Crisi economica, la Fondazione architetti ed ingegneri liberi professionisti dell’InarCassa chiede alcuni specifici interventi

Riceviamo dall’arch. Daniele Cario, Fondazione Architetti e Ingegneri Liberi Professionisti Iscritti InarCassa e pubblichiamo: “Stiamo vivendo un momento storico caratterizzato da grandi difficoltà, nel quale l’economia nazionale e il settore dell’ediliziafondazione-architetti in particolare attraversa un periodo di profonda crisi. Con le riforme e i provvedimenti legislativi promulgati nel corso degli ultimi anni e riguardanti l’area tecnica si è voluto di fatto estromettere dal mercato dell

e opere pubbliche la stragrande maggioranza dei professionisti – architetti e ingegneri – titolari di piccoli studi, che rappresentano attualmente oltre il 90% degli iscritti agli ordini.

Il preciso orientamento legislativo secondo il quale si è scelto di favorire le strutture tecniche legate alle grandi imprese edili ha influenzato pesantemente le modalità di indizione delle gare d’appalto, nelle quali i titoli preferenziali sono costituiti dal fatturato degli studi e dal loro numero di dipendenti, oltre che dall’entità del ribasso praticato.

Tutto questo ha arrecato danni gravissimi alla collettività, in alcun modo tutelata non soltanto in merito alla qualità delle opere realizzate, ma anche alla reale economia dei costi. La sovrabbondanza del numero dei professionisti italiani iscritti agli albi – costituiamo circa la metà degli architetti ed ingegneri d’Europa – ha inoltre determinato una vera e propria saturazione del mercato, che ha reso ancora più difficile la vita dei professionisti, i quali hanno visto i propri redditi precipitare in caduta libera. Per queste ragioni, come architetti ed ingegneri che vivono, solo ed esclusivamente, di lavooro professionale, chiediamo un piano che coinvolga l’intero territorio nazional attuando : – la riqualificazione strutturale, energetica e architettonica del patrimonio edilizio esistente; – la completa ristrutturazione delle infrastrutture urbane e interurbane; – il riuso o la sostituzione del costruito esistente dimesso; – la demolizione del costruito abusivo; – il recupero e la valorizzazione del paesaggio; – la reale razionalizzazione dell’uso delle fonti non rinnovabili; – l’incentivazione degli investimenti privati; – la razionalizzazione e lo snellimento delle procedure autorizzative.

Crediamo sia diritto di tutti gli italiani crediamo sia diritto di tutti gli italiani rivendicare  un’opportunità per costruire il proprio futuro in un Paese in cui si possa riconoscere.

Per questo chiediamo: – La modifica del Codice degli Appalti (D.Lgs. 163/2006); – La revisione delle strutture della Pubblica Amministrazione; – Il divieto del doppio lavoro libero professionale. Come architetti e come ingegneri,  che nel passato hanno contribuito alla realizzazione di un patrimonio invidaitoci da tutto il mondo, con orgolio rivendichiamo oggi il diritto di poter essere parte importante, determinante, nella ricostruzione dell’Italia, quella di domani”.

   

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