Con Arco Latino in Europa per rilanciare il Laboratorio di restauro della Provincia

Ieri all’Auditorium di Santa Maria in gradi si è svolto il convegno “Il futuro del passato”, un appuntamento organizzato dalla Provincia di Viterbo e da Arco latino, con la preziosa collaborazione dell’Unitusmeroi universita e il patrocinio del Mibac.

L’incontro ha segnato l’atto conclusivo di un progetto pilota europeo, nato nel 2011 con l’obiettivo di dare un respiro più ampio al futuro del Laboratorio di restauro della Provincia di Viterbo “struttura

– come ha evidenziato il presidente dell’amministrazione provinciale, Marcello Meroi – fiore all’occhiello del nostro ente, ma che ha la necessità di aggiornarsi e rinnovarsi per tenersi al passo con i tempi”. In questa ottica, la struttura di Arco Latino è stata individuata come la più idonea a sostenere un progetto relativo a un argomento di nicchia come quello del restauro.

E proprio attraverso Arco Latino che è avvenuto l’incontro con il Laboratorio-scuola di Tortosa (Spagna) e con il Laboratorio di restauro di opere d’arte e barche di Perpignan (Francia). “Voglio ringraziare l’Università della Tuscia e il rettore Alessandro Ruggieri – ha detto nel suo intervento il presidente Meroi – da sempre al fianco del territorio e attenti al suo sviluppo. Ecco perché quando si è prospettata la necessità di trovare una sede per questo convegno abbiamo subito pensato a Santa Maria in Gradi. Abbiamo voluto portare qui questo progetto che ha coinvolto la nostra Amministrazione in un accordo di rete internazionale che coinvolge una realtà importante come il nostro Laboratorio di restauro”. Il presidente ha parlato poi dell’importanza della cultura per il rilancio del territorio:

“Finalmente è stato compreso che il comparto culturale non è fine a se stesso e può essere un volano di sviluppo e sbocco per l’occupazione giovanile. Purtroppo, però, in questo bellissimo paese che ha tanta bella cultura, troppo spesso ci si dimentica delle rappresentanze istituzionale del territorio che rischiano di essere messe da parte con la cancellazione scriteriata delle Province”.

Alla luce del percorso fatto con il progetto pilota, adesso l’attenzione si sposta su una dimensione più internazionale, l’aver verificato che le tre realtà coinvolte sono molto omogenee, rende, infatti, la prospettiva più ampia. Il progetto europeo per il quale si chiederà il finanziamento, sarà spalmato su 5 anni di lavoro caratterizzati da azioni economiche riguardanti tra le altre cose: acquisto di attrezzature scientifiche e di laboratorio, per migliorare la qualità delle strutture; formazione e aggiornamento del personale sui nuovi metodi di intervento; cooperazione tramite scambi europei ed internazionali, con un programma di stage operativi negli altri laboratori; promozione culturale, attraverso pubblicazioni e conferenze e implemento di personale.

“Da due anni siamo al lavoro per questo progetto – ha spiegato l’assessore provinciale alla Cultura, Giuseppe Fraticelli – era il 2011, a Torino, quando formalizzammo questa idea. C’era un problema quotidiano: trovare il modo di far sopravvivere un settore di grande qualità come il laboratorio di restauro. Era impensabile che l’unica struttura totalmente pubblica della regione Lazio, non avesse possibilità di sopravvivenza per mancanza di fondi e personale. Una volta partiti – ha continuato – abbiamo intrapreso un processo graduale conoscitivo tra le parti che ci ha portato a spegnere questa prima candelina”.

Chiuso il progetto pilota si comincia a pensare in grande:

“Ora dobbiamo essere in grado di saper tramutare questa idea in un qualcosa che sia riconosciuto degno di una attenzione particolare e quindi di un finanziamento – ha detto ancora Fraticelli – vogliamo andare avanti perché la posta in gioco è alta e questo convegno che ha visto Italia, Spagna e Francia seduti intorno alle stesso tavolo rappresenta una tappa fondamentale”.

Di primissimo piano anche il ruolo che verrebbe affidato alla Laboratorio di Viterbo:

“Per quanto riguarda il nostro centro di restauro – ha concluso l’assessore – in collaborazione con la Soprintendenza di competenza, si vorrebbe creare un nucleo di “Pronto intervento affreschi”, costituito da alcuni restauratori, dotati di mezzi e di attrezzature autonome per poter intervenire nelle emergenze sui dipinti murali, arrestare il degrado e dare il via alla ricerca di fondi per un intervento completo”.

   

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