Dalla memoria della Shoah l’impegno contro il razzismo

Si è svolto giovedì 26 dicembre 2013 a Viterbo presso il “Centro di ricerca per la pace e i diritti umani” un incontro di riflessione sul tema: “Dalla memoria della Shoah l’impegno contro il razzismo”. Nel corso dell’incontro sono stati letti eshoah commentati alcuni testi di Hannah Arendt, Primo Levi, Emmanuel Levinas, Nelson Mandela.

Hannah Arendt è nata ad Hannover da famiglia ebraica nel 1906, fu allieva di Husserl, Heidegger e Jaspers; l’ascesa del nazismo la costringe all’esilio, dapprima è profuga

in Francia, poi esule in America; è tra le massime pensatrici politiche del Novecento; docente, scrittrice, intervenne ripetutamente sulle questioni di attualità da un punto di vista rigorosamente libertario e in difesa dei diritti umani; morì a New York nel 1975. Opere di Hannah Arendt: tra i suoi lavori fondamentali (quasi tutti tradotti in italiano e spesso ristampati, per cui qui di seguito non diamo l’anno di pubblicazione dell’edizione italiana, ma solo l’anno dell’edizione originale) ci sono Le origini del totalitarismo (prima edizione 1951), Comunità, Milano; Vita Activa (1958), Bompiani, Milano; Rahel Varnhagen (1959), Il Saggiatore, Milano; Tra passato e futuro (1961), Garzanti, Milano; La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme (1963), Feltrinelli, Milano; Sulla rivoluzione (1963), Comunità, Milano; postumo e incompiuto è apparso La vita della mente (1978), Il Mulino, Bologna. Una raccolta di brevi saggi di intervento politico è Politica e menzogna, Sugarco, Milano, 1985. Molto interessanti i carteggi con Karl Jaspers (Carteggio 1926-1969. Filosofia e politica, Feltrinelli, Milano 1989) e con Mary McCarthy (Tra amiche. La corrispondenza di Hannah Arendt e Mary McCarthy 1949-1975, Sellerio, Palermo 1999). Una recente raccolta di scritti vari è Archivio Arendt. 1. 1930-1948, Feltrinelli, Milano 2001; Archivio Arendt 2. 1950-1954, Feltrinelli, Milano 2003; cfr. anche la raccolta Responsabilità e giudizio, Einaudi, Torino 2004; la recente Antologia, Feltrinelli, Milano 2006; i recentemente pubblicati Quaderni e diari, Neri Pozza, 2007. Opere su Hannah Arendt: fondamentale è la biografia di Elisabeth Young-Bruehl, Hannah Arendt, Bollati Boringhieri, Torino 1994; tra gli studi critici: Laura Boella, Hannah Arendt, Feltrinelli, Milano 1995; Roberto Esposito, L’origine della politica: Hannah Arendt o Simone Weil?, Donzelli, Roma 1996; Paolo Flores d’Arcais, Hannah Arendt, Donzelli, Roma 1995; Simona Forti, Vita della mente e tempo della polis, Franco Angeli, Milano 1996; Simona Forti (a cura di), Hannah Arendt, Milano 1999; Augusto Illuminati, Esercizi politici: quattro sguardi su Hannah Arendt, Manifestolibri, Roma 1994; Friedrich G. Friedmann, Hannah Arendt, Giuntina, Firenze 2001; Julia Kristeva, Hannah Arendt, Donzelli, Roma 2005; Alois Prinz, Io, Hannah Arendt, Donzelli, Roma 1999, 2009. Per chi legge il tedesco due piacevoli monografie divulgative-introduttive (con ricco apparato iconografico) sono: Wolfgang Heuer, Hannah Arendt, Rowohlt, Reinbek bei Hamburg 1987, 1999; Ingeborg Gleichauf, Hannah Arendt, Dtv, Muenchen 2000.

