenti concreti nella
manutenzione stradale, nel potenziamento del trasporto pubblico, nell’educazione
stradale e in interventi mirati dove effettivamente necessari”.

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