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Di Cola (Cgil): “Nel bilancio comunale prime risposte, ma per cambiare la vita delle persone servono più risorse”

Questa mattina “abbiamo incontrato la vicesindaca e assessora al Bilancio, Silvia Scozzese, e i capigruppo di maggioranza per discutere delle politiche di bilancio. Ancora una volta, queste devono fare i conti con i tagli imposti dal governo centrale agli enti locali, che ne riducono gli spazi di manovra. È una scelta sbagliata della manovra del governo Meloni, contro cui continueremo a mobilitarci anche dopo il grande sciopero generale del 12 dicembre, e sulla quale ci aspettiamo che anche le amministrazioni locali facciano la loro parte, a partire dal Comune di Roma, costantemente penalizzato e umiliato nel suo ruolo di Capitale, come dimostra da ultimo il taglio di 50 milioni di euro per il completamento della Metro C”.

Così, in una nota, il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Natale Di Cola. “Nel confronto che stiamo portando avanti in queste settimane abbiamo ottenuto alcune prime risposte alle proposte contenute nel documento Ritorno alla normalità. Tra queste, lo stanziamento di risorse per lo scorrimento strutturale delle liste d’attesa dell’assistenza domiciliare e il rafforzamento dei municipi, che nei territori devono garantire l’assistenza a tutte le persone che ne hanno bisogno e diritto. Un altro passo avanti – aggiunge Di Cola – è rappresentato dall’acquisto di nuove abitazioni per l’edilizia residenziale pubblica, rispetto al quale chiediamo ulteriori risorse, anche per l’aggiornamento e il rifinanziamento delle delibere comunali sul sostegno all’abitare. Importante anche l’impegno del sindaco Gualtieri ad abbattere l’addizionale comunale Irpef, riportando l’aliquota ordinaria allo 0,5 per cento dopo l’innalzamento allo 0,9 per cento del 2011 per ripagare i debiti monstre del passato, e a proseguire nel percorso che ha già portato all’aumento della soglia di esenzione per i contribuenti con redditi fino a 14.000 e che viene confermato”.

“Su queste politiche fiscali ci aspettiamo di proseguire il confronto a gennaio, dando seguito al percorso condiviso per eliminare la maggiorazione dello 0,4 per cento. Attenderemo di leggere i documenti definitivi per esprimere un giudizio compiuto perché, sebbene molte scelte vadano nella giusta direzione, le risorse non sono sempre proporzionate alle reali esigenze né sufficienti a contrastare le disuguaglianze, che con il Giubileo si sono ulteriormente acuite. Riteniamo che, per invertire davvero il trend, sia necessario discutere di come vivono le persone che per vivere devono lavorare, a partire dal tema dei salari. C’è bisogno di una Conferenza cittadina sul salario, perché è evidente che, se nella Capitale aumenta la quota di lavoro scarsamente retribuito e diminuisce l’intensità di lavoro, tra precarietà e part time involontario, crescono le persone che hanno bisogno di misure di sostegno e di maggiori servizi pubblici per mantenere lo stesso tenore di vita. Senza questa discussione, un bilancio fortemente vincolato alla spesa storica non può davvero cambiare il volto della città né migliorare la vita delle persone. Ci aspettiamo quindi che, nel confronto sul bilancio capitolino, si trovino maggiori risorse per le politiche sociali, per i servizi pubblici, con uno sguardo particolare alle nuove generazioni, e per il sostegno al reddito, anche di chi lavora per far funzionare la città, incrementando lo stanziamento per il salario accessorio, per i contratti di servizio delle società partecipate e superando il lavoro povero negli appalti pubblici”, conclude Di Cola.

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