Università Unimarconi

Convegno il 10 maggio a Viterbo per ricordare don Dante Bernini

VITERBO-  Il 10 maggio 2022, nella Sala Regia di Palazzo dei Priori, molte persone amiche, il “Tavolo per la pace” e la città di Viterbo ricorderanno don Dante Bernini, di cui lo scorso 20 aprile ricorreva il centenario della nascita.
L’incontro fa seguito alla commemorazione che il 20 aprile si è’ svolta presso il santuario di Santa Maria della Quercia, nel piccolo borgo viterbese in cui don Dante era nato nel 1922, in cui era tornato a vivere negli ultimi anni ed in cui è morto il 27 settembre 2019.
Nell’incontro del 10 maggio verranno ripercorse alcune riflessioni di don Dante e si darà testimonianza di come il suo impegno di pace, di solidarietà, di nonviolenza, ispiri oggi l’impegno di chi si oppone alla guerra e alle uccisioni, di chi si adopera ancora e sempre in difesa della vita, della dignità e dei diritti di tutti gli esseri umani, di chi s’impegna in difesa dell’intero mondo vivente.
L’introduzione sarà svolta da Mario Di Marco, figura storica del movimento per la pace a Viterbo.
La relazione principale su “Don Dante Bernini maestro di pace” sarà tenuta da don Dario Vitali, cattedratico illustre, a don Dante legato da lunga amicizia e devozione filiale.
Tra gli interventi anche un’azione teatrale di Pietro Benedetti, regista e attore, ricercatore partecipante e narratore di comunità, militante del movimento operaio, pacifista ed ecologista, che è anche uno dei più vivi studiosi e testimoni della cultura popolare dell’Alto Lazio, dell’impegno di pace e delle lotte politiche e sociali delle oppresse e degli oppressi, che di don Dante è stato allievo, amico e collaboratore nell’impegno di solidarietà già mezzo secolo fa.
A concludere l’incontro commemorativo è stato chiamato Enrico Peyretti, una delle figure più prestigiose del pensiero della pace, anch’egli a don Dante legato da lunga amicizia e profondo affetto.
E’ vivo in città il ricordo di don Dante Bernini, e ricordare don Dante significa ricordarne il costante impegno di pace e di solidarietà, l’azione nonviolenta, la sollecitudine per il bene comune.
E come tutti i cittadini di Viterbo anche noi siamo grati ai promotori di questa encomiabile iniziativa di commemorazione e testimonianza.
QUALCHE NOTIZIA SU DON DANTE BERNINI: Cento anni fa, il 20 aprile 1922 a La Quercia, nasceva don Dante Bernini, dove il 27 settembre del 2019 si e’ conclusa la sua vita.
“Vescovo emerito della diocesi di Albano, gia’ presidente della Commissione Giustizia e Pace della Conferenza Episcopale Italiana e gia’ membro della “Comece'” (Commission des Episcopats de la Communaute’ Europeenne), una delle figure piu’ illustri dell’impegno di pace, solidarieta’, nonviolenza, che nell’arco dell’intera sua vita come sacerdote e come docente e’ stato costantemente impegnato per la pace e per la giustizia, nella solidarietà con i sofferenti e gli oppressi, nell’impegno per la salvaguardia del creato, nella promozione della nonviolenza, unendo all’adempimento scrupoloso dei prestigiosi incarichi di grande responsabiliTà un costante ascolto di tutti coloro che a lui venivano a rivolgersi per consiglio e per aiuto, a tutti sempre offrendo generosamente il suo conforto e sostegno, la sua parola buona e luminosa e l’abbraccio suo saldo e fraterno”. Così nella motivazione del riconoscimento attribuitogli il 2 ottobre 2014, nella Giornata internazionale della nonviolenza, dalla Città di Viterbo con una solenne cerimonia nella Sala Regia di Palazzo dei Priori. Successivamente, il 13 aprile 2015, nell’anniversario della promulgazione della “Pacem in Terris”, era stata realizzata in suo onore a Viterbo una “Giornata per la Pace”.
