Consuntivo 2013 di Confagricoltura Viterbo-Rieti: un altro anno da dimenticare, ma gli italiani tornano al lavoro agricolo

2013-12-23-560La fine dell’anno è sempre occasione di bilanci, ed ecco che questa mattina la Confagricoltura ha svolto una conferenza per stilare il suo bilancio dell’anno 2013, illustrando la situazione in cui riversano i settori agroalimentari locali. E purtroppo questi non godono di buona salute, anzi si tratta di un brutto pollice verso per tutta la produzione.

Ha introdotto l’incontro di consuntivo il Presidente Giuseppe Ferdinando Chiarini, elencando le difficoltà di mercato delle attività agricole locali. Un anno fa vari erano i problemi: l’alluvione nella maremma, l’introduzione dell’IMU, i costi di produzione e l’altalena dei prezzi; ma, a distanza di dodici mesi, molti dei problemi sono rimasti invariati. Per quanto riguarda la zootecnia,’ dopo una fase iniziale di stabilità è ripiombata nell’incubo della blue tongue’, che a fine estate si è ripresentata in alcuni allevamenti del viterbese e mettendo in grossa difficoltà gli allevatori per la movimentazione del bestiame da vita e da macello, con tutte le conseguenze sulla filiera produttiva. La cerealicoltura presenta dei raccolti in alcuni casi quasi inesistenti; mentre, i vigneti, gli oliveti e i noccioleti, colpiti da un caldo precoce primaverile e la siccità estiva, hanno registrato perdite dal 15 al 25% nella produzione. Nel caso dei vigneti, però, si è parzialmente sopperito con una buona qualità del vino; mentre, per gli oliveti si è aggiunta l’infestazione della mosca olearia che ha fatto ulteriormente diminuire la quantità e deprezzato la qualità; i noccioleti sono l’unico prodotto che pur con una resa sostanzialmente stabile ha visto fortunatamente il prezzo in aumento ed oggi si attesta tra 250/260 euro al q.le, dei castagneti non ne parliamo sono addirittura a rischio sopravvivenza.

Il Presidente Chiarini ci ha tenuto a sottolineare che però la Confagricoltura è abituata ad affrontare queste difficoltà, già avvenute negli anni scorsi; quindi, i suoi lavoratori sono pronti a risollevarsi usando ingegno e volontà. Una nota di demerito proviene dallo Stato, perché l’agricoltura è stata messa in difficoltà, più di altri settori, esclusa dai tavoli dove si è discusso di crescita, sviluppo e stabilità. Ha subito una pressione fiscale eccessiva, non ha avuto la spinta che si aspettava per poter internazionalizzarsi; eppure le possibilità di conquistare nuovi mercati c’erano e, pur in ritardo ci sono ancora. L’agricoltura non è, né vuole essere, un settore chiuso, avulso dal contesto socio-economico generale.

Preoccupante è il mantenimento dell’obbligo (cancellato al Senato ma reintrodotto alla Camera) per i piccoli produttori agricoli, quelli, cioè, che non superano i 7 mila euro di vendite all’anno, a produrre l’elenco dei clienti e dei fornitori (il cosiddetto “Spesometro”). Un provvedimento che, anziché semplificare, provocherà nuovi adempimenti burocratici. Una situazione insostenibile che sta diffondendo nelle campagne un malessere preoccupante; ad esempio, le manifestazioni dei “Forconi”, che in questi giorni stanno diventando anche aggressive, dimostrano però l’esistenza di un grande malessere.

2013-12-23-559Alla conferenza sono intervenuti poi il vice-presidente Remo Parenti e il direttore di Confagricoltura Angelo Serafinelli, che hanno spiegato come la tanto attesa spending review non ha mantenuto le promesse sperate, ovvero non ci sono stati aiuti fiscali al settore agroalimentare ed i produttori continuano con le proprie forze. E questo nonostante l’agricoltura possa essere un settore di rilancio per le produzioni nazionali, anche grazie alla Green Economy, che presenta oggi grandi spazi di innovazione tecnica e finanziaria. Questo argomento è stato introdotto dal rappresentante dell’enoteca provinciale Fabio Cordeschi, che ha spiegato come la produzione di vini sia stata comunque buona in questo anno, in cui si è cercato di rilanciare dei progetti per la produzione vinicola della provincia di Viterbo. E questo anche grazie alla collaborazione con la Camera di Commercio.

Un fenomeno da sottolineare è quello che riguarda l’occupazione nei settori agroalimentari locali: l’occupazione nel settore agricolo è stata sostanzialmente stabile, ma ha visto già dal 2012 un ritorno di molti italiani. Ed era dal boom economica che non si vedeva questo ritorno di manodopera alo settore agricolo. Nel primo e nel secondo trimestre del 2013, l’assunzione di manodopera ha anche registrato un lieve incremento rispetto allo tesso periodo dell’anno scorso. Infine, sotto l’aspetto dei sindacati, i vari rappresentanti stanno cercando di ridurre le divergenze dove queste esistono, per trovare accordi, date le difficoltà comuni nei settori di competenza e soprattutto in vista di incontri ed accordi da prendere in ambito più nazionale con Regione e Stato.

   

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