VALLERANO ( Viterbo) – Un viaggio tra agricoltura, tradizione e identità culturale. È quello che si è svolto ieri a Vallerano, dove gli studenti dell’Istituto Tecnico Agrario “G. Pastori” di Brescia hanno preso parte a una visita formativa presso l’azienda agricola Serangeli, realtà del territorio guidata da Vittorio Serangeli e impegnata nella valorizzazione delle produzioni locali. L’azienda suddetta, di recente ha iniziato una collaborazione con l’associazione culturale “Il Fascino del Passato” di Viterbo, con il dottor Marco Rossi, conservatore dei beni culturali, Narratore di Comunità Unitus che da anni si impegna nella ricerca storica ed antropologica del territorio di Tuscia.
Tra racconti, aneddoti e riferimenti storici, i ragazzi hanno potuto conoscere da vicino la realtà agricola valleranese, comprendendo come il lavoro della terra non sia soltanto produzione, ma anche custodia di conoscenze tramandate nel tempo. L’azienda Serangeli, infatti, collabora attivamente con l’associazione culturale viterbese proprio per mantenere viva la memoria del territorio e promuovere un dialogo tra passato e presente.
A rendere ancora più significativo l’incontro è stata la degustazione enogastronomica dei prodotti tipici della tradizione locale, offerta dall’azienda ospitante: un momento conviviale che ha permesso agli studenti di scoprire sapori autentici e di comprendere il legame profondo tra agricoltura, cultura e comunità.
La visita è stata inoltre coadiuvata dalla dott.ssa Romina Caccia, laureata in Scienze Forestali presso l’Università degli Studi della Tuscia, che ha contribuito ad arricchire l’esperienza con approfondimenti legati alla gestione del paesaggio, alla sostenibilità ambientale e al rapporto tra uomo e ambiente.
L’incontro ha dimostrato come il dialogo tra scuole, università e realtà agricole possa diventare un potente strumento di formazione e di consapevolezza per le nuove generazioni, chiamate a custodire e reinterpretare il patrimonio culturale e naturale dei territori.
Se la terra parla, lo fa piano,
nel fruscio degli ulivi e nel passo lento dei campi.
Sta a noi fermarci ad ascoltarla.
Perché ogni seme custodisce una storia,
ogni mano che lo affida al suolo
scrive una promessa nel tempo.
E saranno i giovani, domani,
a raccogliere quella promessa:
non solo frutti, ma memoria.
Perché il futuro nasce sempre così,
da un gesto antico
che qualcuno ha scelto di non dimenticare.
(Poesia, di Marco Rossi)