Primo Levi è nato a Torino nel 1919, e qui è tragicamente scomparso nel 1987. Chimico, partigiano, deportato nel lager di Auschwitz, sopravvissuto, fu per il resto della sua vita uno dei più grandi testimoni della dignità umana ed un costante ammonitore a non dimenticare l’orrore dei campi di sterminio. Le sue opere e la sua lezione costituiscono uno dei punti più alti dell’impegno civile in difesa dell’umanità. Opere di Primo Levi: fondamentali sono Se questo è un uomo, La tregua, Il sistema periodico, La ricerca delle radici, L’altrui mestiere, I sommersi e i salvati, tutti presso Einaudi; presso Garzanti sono state pubblicate le poesie di Ad ora incerta; sempre presso Einaudi nel 1997 è apparso un volume di Conversazioni e interviste. Altri libri: Storie naturali, Vizio di forma, La chiave a stella, Lilit, Se non ora, quando?, tutti presso Einaudi; ed Il fabbricante di specchi, edito da “La Stampa”. Ora l’intera opera di Primo Levi (e una vastissima selezione di pagine sparse) è raccolta nei due volumi delle Opere, Einaudi, Torino 1997, a cura di Marco Belpoliti. Opere su Primo Levi: AA. VV., Primo Levi: il presente del passato, Angeli, Milano 1991; AA. VV., Primo Levi: la dignità dell’uomo, Cittadella, Assisi 1994; Marco Belpoliti, Primo Levi, Bruno Mondadori, Milano 1998; Massimo Dini, Stefano Jesurum, Primo Levi: le opere e i giorni, Rizzoli, Milano 1992; Ernesto Ferrero (a cura di), Primo Levi: un’antologia della critica, Einaudi, Torino 1997; Ernesto Ferrero, Primo Levi. La vita, le opere, Einaudi, Torino 2007; Giuseppe Grassano, Primo Levi, La Nuova Italia, Firenze 1981; Gabriella Poli, Giorgio Calcagno, Echi di una voce perduta, Mursia, Milano 1992; Claudio Toscani, Come leggere “Se questo è un uomo” di Primo Levi, Mursia, Milano 1990; Fiora Vincenti, Invito alla lettura di Primo Levi, Mursia, Milano 1976. Emmanuel Levinas è nato a Kaunas in Lituania il 30 dicembre 1905 ovvero il 12 gennaio 1906 (per la nota discrasia tra i calendari giuliano e gregoriano). “La Bibbia ebraica fin dalla più giovane età in Lituania, Puskin e Tolstoj, la rivoluzione russa del ’17 vissuta a undici anni in Ucraina. Dal 1923, l’Università di Strasburgo, in cui insegnavano allora Charles Blondel, Halbwachs, Pradines, Carteron e, più tardi, Gueroult. L’amicizia di Maurice Blanchot e, attraverso i maestri che erano stati adolescenti al tempo dell’affaire Dreyfus, la visione, abbagliante per un nuovo venuto, di un popolo che eguaglia l’umanità e d’una nazione cui ci si può legare nello spirito e nel cuore tanto fortemente che per le radici. Soggiorno nel 1928-1929 a Friburgo e iniziazione alla fenomenologia già cominciata un anno prima con Jean Hering. Alla Sorbona, Leon Brunschvicg. L’avanguardia filosofica alle serate del sabato da Gabriel Marcel. L’affinamento intellettuale – e anti-intellettualistico – di Jean Wahl e la sua generosa amicizia ritrovata dopo una lunga prigionia in Germania; dal 1947 conferenze regolari al Collegio filosofico che Wahl aveva fondato e di cui era animatore. Direzione della centenaria Scuola Normale Israelita Orientale, luogo di formazione dei maestri di francese per le scuole dell’Alleanza Israelita Universale del Bacino Mediterraneo. Comunità di vita quotidiana con il dottor Henri Nerson, frequentazione di M. Chouchani, maestro prestigioso – e impietoso – di esegesi e di Talmud. Conferenze annuali, dal 1957, sui testi talmudici, ai Colloqui degli intellettuali ebrei di Francia. Tesi di dottorato in lettere nel 1961. Docenza all’Università di Poitiers, poi dal 1967 all’Università di Parigi-Nanterre, e dal 1973 alla Sorbona. Questa disparato inventario è una biografia. Essa è dominata dal presentimento e dal ricordo dell’orrore nazista (…)” (Levinas, Signature, in Difficile