ROMA- In occasione della Giornata Internazionale dell’Assistenza e del Supporto, Fidaldo richiama l’attenzione sull’adozione delle Linee guida nazionali per la definizione degli standard formativi degli assistenti familiari, primo tassello attuativo della riforma sulla non autosufficienza.
Andrea Zini, presidente Fidaldo: «Una buona notizia per famiglie e lavoratori: finalmente regole chiare e standard condivisi che qualificano il lavoro di cura»
Un passo avanti che alza l’asticella della qualità nel lavoro di cura e rende più leggibile l’offerta formativa. In occasione della Giornata Internazionale dell’Assistenza e del Supporto – istituita
dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e celebrata ogni 29 ottobre, oggi alla terza edizione – Fidaldo richiama l’attenzione sull’adozione delle Linee guida nazionali per la definizione degli standard formativi degli assistenti familiari, previste dalla legge delega 33/2023 e dal d.lgs. 29/2024.
Primo tassello attuativo della riforma sulla non autosufficienza, il provvedimento colma una lacuna storica su formazione e lavoro di cura. Per la prima volta il Paese dispone di un profilo professionale univoco e di criteri formativi omogenei: un linguaggio comune fra famiglie, lavoratrici/lavoratori, enti formativi e territori.
Le Linee guida, emanate congiuntamente da Lavoro e Politiche Sociali, Istruzione e Merito, Università e Ricerca, fissano gli obiettivi formativi, gli esiti di apprendimento e l’articolazione delle competenze in sei aree (tecnico-professionali; salute e sicurezza; personali e sociali; imprenditoriali; digitali; linguistiche). L’impianto prevede una durata minima di 70 ore per gli obiettivi fondamentali, una struttura modulare per personalizzare i percorsi e l’impiego regolato della formazione a
distanza (quota asincrona fino al 50%, escluse le ore di pratica). È valorizzata la validazione dell’esperienza per riconoscere crediti e facilitare l’accesso ad altre qualificazioni del perimetro socio-sanitario.
Fidaldo accoglie con favore il quadro unitario: «È una buona notizia per famiglie e lavoratori: finalmente regole chiare e standard condivisi che qualificano il lavoro di cura», dichiara il presidente Andrea Zini -. Se INAPP tradurrà rapidamente le indicazioni in strumenti operativi, Regioni ed enti potranno partire subito: molte hanno già avviato corsi affini e questo passaggio consente di uniformare e innalzare la qualità».
Il cambiamento non parte da zero: in parallelo sono già attivi, con le parti sociali, percorsi per la certificazione delle competenze secondo la UNI 11766:2019, rilasciata da Ebincolf, organismo accreditato. Questo presidio di qualità è coerente con la centralità del ruolo della badante e con l’esigenza di responsabilità e sicurezza nelle attività di cura a domicilio. «La convergenza tra standard formativi nazionali e certificazione accreditata è il binario giusto: trasparenza per le famiglie, riconoscimento per chi lavora e portabilità delle competenze su tutto il territorio» conclude Zini.
Resta ora la fase di attuazione territoriale: la formazione professionale è competenza regionale. Fidaldo sosterrà i territori con informazione, materiali operativi e momenti di confronto, puntando su tempi certi, coerenza con i percorsi bilaterali Ebincolf e incentivi alla formazione per ampliare davvero la platea dei beneficiari.
FIDALDO – FEDERAZIONE ITALIANA DEI DATORI DI LAVORO DOMESTICO
FIDALDO è la Federazione Italiana dei Datori di Lavoro Domestico. Nata nel 1996, è stata costituita su iniziativa delle quattro più significative e storiche Associazioni Nazionali che si occupano della tutela del datore di lavoro domestico e che rappresentano le famiglie che hanno alle proprie dipendenze colf, badanti e baby sitter: Nuova Collaborazione, Assindatcolf, A.D.L.D. e A.D.L.C. La finalità di Fidaldo è di difendere gli interessi delle famiglie, in Italia circa 2 milioni, che quotidianamente scelgono di affidarsi alle cure di personale esterno per la gestione della casa, per la cura dei figli, di familiari anziani o non autosufficienti. Un tessuto sociale che negli anni ha subito profondi cambiamenti che hanno finito col condizionare anche il significato stesso di “lavoro domestico”: da attività riservata a pochi a fenomeno di massa. Una realtà trasversale che Fidaldo ha sempre saputo rappresentare, contribuendo a determinare il cambiamento economico e culturale del Paese.




