Convegno Ucsi sui minori: tutti i bambini sono in pericolo, in Italia un milione è in estrema povertà

di WANDA CHERUBINI-

VITERBO – La stampa ed i diritti dei minori. Questo il tema del convegno organizzato dall’Ucsi, in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, che si è svolto questo pomeriggio, presso la nuova sala riunioni della parrocchia di Villanova, alla presenza di illustri relatori. Ad aprire i lavori il parroco, don Emanuele Germani, direttore dell’ufficio Comunicazioni sociali, che ha sottolineato come a 50 anni dalla chiusura del Concilio Vaticano II e lo sviluppo dei media, la Chiesa si ponga nella necessità di saper interpretare i segni del nostro tempo e come gli operatori del settore siano chiamati alla propria responsabilità. Ha poi evidenziato come il tema sui minori sia un argomento interessante ed attuale su molteplici aspetti che vanno dallo sfruttamento, alla violenza, alla discriminazione sociale, al dramma della prostituzione giovanile e della pedofilia, di cui anche la Chiesa ne è stata coinvolta. “Bisogna trattare il tema su due livelli: Quali sono i diritti dei

don Emanuele Germani
don Emanuele Germani

minori e che cosa la stampa può fare  affinchè questi diritti siano conosciuti e difesi. Come la stampa può rispettare questi diritti? L’argomento è vasto. Bisogna però far anche conoscere  le buone azioni che tanti volontari compiono con coraggio in aiuto dei bambini ed in più campi”.

Mario Mancini, presidente dell’Ucsi di Viterbo, che ha moderato i lavori, ha quindi dato la parola al primo relatore, Miela Fagiolo D’Attilia, redattrice di “Popoli e missioni”, che è partita dal rapporto presentato ieri da Save the Children sull’infanzia ricordando come 570 milioni di bambini vivano in estrema povertà, bambini non solo dei Paesi poveri, ma sparsi in tutto il mondo.  “Sono 30 milioni i bambini in stato di povertà in Europa – ha proseguito – Il numero è cresciuto di un milione di unità a causa della crisi economica. In Italia oggi un milione di bambini è in stato di povertà. E’ questo un dato che mi sconvolge. Un bambino povero è un bambino che non ha la sicurezza del pranzo e della cena, che deve lasciare la scuola per aiutare la famiglia, che ucsi-convegno-relatori2soffre la povertà educativa.  Che cosa si fa in Italia per i bambini? Hanno dei modelli di riferimento incompatibili con lo stato attuale del Paese.  Sono educati dalla tv ed entrano in Internet senza sapere le regole del piccolo internauta”. Fagiolo D’Attilia ha, quindi, preso ad esempio la ragazzina 12enne di Pordenone che ha tentato il suicidio a causa del bullismo. Ha poi parlato dei bambini soldato, nati come manovalenza, drogati e quelli del popolo dei migranti, che sono morti nel viaggio della speranza. “Il bambino è un innescatore di grandi emozioni e come tale viene speesso usato dalla stampa” – ha concluso.
E’ poi intervenuto Pierluigi Natalia, giornalista dell’Osservatore Romano, che ha posto l’attenzione sul fenomeno delle migrazioni, ricordando come la Carta di Treviso tuteli i minori e la Carta di Roma la mobilità umana.  Un milione di persone sono arrivate in Europa nel 2015, di cui oltre 215 mila erano minorenni. A questo numero vanno però sottratti i 700 bambini morti durante il viaggio. Circa 30 milioni di bambini negli ultimi 2 anni hanno lasciato le proprie case a causa convegno-ucsi-relatoridella fame, della guerra e più di 2 milioni  hanno trovato rifugio.  “La sedicente emergenza profughi in Europa è una sciocchezza se paragonata alla situazione mondiale- ha tuonato Natalia –  I flussi della mobilità umana sono diretti solo in minima parte verso il nord ricco del mondo”. Ha, quindi, evidenziato come vi siano due tipi di rifugiati: quelli all’estero e gli sfollati interni. “Tutti i bambini sono in pericolo!” – ha affermato Natalia – Milioni di bambini e minori di 18 anni vagano per il mondo abbandonati e negli ultimi tre anni è aumentata la percenutale dei bambini soldato”.
E’ spettato, quindi, a Giovan Battista Brunori, vaticanista del Tg2, trattare il tema della Chiesa e dei minori. Brunori ha messo in risalto come già nella Bibbia e poi nel Vangelo ci sia stata l’attenzione ai bambini. “La sensiilità verso i minori è cambiata nel corso dei secoli – ha rimarcato – Giovanni Paolo II è stato il profeta della dottrina sociale della Chiesa. Questo impegno della Chiesa è stato sommerso dallo scondalo

