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Decreto flussi, Uila Viterbo: “Aboliamo il click day”

VITERBO – “Decreto flussi, aboliamo il click day”. A chiederlo è la Uila lega intercomunale di Viterbo.

“il decreto flussi – spiega Aoua Ouologuem, segretaria della Uila Viterbo responsabile del settore immigrazione – ha ormai dato vita a un meccanismo inefficace che crea irregolarità, disallineamento tra domanda e offerta di lavoro e inefficienze burocratiche. Solo una piccola parte delle quote disponibili si traduce in posti effettivi”.

“Non solo – continua Ouologuem –, ma molti lavoratori stranieri, arrivati in Italia con il visto per lavorare, non riescono a completare l’iter burocratico per ottenere il posto disponibile trovandosi così in una situazione di irregolarità. Non per colpa loro, ma per la complessità del sistema. Alcuni datori di lavoro approfittano inoltre del nulla osta per fare lavorare in nero i dipendenti evitando di completare le pratiche”.

“Le quote stabilite dal decreto – spiega poi Ouologuem – sono spesso insufficienti rispetto all’effettiva domanda di manodopera in specifici settori come agricoltura, turismo, assistenza domiciliare, mentre la rigida indicazione dei settori in cui è possibile assumere i lavoratori non riflette pienamente la dinamicità del lavoro e le reali necessità delle imprese”.

Un’altra criticità evidenziata da Ouologuem è il click day. “Il meccanismo rimane critico – fa notare la segretaria della Uila Viterbo –. I sistemi telematici del ministero spesso subiscono malfunzionamenti o sovraccarichi, rendendo difficile l’invio delle domande. Questo crea una corsa frenetica basata sulla velocità e non sulla qualità delle proposte di lavoro”.

“Visto che il decreto flussi non ha aiutato a regolarizzare gli stranieri – chiede Ouologuem –, la nostra prima proposta è la sanatoria di tutte le persone che si trovano sul territorio. Va anche abolito il click day, così come la richiesta di manodopera da parte dei datori di lavoro va spalmata lungo tutta la durata dei flussi. Le imprese devono oltretutto dimostrare la propria solidità aziendale e conoscere i lavoratori di cui fanno richiesta, inserendoli in un progetto che comprende anche la lingua italiana. Vanno inoltre previste delle sanzioni penali per le aziende che fanno richiesta dei lavoratori e poi scompaiono”.

“Le istituzioni infine – conclude Ouologuem – devono fare in modo che l’autorizzazione dei flussi avvenga in tempi certi, come pure il governo deve intervenire sulle ambasciate italiane all’estero, e le agenzie che fanno da tramite, per garantire il rilascio, nei tempi più rapidi possibili, della documentazione necessaria al lavoratore per venire in Italia”.

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