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Consiglio Lazio, dibattito sul tema del lavoro sicuro e dei diritti dei lavoratori stranieri

ROMA – Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Antonio Aurigemma, ha approvato oggi con 29 voti favorevoli la proposta di deliberazione consiliare n. 26 del 23 maggio 2024, concernente la convalida dell’elezione di Giulio Menegali Zelli Iacobuzi alla carica di consigliere regionale. Il consigliere subentra così ufficialmente nel posto che fu della scomparsa Valentina Paterna. Prima della votazione, avvenuta in chiusura di seduta e su cui si è espressa favorevolmente anche il Partito democratico, come annunciato da Mario Ciarla, vi è stato però un dibattito sui temi del lavoro sicuro e dei diritti dei lavoratori stranieri, conseguito alla richiesta di Marco Bertucci di osservare un minuto di silenzio in memoria di Satnam Singh, il giovane lavoratore deceduto in circostanze drammatiche nei giorni scorsi mentre lavorava nei campi della provincia di Latina. Richiesta immediatamente accolta dal presidente Aurigemma. A margine, si è anche sviluppato un dibattito sul ruolo del Consiglio regionale in questa legislatura, animato in particolare dai consiglieri di opposizione.

Bertucci ha ricordato l’udienza chiesta dalla Regione al Prefetto per affrontare il problema del lavoro clandestino in generale; il decreto lavoro del 2023 è stato per il consigliere di Fratelli d’Italia una importante iniziativa del governo per contrastare il fenomeno del lavoro non tutelato; esiste altresì un Osservatorio sul lavoro ma non risultano ad oggi al consigliere relazioni da esso prodotte. Basterebbe applicare le norme che ci sono e si eviterebbero le polemiche, che sono spesso strumentali, a suo parere. Un invito a convogliare le risorse sulle misure in favore dei lavoratori è stato infine fatto da Bertucci.

“Vittima di sistema” ha definito Satnam Singh la consigliera Marta Bonafoni del Partito democratico: iniziative più concrete servono a suo avviso su questo tema, ma a livello di legislazione nazionale occorre comunque superare la normativa esistente. Bonafoni ha anche annunciato di voler ritirare le interrogazioni da lei presentate, e all’ordine del giorno della seduta odierna, a causa del grave ritardo con cui si era deciso di affrontarle (lo stesso ha fatto anche Massimiliano Valeriani del Pd).

Per la maggioranza, prima a prendere la parola Maria Chiara Iannarelli di Fratelli d’Italia, che ha ringraziato Bertucci per la sua richiesta di un minuto di silenzio; le misure per contrastare il fenomeno sono state adottate, a suo avviso, da parte della maggioranza di centro destra, sia a livello regionale che nazionale.

Inadeguati invece per Eleonora Mattia del Pd gli interventi della maggioranza sul tema, che sono stati tesi solo a giustificare l’operato del governo su questi argomenti e non rendono giustizia alla vittima del dramma accaduto a Latina. Chiesto al presidente da Mattia di incontrare la moglie del lavoratore deceduto in Consiglio regionale.

Ennesima dimostrazione del fatto che la Giunta non tiene conto in modo adeguato del Consiglio regionale, la vicenda delle interrogazioni all’ordine del giorno di oggi, secondo Valerio Novelli del Movimento 5 stelle; la mancanza di rispetto per i consiglieri è palese, a suo avviso.

Michela Califano del Pd è tornata sul tema del lavoro non garantito, parlando di “stile di vita” non improntato alla correttezza, in molti casi, a proposito del modo di essere imprenditori e del rapporto con i lavoratori; la politica è assente, secondo Califano, che ha concordato sul fatto che il Consiglio regionale sia “svilito” da questa maggioranza.

Marietta Tidei di Italia viva ha detto di ritenere da parte sua che spingere le persone nell’illegalità sia la prima cosa che è alla base di tragedie come quella che è avvenuta nelle campagne di Latina. Anche lei si è associata alla critica sull’andamento dei lavori del Consiglio sotto questa maggioranza. “E’ tempo di una risposta politica da parte della maggioranza”, ha concluso Tidei, per la quale “l’immobilismo non fa bene a nessuno”.

“Siamo di fronte a un caso di omicidio” secondo Claudio Marotta di Verdi e sinistra, per il quale la politica vuole che queste persone siano invisibili. Se si ritiene che l’Osservatorio possa essere uno strumento utile, che lo si faccia funzionare, ha detto Marotta, anche lui concorde sul fatto che le interrogazioni affrontate dopo tutto questo tempo sono rese inutili perché superate dagli eventi. Proposte di legge giacenti da mesi, invece, dimostrano anch’esse lo stato di inattività forzata di questo Consiglio.

Il lavoro nascosto e quindi ricattabile è alla radice di questi fatti, secondo Alessio D’Amato di Insieme per il Lazio-Azione. I casi di lavoro sommerso come quello di Satnam sono a migliaia e riguardano anche minori. Tra l’altro questo lavoro, se regolarizzato, potrebbe anche contribuire ad alleviare la situazione drammatica della previdenza italiana. Ok all’osservatorio anche da D’Amato, ma “va alzata l’asticella” degli interventi, a suo avviso. Anche per D’Amato, lo stesso ordine del giorno di oggi dimostra da solo che l’Aula è in difficoltà con il suo lavoro.

“Azioni urgenti” servono secondo Salvatore Lapenna del Pd; le norme ci sono ma vanno finanziate, altrimenti non possono operare. Anche il buon nome delle aziende del sud pontino che lavorano correttamente va tutelato, secondo il consigliere. D’accordo su quest’ultimo punto Orlando Tripodi di Forza Italia, che concorda anche con la definizione di “omicidio” per quanto accaduto a Latina. Importante l’azione del sindaco in favore della famiglia, tuttavia, ha sottolineato il consigliere.

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