liberté). E’ scomparso a Parigi il 25 dicembre 1995. Tra i massimi filosofi contemporanei, la sua riflessione etica particolarmente sul tema dell’altro è di decisiva importanza. Opere di Emmanuel Levinas: segnaliamo in particolare En decouvrant l’existence avec Husserl et Heidegger (tr. it. Cortina); Totalité et infini (tr. it. Jaca Book); Difficile liberté (tr. it. parziale, La Scuola); Quatre lectures talmudiques (tr. it. Il Melangolo); Humanisme de l’autre homme; Autrement qu’etre ou au-delà de l’essence (tr. it. Jaca Book); Noms propres (tr. it. Marietti); De Dieu qui vient à l’idée (tr. it. Jaca Book); Ethique et infini (tr. it. Citta’ Nuova); Transcendance et intelligibilité (tr. it. Marietti); Entre-nous (tr. it. Jaca Book). Per una rapida introduzione è adatta la conversazione con Philippe Nemo stampata col titolo Ethique et infini. Opere su Emmanuel Levinas: Per la bibliografia: Roger Burggraeve, Emmanuel Levinas. Une bibliographie première et secondaire (1929-1985), Peeters, Leuven 1986. Monografie: S. Petrosino, La verità nomade, Jaca Book, Milano 1980; G. Mura, Emmanuel Levinas, ermeneutica e separazione, Città Nuova, Roma 1982; E. Baccarini, Levinas. Soggettività e infinito, Studium, Roma 1985; S. Malka, Leggere Levinas, Queriniana, Brescia 1986; Battista Borsato, L’alterità come etica, Edb, Bologna 1995; Giovanni Ferretti, La filosofia di Levinas, Rosenberg & Sellier, Torino 1996; Gianluca De Gennaro, Emmanuel Levinas profeta della modernità, Edizioni Lavoro, Roma 2001. Tra i saggi, ovviamente non si può non fare riferimento ai vari di Maurice Blanchot e di Jacques Derrida (di quest’ultimo cfr. il grande saggio su Levinas, Violence et metaphysique, in L’écriture et la difference, Editions du Seuil, Parigi 1967). In francese cfr. anche Marie-Anne Lescourret, Emmanuel Levinas, Flammarion; Francois Poirié, Emmanuel Levinas, Babel. Per la biografia: Salomon Malka: Emmanuel Levinas. La vita e la traccia, Jaca Book, Milano 2003.  Nelson Mandela è stato il più grande rappresentante della lotta contro il razzismo, per la dignità di ogni essere umano; nato nel 1918, tra i leader principali dell’African National Congress, nel 1964 è condannato all’ergastolo dal regime razzista sudafricano; non accetta nessun compromesso, nel corso dei decenni la sua figura diventa una leggenda in tutto il mondo; uscirà dal carcere l’11 febbraio 1990 come un eroe vittorioso; premio Nobel per la pace nel 1993, primo presidente del Sudafrica finalmente democratico compirà il miracolo della riconciliazione; è deceduto nel 2013. Opere di Nelson Mandela: fondamentale è l’autobiografia Lungo cammino verso la libertà, Feltrinelli, Milano 1995; tra le raccolte di scritti ed interventi pubblicate prima della liberazione cfr. La lotta è la mia vita, Comune di Reggio Emilia, 1985; La non facile strada della libertà, Edizioni Lavoro, Roma 1986; tra le raccolte pubblicate successivamente alla liberazione: Tre discorsi, Centro di ricerca per la pace, Viterbo 1991; Contro ogni razzismo, Mondadori, Milano 1996; Mai più schiavi, Mondadori, Milano 1996 (il volume contiene un intervento di Nelson Mandela ed uno di Fidel Castro); Bisogna essere capaci di sognare, Rcs, Milano 2013. Opere su Nelson Mandela: Mary Benson, Nelson Mandela: biografia, Agalev, Bologna 1988; François Soudan, Mandela l’indomabile, Edizioni Associate, Roma 1988; Jean Guiloineau, Nelson Mandela, Mondadori, Milano 1990; John Vail, I Mandela, Targa Italiana, Milano 1990; Fatima Meer, Il cielo della speranza, Sugarco, Milano 1990; John Carlin, Mandela. Ritratto di un sognatore, Sperling & Kupfer, Milano 2013. Si vedano anche Winnie Mandela, Finché il mio popolo non sarà libero, Sugarco, Milano 1986; Nancy Harrison, Winnie Mandela, Jaca Book, Milano 1987.

