Contrasto alla ludopatia: “Non consentire agevolazioni a chi ha le slot machine”

No ludo34VITERBO – Nel corso del consiglio comunale di martedì è tornato in auge il tema del contrasto alla ludopatia. A riaccendere i riflettori sulla piaga della dipendenza da gioco d’azzardo è stato il consigliere di Viterbo2020 Chiara Frontini che, supportata da esponenti di diverse forze politiche, specialisti, volontari e semplici cittadini, sta portando avanti una battaglia ben lungi dall’essere vinta. 

 

Per farlo è stato predisposto un regolamento ad hoc per una malattia che ha ricadute importanti, come sottolineato da Frontini nel suo intervento: “Tante realtà si interfacciano con questo problema come la dottoressa Giaccone, i volontari, Dario Ferraro responsabile della Lega Consumatori di Viterbo. E’ necessario che il Comune risponda su questo tema. Sulla questione abbiamo avuto l’apporto della consigliera Bizzarri (Pd) con l’istituzione di una giornata con Asl e Servizi Sociali dedicata alla prevenzione e al contrasto, a cui abbiamo allegato una proposta di Viterbo2020”.

 

La proposta prevede la possibilità di avere agevolazioni o sgravi fiscali per tutti gli esercenti che decideranno di rimuovere le slot machine. Non solo. Dal momento che è giusto premiare chi si comporta in modo virtuoso, ma allo stesso tempo dare un segnale chiaro a chi non ha alcuna intenzione di aderire a questa battaglia, nella proposta c’è anche l’ipotesi di non consentire benefici fiscali a chi mette le macchinette (anche se questi benefici deriverebbero da altri requisiti come ad esempio il fatto di avere il locale nel centro storico).

 

Tre le prospettive attraverso le quali il fenomeno della ludopatia viene affrontato: sociale (con le implicazioni sanitarie), finanziario e normativo. In più c’è il dossier azzardopoli realizzato da Libera, l’associazione contro le mafie di Don Luigi Ciotti (scarica qui). Nella proposta, che contiene una bozza di regolamento comunale, si fa inoltre riferimento alla legge regionale n.5 del 5 agosto 2013 che contiene disposizioni per prevenire e ridurre il rischio dal gioco d’azzardo patologico (GAP).

Sull’argomento, come prevedibile, diversi consiglieri hanno manifestato il proprio parere favorevole, ma il problema è di difficile se non impossibile soluzione allo stato (e allo Stato) attuale: “La situazione è inquietante – le parole di Insogna (Oltre Le Mura), da un lato le Asl e le associazioni che lavorano, dall’altro lo Stato tiranno che ci guadagna. Non si giustifica, la politica da una parte combatte dall’altro giustifica. La posizione di chi amministra è realmente difficile. Dovremmo fare pressioni sui nostri politici a livello nazionale, ma se poi il colonello che aveva fatto gli accertamenti è stato rimosso… (in realtà il Colonnello della Guardia di Finanza Umberto Rapetto, che aveva fatto infliggere con le sue indagini una mega multa di 98 miliardi alle società concessionarie del gioco d’azzardo si dimise in modo polemico, qui il servizio di Federico Mello sul Fatto Quotidiano)”.

 

Sulla stessa linea l’assessore ai Servizi Sociali Fersini: “A mio avviso gli enti locali possono fare molto e molto di più rispetto alla Regione o allo Stato. L’ente locale che organizza le politiche a contatto con la cittadinanza deve avere una maggiore responsabilità. Bene la giornata dedicata al tema, affinché si crei una cultura del ricordo, della testimonianza che ricordi questi valori. Siamo una società complessa, ci sono stimoli, ma poi andare a fare politica preventiva sui ragazzi non è affatto scontato. Dobbiamo mettere in campo azioni non sporadiche o a macchia di leopardo, di cui possano beneficiare anche le future amministrazioni e i cittadini”.

 

La proposta di Viterbo2020 sfonda una porta aperta nel mondo a 5 Stelle. De Dominicis è lapalissiano: “Non possiamo non renderci conto che purtroppo il Comune ha le mani legate. Possiamo fare informazione, ma abbiamo le mani legate di fronte ad un Governo che incentiva il gioco d’azzardo su tutto il territorio nazionale e sul web. 90 mld di evasione fiscale, uno Stato che abbuona a 500 milioni due miliardi di multa la dice lunga sulla posizione che il Governo ha su questo problema. Non possiamo vietare la proliferazione di queste macchinette: in questo senso abbiamo chiesto al sindaco di aderire al Patto dei Sindaci. Le amministrazioni decidono se avere o meno le macchinette sul territorio. Stiamo chiedendo una legge nazionale per permettere ad un sindaco di rendersi virtuoso. Non possiamo chiedere solo al commerciante di togliere le macchinette. E’ l’amministrazione che deve intervenire. Chi è dipendente provoca un danno alla collettività che i Servizi Sociali evidentemente conoscono bene, c’è un costo, purtroppo per la collettività, provocato dalla ludopatia. Ci sarà una rendicontazione puntuale di quegli esercizi che non hanno le slot machine. Il M5S sul decreto dell’Imu prevede una norma assurda. Se il cittadino non paga le tasse il cittadino viene redarguito, invece regaliamo milioni di euro alle società che non solo fanno qualcosa che non dovrebbero fare, ma non vengono neppure contrastate dallo Stato”.

 

Da Santucci di FondAzione arriva l’invito a verificare se nella relazione di bilancio siano previsti interventi efficaci come quello proposto da Viterbo2020: “Non sono riuscito a leggerla tutto visto che è un plico voluminoso, di 451 pagine, ma mi pare che tra gli obiettivi dell’assessore non ci sia, chiedo se è il caso di emendare la relazione, prima che il bilancio venga approvato, su questo regolamento”.

 

Sebbene tutti siano più o meno d’accordo sull’importanza del contrasto alla ludopatia la discussione subisce una inaspettata battuta d’arresto per un problema “tecnico”: l’emendamento proposto dal consigliere Frontini non si legge bene ed il presidente del consiglio Filippo Rossi esagera: “Questo non è italiano”. Fortunatamente, come un dono dal cielo, arriva il contributo decisivo del presidente della Commissione Bilancio Livio Treta (Lista Civica dei Diritti per Viterbo) che sbroglia la matassa linguistica: “Si tratta di non consentire agevolazioni a chi mantiene le macchinette”.

 

La mozione, presentata da Frontini, è stata infine approvata all’unanimità.

   

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