Decreto InSicurezza, l’Usb invita al dibattito sulla nuova legge

VITERBO- Riceviamo da Elisa Bianchini di Usb Viterbo e pubblichiamo: “La grande partecipazione alla manifestazione nazionale Get up, Stand up for your rights, mostra l’urgenza di discutere i risvolti reali del Decreto sicurezza.

Una serata evento, nel pomeriggio del 18 dicembre nella sede sindacale dell’Usb, per parlare del nuovo decreto del governo Conte. Una discussione oltre il sentito dire, per valutare le reali ricadute della legge sulla vita quotidiana delle persone, migranti e italiane.

Il Decreto Sicurezza non nasce dal nulla, esso è l’ultimo atto di una politica finalizzata a reprimere gli spazi di democrazia. Dalla crisi del 2008 ad oggi, la risposta dei governi di tutti i colori, è stata sempre la stessa: sacrificare i diritti fondamentali, individuali e collettivi, acquisiti dopo decenni di lotte.

Il Decreto si inserisce proprio in questo solco, pensando di colmare il mancato aumento della produttività aumentando lo sfruttamento della forza lavoro, in particolare quella migrante. Il lavoro viene frammentato e reso sempre più flessibile e irregolare.

Nel caso specifico di lavoratori stranieri o addirittura migranti, è necessario non chiudere gli occhi. La gran parte degli immigrati sono già interni ai processi produttivi su tutto il nostro territorio: agricoltura, grande distribuzione e logistica, fabbriche, piccole e  medie imprese, commercio e turismo, lavori di assistenza e cura.

La maggior parte di questi lavoratori è sottoposta a rapporti di lavoro, non solo irregolare, ma quasi schiavile (caporalato).

Si incrementa così un esercito di precari, disoccupati e marginalizzati, che diventa sempre più grande e, almeno in teoria, sempre più disposto a piegarsi. La rabbia, dovuta alle crescenti disuguaglianze sociali, invece dilaga e, allora, il governo riduce gli spazi di dissenso. Vengono aumentati gli strumenti di controllo e repressione, non solo nelle proteste o nelle piazze, ma anche sui luoghi di lavoro. Si pensi all’introduzione del carcere per chi effettua un blocco stradale, una delle poche armi in mano ai lavoratori e ai comitati di quartiere. Oppure all’utilizzo di braccialetti elettronici e app per controllare i dipendenti all’interno del luogo di lavoro.

Dietro questo decreto non vi è certo la Sicurezza, ma la strategia, neanche troppo velata, di attacco repressivo contro tutta quella fascia sociale a cui non si vuole garantire diritti, reddito e assistenza.

L’Usb esorta tutti e tutte a discutere in merito per elaborare insieme un nuovo immaginario di lotte e riconquista dei diritti sottratti.

Più nulla verrà concesso.

18 Dicembre, ore 17:30, Federazione Usb di Viterbo

Dibattito pubblico”.

 

   

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