Confartigianato / CREDITO: diminuiscono ancora i finanziamenti alle imprese

Difficoltà di accesso al credito e alto costo del denaro. Due emergenze che da tempo stanno decimando la media e piccola imprenditoria italiana, come più volte denunciato da Confartigianato, sono state affrontate dal vice presidente della AD SimoneCommissione Europea, Antonio Tajani, che recentemente ha commentato l’indagine sull’accesso al credito pubblicata dalla Commissione Ue e della Banca centrale europea. Dall’analisi in questione è

emerso che 1 impresa europea su 3 non ha ottenuto i finanziamenti richiesti. «Il dato non ci coglie di sorpresa – interviene Andrea De Simone, direttore di Confartigianato Imprese di Viterbo –, al contrario conferma le preoccupazioni più volte evidenziate negli ultimi mesi. Soffermandoci sulla realtà nostrana, in un anno i prestiti bancari delle imprese italiane hanno subito un calo di 41,5 miliardi di euro. A fronte di una stima simile appare ancora più evidente l’urgenza di un sostegno forte ai Confidi, strumenti che in questi anni di crisi hanno rappresentato un punto fermo per gli imprenditori italiani prestando garanzie per diversi miliardi». Secondo le stime citate, dunque, è scesa del 4,2% la percentuale dei prestiti concessi alle nostre aziende, tra le quali le più colpite dal razionamento del credito sono quelle artigiane, che nell’ultimo hanno visto diminuire del 5,7% lo stock di finanziamenti. Al dato relativo al calo della quantità di finanziamenti al sistema produttivo va ad aggiungersi un altro forte deterrente per la ripresa delle Pmi nostrane: l’aumento dei tassi d’interesse. Rispetto all’Unione europea il gap è di 84 punti base in più, ma lo spread sale a 148 punti base nel confronto con i tassi medi pagati dalle imprese in Germania. Questa differenza causa l’aumento del costo per gli oneri finanziari pari a 7,1 miliardi a carico delle nostre aziende. «L’elevato costo del denaro è un handicap insuperabile per la maggior parte delle nostre imprese che subiscono fortemente il gap con l’Unione europea. Non è più pensabile mantenere lo status quo: è fondamentale che le condizioni di accesso al credito da parte delle piccole imprese migliorino e perché ciò avvenga è vitale rilanciare i Consorzi Fidi». Oltre all’impegno del sistema bancario nell’erogazione dei finanziamenti agli imprenditori, infatti, è importante che vengano sostenuti i Confidi, le realtà che nell’ultimo quinquennio di crisi hanno prestato garanzie per decine di miliardi. «I Consorzi Fidi hanno rappresentato un punto di riferimento costante per la nostra imprenditoria è per questo che Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno sollecitato diverse proposte affinchè, nell’ambito della legge di stabilità, si sostenga la ripatrimonializzazione dei Confidi». Una delle proposte è quella di dedicare, all’interno del Fondo Centrale di Garanzia, un Fondo Speciale per l’aumento del capitale dei Consorzi Fidi pari all’1% delle garanzie che hanno in essere e che ammontano a circa 20 miliardi.

   

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