Fagiolo D'Attilia
Fagiolo D’Attilia

della pedofilia. L’anno horribilis per l’Italia è stato il 2010, quando la Chiesa è stata travolta da un’ondata di scandali, mettendo alla luce anche vecchi episodi. Benedetto XVI ebbe un ruolo importante nel promuovere la tolleranza zero, prima come cardinale e poi come Papa. Con Giovanni Paolo II nell’88 si promulgò la costituizione apostolica con la giurisdizione penale di tutti gli abusi. Papa Francesco ha continuato questo impegno a favore dell’infanzia, istituendo un’apposita commissione a tutela di quest’ultima”.
Molto interessante l’intervento del vice questore aggiunto del centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online del servizio di Polizia postale, Elvia D’Amato. “La  mia attività è iniziata 10 anni fa quando si è parlato di Cybercrime. La pornografia ha trovato nella rete uno strumento agevole di diffusione. Le storie che si incrociano sono di minori vittime ed abusanti. Quando un indirizzo Ip ci pone all’attenzione di uno scambio di file che rigurdano scene di abuso, si attiva un’investigazione, attiviamo l’attività di sottocopertura. Ci sono vittime da salvare,

Fagiolo D'Attilia, D'Amato, Natalia, Mancini
Fagiolo D’Attilia, D’Amato, Natalia, Mancini

bisogna prendere il carnefice e costruire una prova, la prova informatica. I problemi si complicano quando si trovano all’estero, per giurisdizioni differenti e modalità di agire anche diverse. Costruire poi la prova informatica è diventato oggi sempre più difficle per via delle reti darknet, con gl indirizzi Ip che non sono più veritieri. La comunità internazionale deve darsi degli strumenti, che non possono essere solo appannaggio della Polizia”. Il vice questore ha anche esortato, però, a non esagerare: “La rete non è un luogo del male. E’ uno degli strumenti  dell’infanzia di oggi. In rete ci sono anche attività virtuose, educative. Ci sono le responsabilità della scuola, della famiglia e non solo. Sono in netto aumento i minori che producono pedopornografia. L’educazione non può essere solo nell’ambito della famiglia e della scuola, ma deve richiamare le stesse istituzioni. I nuovi mostri sono gli stessi minori, vittime e carnefici di loro natalia-mancinistessi per mancanza di certi modelli virtuosi“. Il vice questore ha concluso precisando come gli stessi corsi di informazione svolti nelle scuole sono fini a loro stessi se  non vi partecipano anche i genitori ed i docenti.
Le conclusioni del convegno sono spettate  a Raffaele Luise, presidente Ucsi Lazio, che ha affermato: “La condizione dei bambini è disastrosa a tutti i livelli planetari. Nell’Occidente sviluppato i bambini non hanno soggettività sociale, non esistono se non per scandali e pubblicità. Cosa fa l’informazione? Fa quello che fa la società. Quella dei bambini è una cartina di tornasole

Fagiolo D'Attilia, D'Amato
Fagiolo D’Attilia, D’Amato

dell’informazione. L’informazione deve formare una classe politica capace di dare risposte. La nostra è un’informazione ipocrita, quando il nostro dovere è quello di riuscire a raccontare nel complesso che cosa significa migrazione. L’Europa deve riconoscere la propria identità che è eccentrica, polivalente”.
Al termine del convegno il vescovo di Viterbo, Mons. Lino Fumagalli ha officiato la S. Messa, presso la chiesa dei SS. Valentino ed Ilario, rimarcando il compito del giornalista, che risponde ad una vera vocazione, volta ad informare, ma ha anche evidenziato la responsabilità dei fruitori stessi di questa informazione, che devono essere consapevoli di ciò che messa-villanova-con-vescovopreferiscono leggere o vedere in tv.
La serata è terminata con una cena conviviale.

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