Comune di Viterbo. L’ assessore Fersini risponde alla consigliera Sberna sui costi del Piano di Zona.

“In risposta all’interrogazione presentata lo scorso 29 ottobre dal consigliere Antonella Sberna (Gruppo Pdl),  premetto che l’accordo di programma, sottoscritto nell’ottobre 2010, per volontà dell’Assemblea dei Sindaci, è stato prorogato fino al 31 marzo 2014. Pertanto la composizione dell’Ufficio di Piano, come previsto da tale accordo, è rimasta a oggi invariata e lo resterà almeno fino a tale data”.FersiniRispondeAMArini

“La stessa Assemblea ha verificato il sussistere di alcune criticità che, di fatto, nel tempo, non hanno consentito al predetto Ufficio di funzionare nel modo dovuto. In particolare, mi riferisco alla corresponsione delle somme al personale in organico nei comuni del Distretto che avrebbe dovuto collaborare con lo stesso Ufficio con oneri a carico dei fondi regionali del Piano di Zona, e di cui gli stringenti vincoli di finanza pubblica non hanno consentito l’utilizzo. Altra criticità è stata rilevata con riferimento ad alcuni importanti interventi riguardanti la lotta alle dipendenze, alla non autosufficienza e alla legge 162/1998, interventi che presentavano notevoli ritardi come dettagliato nelle relazioni prodotte dagli uffici preposti. Da tali relazioni emerge più precisamente che, a oggi, risultano non spesi rispettivamente euro 563.200,15 per “Interventi di contrasto alle dipendenze”, relativi a finanziamenti regionali a partire dall’anno 2007, ed euro 1.030.791,17 per “Interventi per la non autosufficienza” interamente incassati, relativi a finanziamenti regionali a partire dall’anno 2005″.

“Tali problemi sono stati di nuovo riesaminati dall’Assemblea dell’accordo di Programma che, in sostanza, ha confermato le decisioni a suo tempo assunte e ha deciso di richiedere, ai comuni interessati, nuove verifiche circa la possibilità di utilizzare le persone che a suo tempo diedero la propria disponibilità. A tale decisione si è dato seguito con apposita nota (prot. n. 34762 del 23102013). La stessa Assemblea ha anche condiviso la necessità di una analisi generale in merito al funzionamento dell’Ufficio di Piano e in genere dell’attività del Distretto, autorizzando l’attivazione delle procedure per una consulenza esterna. Tale professionalità sarà individuata mediante un avviso pubblico, già all’Albo pretorio, per dare massima trasparenza all’operazione, pur rientrando l’importo previsto per il compenso nei limiti di cui all’art. 8 comma 2 del vigente Regolamento comunale sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, parte II “Disciplina degli incarichi”. La risorsa che in tal modo verrà posta a disposizione del Distretto avrà come conseguenza la possibilità di assumere decisioni ponderate e ben motivate, proprio per favorire il rispetto di quei livelli di assistenza che l’Amministrazione non intende solo garantire al livello minimo, ma incrementare per evitare che si ripetano le criticità illustrate”.

Tale prestazione non avrà caratteristiche di durata ma di risultato, come indicato nella relazione fornitami dal dirigente. In sostanza, il Piano di Zona, approvato dall’Assemblea dell’Accordo di Programma, prevede l’importo di €.103.462,00 (progetto allegato), che costituisce l’8% ammesso dalla Regione Lazio del totale della spesa, per il funzionamento dell’Ufficio di Piano per l’anno 2013, di cui € 72.423,29 da finanziamento regionale ed € 31.038,71 quale cofinanziamento comunale. Ciò nel rispetto della D.G.R. n. 965 del 18122009, che consente di utilizzare per il funzionamento dell’Ufficio di Piano risorse in misura non superiore, appunto, all’8% del budget assegnato dalla Regione Lazio. La quota così individuata non può in ogni caso eccedere i 120.000 euro annui. Indipendentemente dalla quota effettivamente destinata dal Distretto negli anni (e si precisa che la scelta è dell’Assemblea dei Sindaci e non del singolo Assessore, nel rispetto dell’assetto distrettuale previsto dall’art. 8 della L. n. 3282000), mai essa è stata di fatto interamente spesa, e così neppure da gennaio 2013, quando si è verificata una drastica riduzione del personale dell’Ufficio di Piano per le problematiche sopra illustrate, anche in questo caso come da relazione presentatami dal dirigente. In merito infine al coinvolgimento della Commissione consiliare, per quanto concerne la condivisione delle decisioni assunte dal tavolo distrettuale VT3, di cui la Giunta Comunale ha preso atto con deliberazione n. 356 del 10102013, non intendo contraddire le mie affermazioni fatte a suo tempo e pertanto confermo che sarà mio interesse e mia cura informare la Commissione, investendola degli argomenti che le competono”.

“Nel caso specifico però, i tempi del mio insediamento (2162013), i termini stringenti fissati dalla Regione Lazio e il fatto che la certezza delle risorse a disposizione è stata conseguita a ridosso della scadenza dei termini stessi, mi hanno di fatto impedito quel “passaggio” che reputo assolutamente utile e imprescindibile. Infatti, all’insediamento della nuova Amministrazione nel mese di giugno ha fatto seguito un intenso periodo di ricognizione dei bisogni e di confronto con gli uffici e le varie realtà coinvolte nel sociale. I progetti del Piano di Zona sono stati pertanto messi a punto soltanto nel mese di settembre. Da considerare che le linee guida regionali sono state approvate in data 372013 e ponevano come scadenza il 15 settembre, termine ordinatorio e non perentorio, che però non ci si è sentiti di dilazionare oltre una certa data, anche a seguito della segnalazione della Regione Lazio del 492013 che concedeva uno scostamento “contenuto entro margini di ragionevolezza quantificabili in una decina di giorni”.

“Ciò detto, il mio operato è stato dettato non da esigenze personali o personalistiche, bensì da una situazione stringente in cui mi sono trovato dal mio insediamento a oggi. La parte riguardante la progettazione del Piano di Zona e l’utilizzo dei fondi stanziati, non utilizzati, non per colpa dell’Assessore ma per carenza di personale, e quella che in un primo momento può sembrare una richiesta avventata dell’aumento dei fondi dal 5% all’8% è in virtù della non funzionalità dell’Ufficio di Piano. Faccio presente che la scelta scellerata non è stata la mia, bensì quella di non aver speso 1.570.000,00 euro circa: cioè circa 3.000.000 miliardi di vecchie lire, stanziate già dal 2007 dalla Regione Lazio per i bisogni dei cittadini, il tutto con il grande rischio di perderli o comunque di non vederseli più assegnati. Voglio ribadire che le scelte incoerenti che mi vengono attribuite nell’interrogazione le rispedisco al mittente, aggiungendo che quelle risposte che i cittadini non hanno ancora trovato, sicuramente potranno trovarle in me e nella nostra Amministrazione. Voglio ricordare e chiamare tutti i soggetti istituzionali a raccolta, per far sì che da questi “piccoli” inconvenienti, nasca un percorso comune per risolvere i problemi dei più svantaggiati”.

Fabrizio Fersini, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Viterbo

   

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