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Come nasce Babbo Natale: storia, leggende e tradizioni della festa più amata dell’anno

di REDAZIONE-

Babbo Natale, il vecchio signore dalla barba bianca che nella notte del 24 dicembre vola da una casa all’altra portando doni ai bambini, è uno dei personaggi più iconici del mondo occidentale. La sua figura, però, non nasce in un tratto unico: è il risultato di secoli di tradizioni, leggende, religione, folclore nordico e… anche di un po’ di pubblicità moderna.

Ecco come si è sviluppata la storia di Babbo Natale e delle feste a lui legate.

Le origini: San Nicola di Myra

La radice più antica di Babbo Natale è San Nicola, vescovo di Myra (nell’odierna Turchia), vissuto nel IV secolo. Famoso per la sua generosità verso i poveri e i bambini, divenne nel Medioevo uno dei santi più venerati in Europa.

La leggenda più celebre racconta che aiutò tre fanciulle povere lasciando in segreto sacchetti d’oro vicino al loro camino: un gesto che anticipa l’idea dei doni portati nella notte.

In molti Paesi europei, San Nicola porta ancora regali il 6 dicembre, suo giorno celebrativo.

Nel corso dei secoli, l’immagine di San Nicola si è mescolata con figure del folclore nordico come:

Odino, che cavalcava nei cieli durante lo Yule, l’antico solstizio invernale germanico;

spiriti benevoli legati all’inverno;

personaggi portatori di doni come il Julenisse in Scandinavia.

Da questi intrecci nacque un essere magico, vestito spesso di pellicce, legato alla neve, al camino e ai viaggi notturni.

Gli immigrati olandesi portarono a New York la figura di Sinterklaas, nome che si trasformò rapidamente in Santa Claus.

Nel 1823 il poema A Visit from St. Nicholas (“Twas the Night Before Christmas”) contribuì in modo decisivo a fissare le caratteristiche moderne: un uomo allegro e rotondo, viaggiatore su una slitta trainata da renne, portatore di doni nella notte della Vigilia, abitante di una regione innevata.

Contrariamente a un mito diffuso, Babbo Natale in rosso non è stato inventato dalla Coca-Cola ma è stato la nota azienda a popolarne e uniformarne l’immagine a livello mondiale. Già nel 1800 esistevano rappresentazioni di Santa Claus con abiti rossi, ma è nel 1931, grazie alle illustrazioni di Haddon Sundblom per Coca-Cola, che l’immagine del Babbo Natale: paffuto, bonario, vestito di rosso acceso, con barba lunga e cappello pomellato, diventa quella universalmente riconosciuta.

Nell’Ottocento si diffuse anche l’idea che Babbo Natale vivesse al Polo Nord, un luogo ideale, lontano e magico. A questa visione si aggiunsero: gli elfi che costruiscono i giocattoli, la slitta volante guidata da renne dai nomi diventati celebri (tra cui la più famosa, Rudolph), la lista dei bambini buoni e cattivi.

Un immaginario ricchissimo, particolarmente sviluppato dalla letteratura per l’infanzia e, più tardi, dai film natalizi. Accanto alla figura di Babbo Natale si sono consolidate molte tradizioni natalizie: l’albero di Natale, di origine nordica, simbolo di vita e rinascita; il presepe, introdotto da San Francesco nel 1223; le luci, che richiamano la vittoria della luce sulle tenebre invernali; gli addobbi domestici, che trasformano le case in luoghi festosi; lo scambio dei regali, che unisce il valore cristiano della generosità e le antiche tradizioni pagane dello Yule; i mercatini di Natale, nati in Germania e oggi diffusi ovunque.

Il Natale contemporaneo è così un mix di culture, spiritualità cristiana, simbolismi antichi e elementi moderni. Oggi Babbo Natale è molto più di una tradizione: è un simbolo mondiale di: generosità, infanzia, magia, condivisione. Non è solo la figura che porta doni, ma un’icona culturale che unisce riti antichi e modernità, spiritualità e folklore, fantasia e tradizione.

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