Con Antonello Ricci presentato a Viterbo il volume “L’arte vista da noi. L’Immagine tattile e la sua interpretazione percettiva”

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – Oggi 12 dicembre all’Auditorium del Centro culturale della Fondazione Carivit a Valle Faul è stato presentato il volume dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Viterbo dal titolo “L’arte vista da noi. L’Immagine tattile e la sua interpretazione percettiva” che racchiude testimonianze, suggestioni e sensazioni oniriche di quaranta soci UICI, emerse nell’esplorare con le mani l’opera d’arte moderna a loro donata nel 2015 dal Maestro Enrico Castellani e da lui definita “Superficie pseudo-braille”. L’iniziativa è stata dedicata al ricordo e alla generosità di Enrico Castellani, scomparso un anno fa.

Dopo i saluti del padrone di casa Marco Lazzari, presidente della Fondazione Carivit e dell’ex presidente Mario Brutti che per primo ha sostenuto il progetto, la presentazione del libro è affidata a Paola Lollobattista che si definisce ipovedente con un piccolo residuo visivo, ringrazia amici e conoscenti che hanno reso possibile la realizzazione del volume e racconta la sua difficoltà nell’affrontare la vita di tutti i giorni e la sua sensazione nel toccare il quadro che a malapena intravede :”L’immagine che mi è venuta in mente è caos calmo”.

Dopo gli applausi prende la parola Antonello Ricci, super narratore di comunità, che non narra storie ma entra nel vivo del discorso creando condivisione ed empatia. Parla del quadro non da storico dell’arte. “Non è un braille – precisa Antonello Ricci nel suo racconto magistrale – E’ un’opera viva che tira fuori una miriade di sentimenti: dolore, frustrazione, malinconia, rimpianti”. Evidenzia  l’opera tattile composta da piccoli chiodi che danno volume a una tela bianca e di come questa è stata percepita da quanti l’hanno toccata.  Le mani vedono ciò che l’occhio non può guardare. Fa esempi. Se si esplora con le mani un dipinto, non emergono sensazioni, i colori non si possono toccare. Ma il quadro di Enrico Castellano, sì. E’ fatto per essere toccato, per far emergere emozioni. Legge qualche suggestione dal libro citando autori di sensazioni tattili e oniriche e infine invita al tavolo dei relatori Patrizia Bombara e Sandra Constantini che hanno ribadito le loro emozioni scritte e consigliano  di “guardare ad occhi chiusi un’opera d’arte per poterla finalmente vedere”.

Al termine, un brindisi ha chiuso l’incontro. Le foto sono di Maria Antonietta Germano.

 

 

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