Commemorato Giuseppe di Vittorio a Viterbo

Riceviamo dal “Centro di ricerca per la pace e i diritti umpaceani” di Viterbo e pubblichiamo.

Ricorre il 3 novembre l’anniversario della scomparsa di Giuseppe Di Vittorio, deceduto a Lecco il 3 novembre 1957. Era nato a Cerignola l’11 agosto 1892, ed e’ stato guida e simbolo delle lotte delle classi lavoratrici per l’emancipazione dell’umanita’.

Il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” di Viterbo lo ha ricordato la mattina di domenica 3 novembre 2013 con una commemorazione nel corso della quale ne sono stati riletti alcuni scritti e discorsi e ne e’ stata ripercorsa la biografia di combattente antifascista, di dirigente politico e sindacale della classe operaia, di oppositore del totalitarismo, di persona costantemente, tenacemente, eroicamente impegnata per la giustizia, la liberta’, la solidarieta’, la liberazione dell’umanita’.

Concludendo la commemorazione il responsabile della struttura nonviolenta viterbese ha evidenziato che Giuseppe Di Vittorio e’ stato e resta uno dei testimoni e dei maestri piu’ grandi della nonviolenza in cammino, della lotta concreta e coerente contro tutte le oppressioni, dell’impegno per la vita, la dignita’ e i diritti di tutti gli esseri umani. * Le persone partecipanti alla commemorazione hanno ancora una volta espresso il loro sostegno alle iniziative in corso contro il femminicidio, contro il razzismo, contro la guerra, per il disarmo, in difesa della biosfera, per la giustizia sociale e i diritti fondamentali di tutti gli esseri umani. In particolare le persone partecipanti alla commemorazione hanno ancora una volta espresso sostegno all’appello al parlamento italiano affinche’ “faccia cessare le stragi nel Mediterraneo legiferando il diritto per tutti gli esseri umani ad entrare in Italia – ed attraverso l’Italia in Europa – in modo legale e sicuro”, ed all’appello “Ogni vittima ha il volto di Abele” promosso dal Movimento Nonviolento, da Peacelink e dal Centro di ricerca per la pace e i diritti umani di Viterbo, “affinche’ il 4 novembre si realizzino in tutte le citta’ d’Italia commemorazioni nonviolente delle vittime di tutte le guerre, commemorazioni che siano anche solenne impegno contro tutte le guerre e le violenze; affinche’ il 4 novembre, anniversario della fine dell'”inutile strage” della prima guerra mondiale, cessi di essere il giorno in cui i poteri assassini irridono gli assassinati, e diventi invece il giorno in cui nel ricordo degli esseri umani defunti vittime delle guerre gli esseri umani viventi esprimono, rinnovano, inverano l’impegno affinche’ non ci siano mai piu’ guerre, mai piu’ uccisioni, mai piu’ persecuzioni”. Il

   

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