VITERBO – Riceviamo da Roberto Talotta e pubblichiamo: “Nel suo primo incontro con i cardinali, Papa Robert Francis Prevost, ha inteso chiarire il fine della sua scelta di chiamarsi Leone XIV per dare continuità alla storica Enciclica “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII, promulgata il 15 maggio del 1891, un vero patrimonio di dottrina sociale sulla difesa della dignità umana e sui diritti dei lavoratori, celebrata anche nel 90° anniversario da san Giovanni Paolo II con l’Enciclica “Laborem Exercens”.
In una situazione così difficile per il mondo del lavoro, Leone XIV sembra voler rinnovare l’impegno della Chiesa nella tutela dei diritti dei salariati e nella riflessione sui problemi sociali contemporanei. In un contesto globale in cui la precarizzazione del lavoro, l’erosione delle tutele sindacali e le difficoltà economiche rendono sempre più vulnerabili i lavoratori, il richiamo alla Rerum Novarum assume un valore simbolico e politico importante, in un momento di forte calo della fiducia nella Politica che non è stata capace di promuovere salari equi, condizioni di lavoro dignitose e la riduzione della precarietà.
Papa Leone XIV, con questo Suo messaggio riafferma l’importanza del Lavoro come strumento di realizzazione personale e rilancia il ruolo della Chiesa nel dibattito su un argomento volutamente fin troppo discriminato e che ha prodotto un forte squilibrio tra mercato e giustizia sociale, centralizzando il profitto fine a sé stesso, fonte di ricchezza per pochi e di povertà per molti.
Pertanto, si può affermare che l’elezione di Papa Leone XIV sia di buon auspicio per i lavoratori e per tutti coloro che hanno bisogno di solidarietà e sostegno economico e umano, in un’epoca dove la frammentazione sociale, l’egoismo, lo sfruttamento e l’emarginazione hanno messo in grande difficoltà le classi meno abbienti, perché, oggi, il messaggio di Leone XIV, richiamando la “Rerum Novarum”, potrebbe avere un impatto significativo sul dibattito sociale e politico contemporaneo, sollecitato da una moderna “dottrina sociale cattolica” per una armoniosa cooperazione tra capitale e lavoro”.










