Comitato “Non ce la beviamo”, incontro con il Vice Commissario Straordinario del Comune di Viterbo

VITERBO – Si è svolto ieri, 24/05/2022, l’incontro tra il Comitato Non ce la Beviamo e il Vice Commissario Straordinario del Comune di Viterbo a seguito dell’iniziativa che ha avuto luogo a Viterbo il 14/05/2022 in occasione della  giornata di Mobilitazione Nazionale “Difendere Acqua, Beni Comuni, Servizi Pubblici e contro il DDL Concorrenza”.

Il Comitato Non ce la Beviamo ha rappresentato al Vice Commissario Straordinario le proprie preoccupazioni rispetto all’assemblea straordinaria convocata per il 10/6/2022 dal presidente dell’ATO 1 Lazio Nord Viterbo dove i Comuni/Soci si dovranno esprimere in merito all’iter amministrativo necessario e propedeutico alla cessione del 40% delle quote della Talete S.p.A. a un partner industriale privato.

Per dare attuazione al citato iter amministrativo, i Consigli Comunali saranno chiamati a decidere se modificare lo Statuto della Società idrica come condizione necessaria per effettuare la trasformazione da società “IN HOUSE” a società mista pubblica/privata.

La riunione è prevista due giorni prima del voto, cioè a ridosso della tornata elettorale, che vedrà coinvolto anche il Comune di Viterbo, che detiene una delle maggiori percentuali di quote della Società.

Il Comune di Viterbo è commissariato e, nonostante, il Commissario Straordinario abbia i poteri decisionali per procedere, si ritiene che la scelta in merito alla gestione di un servizio pubblico come l’acqua sia una scelta che comporti responsabilità politiche oltre che tecniche, pertanto, abbiamo chiesto di rinviare ogni decisione successivamente allo svolgimento delle elezioni comunali, quando il Comune sarà politicamente rappresentato.

E’ stata, inoltre, trasmessa al  Presidente dell’ATO di Viterbo, nonché Presidente della Provincia, formale richiesta di rinviare qualsiasi decisione in merito a variazioni statutarie del gestore del servizio idrico, successivamente alle elezioni amministrative, ritenendo completamente inopportuna la scelta di convocare una riunione di tale impatto sul servizio pubblico,  a soli due giorni dal voto.

Considerato che molti cittadini della Provincia di Viterbo, come la maggioranza degli italiani, si sono espressi nel Referendum del 2011 per la gestione pubblica dell’acqua  e non sono a conoscenza dell’iter amministrativo in atto al fine dell’entrata del privato nella società che gestisce il servizio idrico nella provincia di Viterbo, abbiamo chiesto al presidente dell’ATO, nonché Presidente dell’Assemblea dei Sindaci e della Provincia di Viterbo , di informare la popolazione della Tuscia dell’iter di privatizzazione in atto.

Restiamo a disposizione dei Candidati Sindaci per discutere le proposte sulla gestione dell’acqua, anche di quelli che sono rimasti in letargo fino ad ora pur occupando poltrone importanti. Coloro che scoprono solo oggi, in campagna elettorale, che ci sono i fondi PNRR e che la Talete sia un ente mal gestito – anche a causa del disinteresse delle amministrazioni locali – , e che per di più, avanzano proposte che poco hanno a che vedere con la difesa della gestione pubblica dell’acqua, mentre si dimentica la legge 5 del 2014 che giace insabbiata alla Regione Lazio.

In tutti questi mesi i loro partiti di appartenenza, hanno eluso confronti pubblici e ignorato qualsiasi indicazione proposta dai comitati dell’acqua a tutti i livelli: nazionale, regionale, provinciale e comunale,  e ora i loro partiti, per mano dei rappresentanti sindaci, si accingono allegramente a votare per la privatizzazione della Talete.

Questi stessi partiti ora si preparano a votare il “Decreto Concorrenza” che esclude le comunità locali e le loro rappresentanze in materia di servizi pubblici consegnandoli, di fatto, in mano alla speculazione finanziaria, nazionale e internazionale.

Tutto il contrario della volontà espressa dagli italiani nell’affossato referendum del 2011 con  27 milioni di voti ignorati,  – una vergogna italiana –

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