Era nato a La Quercia, piccola frazione di Viterbo, il 20 aprile 1922, e vi era tornato a vivere nell’operosa sua vecchiaia; li’ e’ deceduto il 27 settembre 2019. Persona buona, costruttore di pace, luminosa figura della nonviolenza, era un punto di riferimento per ogni persona bisognosa di aiuto come per ogni persona impegnata nella solidarieta’ concreta, per il bene comune dell’umanita’, per la salvaguardia del mondo vivente.
Un suo amico cosi’ lo ricordava qualche tempo fa: “E’ stato un costruttore di pace, un difensore della dignita’ umana, un testimone della nonviolenza.
E un educatore amorevole, un uomo sapiente capace di ascolto e di condivisione, una persona diuturnamente protesa al servizio degli ultimi, alla sequela del migliore dei maestri.
E un amico prezioso, l’amico che tutti vorremmo avere vicino nell’ora della prova, nell’ora del bisogno, nell’ora della verita’.
Lascia luminoso un ricordo, un esempio e un appello.
Il ricordo della dolcezza, della mitezza con cui sapeva adempiere ai suoi uffici, con cui sapeva sovvenire chi a lui si rivolgeva per aiuto, per conforto o per consiglio, con cui sapeva accogliere chiunque bussasse alla sua porta, il piu’ generoso e fraterno degli ospiti. E il ricordo della sua sapienza armoniosa e della sua forza ermeneutica, della sua virtu’ psicagogica, della sua capacita’ maieutica.
L’esempio di una vita virtuosa, accudente, sollecita del bene di tutti. L’esempio di una vita impegnata a soccorrere chi e’ nel dolore, a promuovere la pace, la giustizia, la fratellanza e la sororita’, la solidarieta’ fra tutti gli esseri umani e con l’intero mondo vivente.
L’appello a contrastare il male facendo il bene, ad essere operatrici ed operatori di pace, alla solidarieta’ che ogni essere umano riconosce e raggiunge e sostiene e conforta, alla condivisione del bene e dei beni, ad essere l’umanita’ come dovrebbe essere.
Chi ha letto i Miserabili ricordera’ per sempre il folgorante episodio che apre quell’opera grande: il sant’uomo che accoglie Jean Valjean e lo salva due volte. Don Dante Bernini era quel sant’uomo”.
E ancora, e’ stato scritto che “Chiunque lo abbia conosciuto reca inciso nel cuore il suo ricordo, e sente ancora la sua sollecitudine e il suo appello ad operare per il bene comune, per la vita, la dignita’ e i diritti di tutti gli esseri umani, per il rispetto e la protezione dell’intero mondo vivente; sente ancora la sua solidarieta’ con tutte le oppresse e gli oppressi; sente ancora la sua costante attitudine ed esortazione alla condivisione del bene e dei beni con ogni persona bisognosa di aiuto; ricorda ancora quel volto e quella voce che chiamano all’impegno per la liberazione comune, all’impegno contro tutte le violenze, all’impegno per l’eguaglianza di diritti, la giustizia e la liberta’, la solidarieta’ e la misericordia, la fraternita’ e la sororita’, la responsabilita’ e la condivisione. Quest’uomo era veramente figura della nonviolenza in cammino, alla sequela di chi ad ogni oppressione, ad ogni menzogna, ad ogni ingiustizia, ad ogni violenza sempre si oppose.
Anche nel ricordo di don Dante Bernini continui l’impegno comune contro la guerra e tutte le uccisioni, contro il razzismo e tutte le persecuzioni, contro il maschilismo e tutte le oppressioni.
Soccorrere, accogliere, assistere ogni persona bisognosa di aiuto.
Salvare le vite e’ il primo dovere.
Sii tu l’umanità come dovrebbe essere”.

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