Consiglieri comunali del PD: “Cominciamo a cambiare verso con i fatti”

Riceviamo da Francesco Serra Capo Gruppo PD, Martina Minchella Consigliere Comunale PD, Mario Quintarelli Consigliere Comunale PD, Marco Volpi Consigliere Comunale PD e pubblichiamo. pd-logo

“Oggi e domani i Consiglieri Comunali della Regione Lazio voteranno per il rinnovo del Consiglio delle Autonomie Locali. Crediamo si debba mettere fine agli inutili carrozzoni mangiasoldi ad uso e consumo di amici degli amici. Speriamo che in tanti possano apprezzare e condividere questa posizione. Sosteniamo perciò l’iniziativa di quei Consiglieri dei comuni non capoluogo di provincia di non votare per il rinnovo dei membri elettivi del CAL.

Speriamo inoltre che altri Consiglieri comunali decidano di seguire la stessa strada già indicata da Matteo Renzi per l’abbassamento dei costi della Politica. Se a livello nazionale è arrivato il momento di trasformare il Senato della Repubblica e di abolire le Province, anche a livello locale si può, anzi si deve fare a meno, senza problemi, di determinati organismi davvero inutili e autoreferenziali. Si potrebbe fare un lungo elenco di enti pubblici e società partecipate che troppo spesso, nel tempo, si sono rivelati occasione di spreco e di moltiplicazioni di poltrone. Nel caso specifico preferiamo concentrare l’attenzione sul CAL, Consiglio delle Autonomie Locali, oggi previsto dall’articolo 123 del titolo V della Costituzione italiana, anch’essa da modificare sulla strada della modernizzazione e della razionalizzazione.

Il CAL rappresenta la sede istituzionale dove gli enti locali sono chiamati ad assumere posizioni comuni in ordine alle scelte di politica legislativa e di programmazione territoriale ed economico-sociale che li vedano coinvolti o che comunque attengano ai loro interessi. Scelte a cui si può certamente prestare il massimo dell’attenzione anche senza il CAL, ovvero senza dover spendere altro denaro pubblico in poltrone e prebende. È nostra ferma convinzione che, a tale proposito, Consigli Comunali e Consiglio Regionale siano già più che sufficienti se ognuno fa in modo proficuo, corretto e trasparente il proprio lavoro.

La burocrazia non si riforma, ma si elimina alla radice e si sostituisce con l’impegno e la trasparenza e con le nuove tecnologie, che consentono di saltare passaggi inutili, di agire velocemente guadagnando tempo e di mettere in rete i dati e le informazioni. I soldi e il tempo risparmiati potranno essere destinati dalle politiche locali, al sostegno delle fasce più deboli, alla cultura e al lavoro giovanile. Soprattutto in questo modo si cambia davvero verso”.

   

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