Le persone partecipanti all’incontro hanno espresso piena condivisione dell’appello del 25 dicembre al Presidente dei Consiglio dei Ministri che di seguito si riporta: Egregio signore, i campi di concentramento costituiscono o no un crimine contro l’umanità? Eppure in Italia vi sono campi di concentramento. Le deportazioni di perseguitati, riconsegnati nelle mani dei persecutori cui erano sfuggiti, costituiscono o no un crimine contro l’umanità? Eppure l’Italia attua queste deportazioni.

La riduzione in schiavitù costituisce o no un crimine contro l’umanità? Eppure in Italia si consente la riduzione in schiavitù dei lavoratori immigrati, ed anzi lo stato la favoreggia con le sue scellerate misure razziste. L’imprigionamento di persone che non hanno commesso nulla di male, costituisce o no un crimine contro l’umanità? Eppure in Italia vengono imprigionate persone che non hanno commesso nulla di male, solo perché sono venute nel nostro paese cercando salvezza e futuro in fuga da guerre e dittature, da miseria e fame. Negare accoglienza ed assistenza a chi ne ha estremo bisogno per salvare la propria vita, costituisce o no un crimine contro l’umanità? Eppure in Italia anche questo accade.

La Costituzione della Repubblica Italiana, cui lei ha giurato fedeltà, all’articolo 2 dichiara che “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo”. Perché lei consente che quei diritti siano invece violati? La Costituzione della Repubblica Italiana, cui lei ha giurato fedeltà, all’articolo 10 dichiara che “Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica”. Perché lei consente che quel diritto sia invece violato? Governi scellerati negli scorsi anni e decenni hanno imposto nel nostro paese misure razziste criminali e criminogene, in flagrante conflitto con la Costituzione della Repubblica Italiana, democratica ed antifascista. Perché lei non si adopera per la loro immediata abolizione? Egregio signore, il governo che lei presiede può e deve finalmente abrogare le criminali antileggi razziste; può e deve tornare al rispetto della legalità costituzionale e dei diritti umani; può e deve attuare i principi stabiliti nella Dichiarazione universale dei diritti umani; può e deve restituire riconoscimento e rispetto ad innumerevoli esseri umani. Perché non lo fa? Si adoperi finalmente, immediatamente, per questo. Ogni essere umano ha diritto alla vita, alla dignità, alla solidarietà. Vi è una sola umanità.

 Concludendo l’incontro, il responsabile della struttura nonviolenta viterbese ha sottolineato che la memoria della Shoah persuade ogni essere umano al dovere di opporsi ad ogni persecuzione; che la memoria della Shoah persuade ogni essere umano al dovere di resistere ad ogni violazione della dignità umana; che la memoria della Shoah persuade ogni essere umano al dovere della solidarietà con tutti gli esseri umani oppressi. Solo chi si batte contro la violenza è fedele alle vittime della violenza. Solo chi si batte contro ogni fascismo, ogni totalitarismo, ogni fanatismo, ogni razzismo, serba autentica memoria delle vittime e prosegue la lotta di tutti i resistenti che difesero l’umanità contro il male. Il fascismo non prevarrà. La nonviolenza è in cammino.

   

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