Continua il Tour con “Sette Artisti e lo SpazioTempismo” alla Trinity Art Gallery di Vitorchiano

VITORCHIANO ( Viterbo) – Con la seconda tappa continuano le mostre preliminari itineranti che ci condurranno fino al 9 settembre c.a. con l’inaugurazione del FESTIVAL VITERBOIMMAGINE2023 e che terminerà il 5 novembre. Il Festival sarà ricco di sezioni di varie discipline visive che vedrà la partecipazione di autori da tutta la nazione.

Con l’occasione verrà esplorato il documento programmatico che determina le linee guida del nuovo concetto artistico denominato SpazioTempismo, a illustrarlo sarà il Presidente, dell’associazione Culturale IL CASTELLO di Soriano nel Cimino Enzo Trifolelli e il Direttore del Centro Studi e Ricerca della Tuscia Gianpiero Ascoli.

Il vernissage dell’11 febbraio sarà presieduto da autorità istituzionale di Vitorchiano, nonché dalla presenza degli artisti: Paola Ermini di Roma, Giampietro Sergio di Vetralla, Sergio Barbi di Roma, Stefano Cianti di Ronciglione, Alessandro Scannella di Roma, Alessia Clementi e Enzo Trifolelli di Soriano nel Cimino. Loro sono gli Artisti, che in questa esposizione avvicinano il mondo attraverso la loro sensibilità creativa con il concetto Spaziotempistico che esplora e avvolge tutti gli elementi.

Introdurre e sviluppare un nuovo linguaggio e quindi nuovi concetti nell’arte, per estenderne il campo di visione, non è qualcosa che deve preoccupare, spaventare o far gridare al sacrilegio, continua così Enzo Trifolelli, si tratta soltanto del normale sviluppo di un linguaggio visivo in evoluzione, e le opere in SpazioTempismo lo attestano.

Il linguaggio dell’immagine è un elemento culturale potentissimo, questo perché non è soltanto un insieme di figure o elementi grafici che servono a descrivere il mondo, ma è uno “strumento” che crea il mondo perché è possibile pensare, rappresentare e parlare solo di ciò che si conosce attraverso il linguaggio; con nuovi modi espressivi si comunica e si crea ancora più.

Un linguaggio che non si modifica è un linguaggio morto, e un linguaggio che non abbraccia l’arte, è un linguaggio che altro non fa che descrivere il mondo chiuso nel passato. 

Ecco dunque ViterboImmagine quale festival dell’immagine che vuole esplorare la comunicazione con la rappresentazione dello Spazio multi-prospettico e del Tempo con continuità; quindi non il congelamento di un istante, ma un susseguirsi di prospettive e un continuo di istanti infiniti che determinano il fluire della “vita”.

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