Dall’Italia una risposta al summit del clima del 22 aprile

Riceviamo dall’accademia Kronos e pubblichiamo: “Finalmente il mondo “s’è desto!” grazie al nuovo presidente degli USA Joe Biden che ha voluto, in occasione della giornata mondiale della Terra, organizzare nel suo Paese la conferenza sul clima, riprendendo gli accordi di Parigi che invece Trump li aveva ignorati. Si è così tornati a parlare del problema dei cambiamenti climatici che stanno cominciando a mettere in crisi gli equilibri geopolitici del pianeta, nonché le economie delle principali nazioni.
Tante sono state le promesse esposte nella conferenza, come quella di ridurre del 50% le emissioni di gas climalteranti negli Stati Uniti entro il 2030 e addirittura quella di Xi Jinping che pensa di abbattere del 100% le emissioni di gas serra di tutta la Cina entro il 2060. Anche il nostro presidente Draghi si è aggiunto al coro ricordando che “…quello che è stato fatto fino ad oggi è insufficiente, per cui dobbiamo invertire la rotta e farlo subito… agiamo ora per non avere rimpianti dopo.”
Belle parole e speranze di vedere sul problema dell’effetto serra un pò di luce alla fine del tunnel. Ma poi le parole e le promesse si tradurranno in realtà? Greta Thunberg a tal proposito si è dimostrata insoddisfatta del risultato del summit soprattutto perché invece di dire un basta definitivo all’industria inquinante dei combustibili fossili, si parla ancora di sussidi diretti o indiretti distribuiti a questi “attentatori degli equilibri climatici del pianeta” con il denaro dei contribuenti. Alla fine però la leader dei giovani ambientalisti di tutto il mondo avrebbe concluso: “ … comunque è meglio di niente!” Tra qualche mese in Italia ci sarà il G20 e in quella occasione, avrebbe affermato Draghi, il nostro Paese proporrà i suoi progetti per il miglioramento dell’ambiente e per la questione climatica… In tutto questo Accademia Kronos, una storica organizzazione ambientalista con 52 anni di storia, da oltre un anno avrebbe la sua risposta che potrebbe essere presentata proprio in occasione del G 20.
Qual è questa risposta?
Per prima cosa oggi anche l’uomo della strada, ha capito che il riscaldamento della atmosfera a causa dell’effetto serra purtroppo determina grossi rischi per il nostro futuro, infatti i cambiamenti climatici estremizzano i fenomeni meteo-climatici come ad esempio: lunghi periodi di siccità con rischi incendi boschivi, improvvise e devastanti alluvioni, scioglimento dei ghiacciai e sfaldatura delle rocce montane, acidificazione dei mari e crescita del suo livello, aumento delle invasioni di insetti dannosi all’agricoltura e alla salute animale e umana, ecc.. Tutti problemi collegati in maniera strettissima, secondo i climatologi, ai cambiamenti climatici. Da qui il progetto ormai in fase esecutiva del primo corso di formazione a livello europeo per dare il via ad esperti nel settore, capaci di mettere in sicurezza i territori da fenomeni di incendi, allagamenti e infezioni ambientali, nonché tutelare in caso di prolungate bolle di calore persone fragili. Non solo, ma capaci anche di consentire ai comuni di attingere ai vari finanziamenti europei legati ai piani di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC). Questi nuovi esperti green sono stati pensati e voluti da Accademia Kronos che ha trovato, come sponda di condivisione, il Dipartimento di Chimica dell’Università La Sapienza di Roma. Per cui appena il flagello pandemico lo consentirà, è già pronto il primo corso gratuito sperimentale offerto a 40 persone interessate a contribuire alla lotta contro i cambiamenti climatici e il degrado ambientale. Questi nuovi professionisti si chiameranno: “Genieri della protezione ambientale e climatica”. Da un’ indagine in cui sono stati ascoltati lo scorso anno sindaci e assessori di piccoli e grandi comuni, si è compreso che queste nuove figure professionali sarebbero utili a quasi tutti i comuni e ad altri enti territoriali in numero superiore alle 20 mila unità. Questa potrebbe essere una prima risposta alle azioni a livello governativo che si vorranno prendere almeno per tentare di rallentare il rischio di una catastrofe climatica.
Ma non finisce qui, già lo scorso anno Accademia Kronos propose alla Ministra del Ministero dell’Istruzione e ai suoi dirigenti, l’organizzazione di una giornata nazionale per le scuole legata alla mitigazione climatica, dotando tutti gli insegnanti interessati di un kit comprendente un testo specifico per l’educazione ai problemi climatici, un lettore elettronico per la misurazione della concentrazione di gas serra e filmati vari da proiettare a scuola. Oggi sia il programma come sviluppare la giornata, che il kit sono solo in attesa d’ottenere l’autorizzazione dei due ministeri competenti.
Dal punto più concreto da anni Accademia Kronos ha studiato la possibilità di utilizzare i rifiuti urbani come fonte di energia elettrica e calorica, senza produrre inquinamento. In effetti i rifiuti conferiti dentro locali in acciaio blindati e con una temperatura tale da non produrre diossina, alla fine di 8 ore di trattamento produrrebbero un nuovo propellente, il Singas, capace di mandare avanti senza inquinare una centrale elettrica abbinata all’impianto di trattamento. Non solo ma con una società specializzata nel settore green c’è la possibilità di utilizzare le acque di scarico dei depuratori urbani per produrre idrogeno.
Insomma c’è abbastanza materiale per avviarci verso la cosiddetta transazione ecologica, basta che le autorità preposte a questa transizione non pensino ad altro e ci ascoltino.
Garanzia che Accademia Kronos non produce “false illusioni” è dovuta, non solo dai suoi 52 anni di storia, ma anche alla presenza al suo interno di un comitato scientifico e tecnico in cui sono presenti personalità scientifiche di alto valore come, come due climatologi e premi Nobel come i professori Vincenzo Ferrara e Riccardo Valentini”.

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