Confartigianato / Costo del denaro: Taglio dei tassi allo 0,25%, De Simone «bene il taglio della Bce, ora subito giù le rate di aziende e famiglie»

La notizia giunta da Francoforte è una di quelle che lasciano di stucco, con la bocca aperta e l’euforia in punta di lingua: la Banca centrale europea ha tagliatoAD Simone 4 i tassi di interesse di riferimento di un quarto di punto, a quota 0,25%, il livello più basso della Bce. «Il taglio dei tassi – interviene Andrea De Simone, direttore di Confartigianato Imprese di Viterbo – è un segnale forte che dimostra il non voler lasciar scivolare l’eurozona in una deflazione che sarebbe

devastante in questo momento in cui si cerca di ingranare con decisione la marcia della ripresa». La Bce, infatti, ha tagliato i tassi d’interesse in risposta al calo di inflazione che nell’ultimo mese ha superato le previsioni e che si stima rimarrà a questi livelli per un lungo periodo. «La decisione raggiunta sotto la guida del presidente Draghi, dunque – incalza De Simone – va applaudita soprattutto alla luce di una politica monetaria orientata a mantenere i tassi di interesse costanti o al ribasso. Quello che ora ci aspettiamo è che il taglio al minimo storico dei tassi (0,25%) si traduca subito in una riduzione apprezzabile sugli interessi che i nostri imprenditori e le famiglie devono pagare sulle rate dei finanziamenti». Il presidente della Banca centrale europea non ha escluso altre misure qualora la situazione non dovesse dare cenni di miglioramento e ha assicurato che la politica monetaria resterà accomodante per tutto il tempo necessario. Draghi ha anche ripetuto che la Bce continuerà a supportare la ripresa, benché questa appaia ancora piuttosto fragile e diseguale. La crescita, infatti, stenta a recuperare terreno, mentre il tasso di disoccupazione campeggia su un livello drammaticamente elevato e i rischi sulle prospettive economiche continuano a puntare al ribasso. Il taglio apportato dalla Bce sicuramente rappresenta un segnale, ma difficilmente da solo può bastare a eliminare le cause che stanno alla base del calo dell’inflazione; ed è la stessa Bce a evidenziare una costante mancanza del credito all’economia reale, soprattutto alle imprese. L’aspettativa, dunque, è che la scossa data con il taglio dei tassi d’interesse spinga gli istituti di credito a intervenire per restituire fiducia ai privati e permettere loro di tornare a investire. «Ancora una volta – puntualizza il direttore provinciale – è fondamentale focalizzare l’attenzione su un passaggio decisivo: se le politiche economiche messe in atto non si traducono concretamente sull’economia reale, non ci si possono aspettare dei risultati apprezzabili sull’andamento economico del Paese e, tantomeno, si può pretendere di assistere all’agognata ripresa. In poche parole, è fondamentale che gli istituti di credito si dimostrino capaci di sfruttare la decisione raggiunta dalla Bce, traducendo il taglio di 25 punti base del costo del denaro, in una riduzione immediata dei tassi d’interesse applicati ai privati».

   

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