di MARIA ANTONIETTA GERMANO –
SAN MARTINO AL CIMINO (Viterbo) – Martedì 11 novembre, la Santa Messa Solenne, la benedizione papale e l’indulgenza plenaria impartita dal vescovo di Viterbo S.E. Mons. Orazio Francesco Piazza, ha dato il via all’Anno Giubilare (11 novembre 2025 – 11 novembre 2026) che celebra l’VIII Centenario di Consacrazione dell’Abbazia di San Martino al Cimino. Dodici mesi dedicati a celebrazioni religiose, approfondimenti culturali ed eventi che coinvolgeranno attivamente la comunità parrocchiale e le associazioni locali.
Per questa speciale celebrazione la chiesa abbaziale ha accolto tantissimi fedeli e autorità civili e militari di ogni ordine e grado. Tra le tante autorità presenti anche la sindaca di Viterbo Chiara Frontini e il presidente della Provincia Alessandro Romoli, il Delegato di Viterbo dell’Accademia
Internazionale Mauriziana Conte Don Sebastian Serafini, il Sovrano Militare Ordine di Malta con Roberto Saccarello e l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme con Salvatore Petrarchi, tutta la Confraternita del SS. Sacramento e S.Rosario e le varie associazioni presenti sul territorio, e a sorpresa è anche intervenuta la principessa Gesine Pogson Doria Pamphilj con il consorte Don Massimiliano Floridi.
La sobria cerimonia religiosa si è aperta con la processione che ha accompagnato Mons. Orazio Francesco Piazza e il Vescovo emerito Lino Fumagalli all’abside della chiesa dove sono stati accolti dai saluti di ben venuto di don Fabrizio Pacelli, parroco della Comunità Pastorale San Martino al Cimino-Tobia, ed è proseguita, prima della S.Messa, con le parole rivolte ai fedeli dal Vescovo
Orazio Francesco Piazza: “Iniziamo un anno impegnativo e bello che ci riporta alla memoria ciò che è stato, e queste mura stanno a simbolizzare il passato e ci permettono ancora di guardare al futuro. Trovarsi in questa circostanza non è soltanto un caso ma una provvidenza di Dio perchè siamo certi di vivere questo centenario ma non avremo la possibilità di condividere il prossimo. Quindi abbiamo la grazia di poter condividere questo percorso bello impegnativo che fa venire i brividi guardando le mura di questa chiesa meravigliosa, e sicuramente durante il percorso dell’anno avremo momenti di riflessione, di spiritualità e di cultura e di queste esperienze che ci danno non solo la comunità di San Martino ma tutto il territorio. Questa celebrazione solenne parte col piede giusto attraverso la concessione dell’indulgenza plenaria per questo anno giubilare dell’Abbazia di San Martino. Fratelli e sorelle carissimi, al termine di questa celebrazione dell’Eucarestia riceveremo la benedizione papale che attingendo alla ricchezza dei santi in Cristo Redentore, darà l’indulgenza plenaria, con la remissione di ogni pena, a tutti i fedeli che hanno partecipato a questa celebrazione. Confessiamo dunque le nostre colpe”. Segue la preghiera corale ‘Confesso a Dio onnipotente….amen’.
La Messa solenne inizia poi con letture del Vangelo e l’omelia del Vescovo Orazio Piazza che accenna all’immagine di Martino che coprì con metà del suo mantello il povero. Altruismo. La fede la speranza e la carità. “Se queste mura potessero riportare quanta speranza è stata invocata da quanti ci hanno preceduto- ricorda il Vescovo- Qui, in questa storia urbanistica, nasce una prospettiva di città, di unità, di questo abbraccio di case contigue una all’altra di cui anche la vicinanza, il toccarsi costituisce forza, l’uno diventa forza per l’altro. La dinamica comunitaria, la difficoltà del tempo che si viveva. Immaginate in quel periodo l’insicurezza, l’incertezza che forma questo luogo e in un principio della tutela della persona consentono di trovare mestieri ed economia. Ridare la dignità. L’Abbazia era un cuore pulsante, un modello di vita e questo si riverbera nell’oggi con uno sguardo di Dio sul mondo. Che questo Centenario non debba diventare soltanto la celebrazione di una memoria. No, dobbiamo guardare la realtà anche in questi momenti di celebrazioni in cui ci si ritrova insieme attorno a questa casa, che è la casa di Dio e degli uomini, questa ‘domus ecclesiale’, che quest’anno diventi un’opportunità. E’ l’augurio che
faccio alla comunità di San Martino ma è anche un augurio che si riverbera su tutto il territorio. E io credo che questa doppia visione che non è antitetica, anzi è armonica in questa conversione con lo sguardo tra Dio e l’uomo, possa veramente riuscire a trasformare le nostre situazioni con la pazienza amorevole di chi sa mettere le mani in pasta, cioè mettersi a lavorare, perché il lievito possa metterci il sale.mChiediamo il dono di un anno giubilare in questa bella chiesa abbaziale ma anche un anno speciale per tuta la nostra comunità abbaziale”.
NOTE – All’interno della chiesa abbaziale, in occasione dell’evento, Roberta Nardi per Poste Italiane ha distribuito la cartolina commemorativa con l’annullo filatelico straordinario.
Anche la Delegazione di Viterbo-Rieti dell’ Ordine di Malta, ha curato la stampa di una busta raffigurante l’Abbazia e lo stendardo ivi conservato, opera del pittore Mattia Preti, che fu cavaliere dell’Ordine di Malta. La busta è obliterata con l’annullo speciale.













